Arte & Cultura · 3 min di lettura

Il trittico attribuito a Francesco Vecellio nella chiesa della Madonna della Difesa

Fra il Cadore e Cortina quattro chiese sono dedicate alla Madonna della Difesa con la spada: a San Vito di Cadore, il trittico attribuito a Francesco Vecellio.

La chiesetta tardo-gotica della Madonna della Difesa a San Vito di Cadore, col tetto a scandole e le Dolomiti dietro
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

La chiesa della Madonna della Difesa di San Vito di Cadore, in provincia di Belluno, è un santuario tardo-gotico accanto alla parrocchiale. Sull'altare centrale custodisce un trittico attribuito a Francesco Vecellio, fratello di Tiziano, con al centro la Vergine e il Bambino.

Madonna con la spada

Fra il Cadore e Cortina ci sono quattro chiese dedicate alla Madonna della Difesa, a Cortina d'Ampezzo, a San Vito di Cadore, a Vigo di Cadore e a Lorenzago di Cadore, e la ricorrenza si celebra il 19 gennaio. La Madonna vi è raffigurata con la spada protesa, in contrasto con la dolcezza del suo atteggiamento. La devozione è antica: la tradizione fa risalire il primo intervento della Vergine al quinto secolo, e poi al 1412, quando ampezzani e cadorini fermarono gli assalitori grazie a grandi nuvole scure che li confusero, fino a farli combattere fra loro.

Santuario accanto alla parrocchiale

A San Vito il santuario sta a ridosso della chiesa parrocchiale dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, fondata nel 1208 e ricca di opere di artisti locali, anche della bottega dei Vecellio. La chiesa della Madonna della Difesa fu iniziata alcuni decenni prima del 1490, l'anno in cui compare per la prima volta nei documenti, e fu ingrandita nella prima metà del Cinquecento, dopo la guerra dei veneziani contro Massimiliano d'Austria, e poi di nuovo nel Seicento. Da fuori ha le forme tardo-gotiche del suo tempo: il tetto molto inclinato e coperto di scandole, il campanile a punta di piramide.

Un affresco nell'abside, la parte più antica, ricorda la confusione che si creò fra gli invasori tedeschi; nella chiesa c'è anche la statua lignea della Madonna della Difesa di Giovan Battista De Lotto. Lungo la Val Boite, a Peaio, si conserva uno stendardo con la Madonna della Difesa, con cui il 19 gennaio i fedeli andavano in processione fino a questo santuario.

Trittico attribuito a Francesco Vecellio

Sotto il rivestimento di legno intagliato, l'altare è un blocco di pietra. Il trittico attribuito a Francesco Vecellio fu ritoccato in larga parte per adattarlo alla cornice venuta dopo. Il viso della Vergine sembra richiamare le donne cadorine, composte e disincantate insieme. Gli altri altari della chiesa sono dedicati al culto del Carmine, a sant'Antonio di Padova e a san Francesco, e alla Crocifissione.

Francesco e i pittori Vecellio

Francesco, fratello di Tiziano, nacque come lui a Pieve di Cadore verso il 1475 e morì verso il 1560. Da giovane fu soldato; seguace e stretto collaboratore del fratello, lasciò opere in varie chiese del Veneto. Lavorò soprattutto in Cadore fra il 1520 e il 1530; nel 1524 dipinse una pala d'altare per il santuario. La sua opera più personale sono le portelle d'organo del 1530 di San Salvador a Venezia; nel 1540 dipinse un polittico a Candide, e sua è l'«Annunciazione di San Nicola di Bari» delle Gallerie dell'Accademia.

In Cadore è ben documentato il suo impegno politico e amministrativo: verso gli anni Cinquanta del Cinquecento fu responsabile del Fontego delle Biade, il magazzino dei cereali comprati sui mercati veneziani, trevigiani e friulani e ridistribuiti quando servivano, e un documento lo presenta anche come vice vicario alle miniere del Cadore, la stessa carica che il doge Andrea Gritti aveva dato nel 1525 al padre, Gregorio. Come altri pittori della famiglia, Francesco mantenne un legame stretto con le valli di montagna, più ancora del fratello che lavorava per le corti d'Europa.

Fra il Cinquecento e il Seicento la famiglia Vecellio, di notai, amministratori e possidenti di Pieve, diede nove pittori: fra loro Orazio, figlio di Tiziano e ritrattista, il cugino Cesare e Marco, figlio di un cugino di Tiziano, che ha opere anche nel palazzo della Magnifica Comunità.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Calalzo - Pieve di Cadore - Cortina a 22,6 km: in auto sono 22 minuti.

In auto, dalla SS51 si esce a Caralte - Perarolo di Cadore: poi 22,8 km, 21 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino alla Chiesa della Madonna della Difesa.

Info utili

Dove si trova
San Vito di Cadore (BL)
Coordinate
46,46278 N, 12,20407 E (Chiesa della Madonna della Difesa) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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