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Villa Marini Rubelli a San Zenone degli Ezzelini: la corte, la barchessa e l'oratorio

Villa Marini Rubelli a San Zenone degli Ezzelini, nata alla fine del Quattrocento: corte murata, affreschi del tardo Seicento e Gipsoteca Rebesco.

Villa Marini Rubelli a San Zenone degli Ezzelini: facciata affrescata, barchessa a loggia e la torre sul colle
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Ai confini della provincia di Treviso, a San Zenone degli Ezzelini, Villa Marini Rubelli, nata alla fine del Quattrocento e dal 1988 del Comune, raccoglie attorno a una corte la casa padronale, l'oratorio della Madonna del Carmine e la barchessa, il portico da lavoro delle ville venete.

San Zenone e gli Ezzelini

San Zenone degli Ezzelini sta nella pianura a ovest di Asolo, lungo la statale 248; il suo territorio, una ventina di chilometri quadrati, comprende colline, piccole valli e pianura, ed era abitato già in epoche preistoriche. Faceva parte della Marca trevigiana: dal X secolo apparteneva ai vescovi di Treviso, e alla fine del XII secolo passò a Ezzelino da Romano il Monaco, che nel 1223 lo trasmise al figlio Ezzelino III, detto il Tiranno. Ezzelino ebbe molti nemici, e nel 1259 fu sconfitto e ferito a morte; suo fratello Alberico si rifugiò nel castello di San Zenone, dove, assediato da una lega di feudatari, fu ucciso con tutta la famiglia. Del castello, ricostruito e poi distrutto di nuovo, resta la torre, il simbolo del paese.

Corte murata e brolo fra due rivi

Il complesso è una grande corte murata: a nord la casa padronale, a oriente una grande barchessa, e in un angolo a sud l'oratorio di famiglia della Madonna del Carmine, con la facciata sulla strada. Sono corpi indipendenti fra loro, disposti attorno alla corte. La villa sta in via T. Rubelli 2, in località Sopracastello, ai piedi del colle del Castellaro, dove resta la torre del castello degli Ezzelini. A sud il complesso continua con un antico brolo, il terreno coltivato della villa, chiuso da due rivi d'acqua che arrivano dai Fontanazzi e dalle Fratte, dove restano le tracce di vecchie coltivazioni a vigna e frutteto.

Senachi, Marini, Rubelli e le suore

L'origine della villa si colloca alla fine del Quattrocento. Dalla fine del Seicento il nobile veneziano Teodoro Senachi e sua moglie Quieta Marini ne fecero la loro casa di campagna. A metà dell'Ottocento la proprietà passò a Francesco Rubelli, e dopo la Prima guerra mondiale sua figlia Teresa lasciò in eredità l'intero complesso alle Suore di Santa Dorotea: nella villa abitavano le suore, e la barchessa fu una scuola materna fino al 1972. Poi gli edifici ospitarono le prime manifatture del paese, la Rubell's e la Silmec, e dalla fine degli anni Settanta andarono in decadenza, finché nel 1988 li comprò il Comune di San Zenone degli Ezzelini.

Salone passante, stanza del fuoco e facciata

La casa padronale ha la pianta tipica delle ville venete, con un salone passante al centro da cui si entra nelle stanze delle ali; la stessa pianta si ripete nel corpo aggiunto. Del vecchio impianto è rimasta, al piano terra, la stanza del fuoco, col caminetto del XVI secolo.

La casa è intonacata a marmorino, un intonaco di calce e polvere di marmo, e chiusa in alto da un cornicione a mensole. L'assetto della facciata risale a lavori fatti molto probabilmente dopo il terremoto del 1836, che hanno però conservato gli affreschi del tardo Seicento: al piano nobile, entro una nicchia posta fra le finestre laterali, compaiono due figure mitologiche, mentre fra le aperture dei primi due piani si accovacciano figure monocrome. Al centro del piano nobile c'è una trifora senza balcone, con archi appoggiati su doppie colonne al centro e su semicolonne ai lati.

Barchessa, oratorio e restauri

La barchessa si apre in una loggia su pilastri, coronata da un frontone curvilineo, ed è nata dall'unione di edifici diversi, come mostrano le mappe del 1714 e del 1721. L'oratorio si data attorno al 1753. Negli anni Novanta la casa padronale ebbe un primo restauro strutturale e poi fu risanata anche la barchessa.

Nel 2007 nacque il progetto «San Zenone paesaggio culturale», per fare della villa un centro culturale dell'area pedemontana e asolana, e nel 2009 cominciarono i lavori affidati all'architetto Maurizio Trevisan, che hanno riguardato anche la torre degli Ezzelini lì vicino. Sotto la tutela della Soprintendenza è stato aperto l'ingresso sulla facciata principale, la vecchia scala di cemento armato è stata sostituita con una nuova e con un ascensore, sono stati restaurati gli affreschi e la loggia ed è stato sistemato il brolo originario. I lavori hanno mantenuto la pianta di sempre.

Mostre e Gipsoteca Rebesco

Dopo i restauri la villa, su tre piani, è diventata un luogo di mostre: nel 2011 vi furono esposte opere di artisti vissuti a San Zenone, fra cui Teodoro Wolf Ferrari (1878-1945) e Noè Bordignon (1841-1920), e la corte ha ospitato rievocazioni storiche.

Nella barchessa una raccolta permanente riunisce molti modelli in gesso di Francesco Rebesco (1897-1985), scultore sanzenonese, che l'11 maggio 2019 è stata inaugurata come Gipsoteca Francesco Rebesco.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Bassano del Grappa: da lì a Villa Marini Rubelli sono 9,8 km, 14 minuti in auto.

Per chi arriva in auto dalla Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta, il casello più vicino è Riese Pio X: restano 6,5 km, 8 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Villa Marini Rubelli.

Info utili

Dove si trova
San Zenone degli Ezzelini (TV)
Coordinate
45,79027 N, 11,83521 E (Villa Marini Rubelli) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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