Asolo è un borgo collinare della provincia di Treviso, sulla Pedemontana, da cui si vedono le Prealpi e la pianura. Carducci la chiamò «la città dai cento orizzonti». Qui tenne corte Caterina Cornaro, regina di Cipro, e qui vissero Robert Browning, Eleonora Duse e Freya Stark.
La Rocca e le mura di Asolo
Su uno sperone delle colline trevigiane, fra boschi e filari di vigne, si aggrappa il borgo, abitato fin dall'età del Bronzo: le sue origini sono romane prima e medievali poi. Il suo simbolo è la Rocca, che dalla cima del monte Ricco domina l'abitato. È una fortezza a poligono irregolare costruita fra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, legata al centro dalle mura che i Carraresi cominciarono nel 1388 e i Veneziani completarono.
Il borgo fu un avamposto dei da Romano, degli Scaligeri e dei Carraresi, e nel Quattrocento passò, come tutto il Veneto, sotto Venezia. Fu con Venezia che diventò un centro importante, luogo delle villeggiature dei nobili veneziani, e l'architettura e la forma delle strade raccontano quella storia. È un piccolo centro agricolo e artigianale, fra i Borghi più belli d'Italia.
La regina di Cipro e gli Asolani
Nel 1489 Caterina Cornaro, regina di Cipro, dovette lasciare l'isola alla Serenissima e ottenne in cambio la signoria di Asolo. Dal 1489 al 1509 il castello sulla collina fu la sua residenza, e la sua corte divenne un centro di umanisti, musicisti e letterati. Fra loro c'era Pietro Bembo, uno dei dotti più famosi del Cinquecento, che fra il 1497 e il 1502 compose gli Asolani, dialoghi sull'amore ambientati proprio fra queste colline e dedicati alla regina. Di quella corte restano poche testimonianze. Il castello della regina ospita il Teatro Duse, e il Museo civico, nel quattrocentesco Palazzo della Ragione, ha sale dedicate a lei e all'attrice.
Browning, Carducci e gli ospiti illustri
Anche il Giorgione dipinse le colline di Asolo, e nei secoli il borgo attirò artisti e scrittori da tutta Europa. Il poeta inglese Robert Browning vi soggiornò a lungo e chiamò la sua ultima raccolta di poesie Asolando: è la parola che indica lo stato d'animo delle passeggiate fatte per il piacere di perdersi nei propri pensieri davanti al paesaggio. Giosuè Carducci, si racconta, non vide mai il borgo che aveva lodato: lo conobbe dalle lettere di alcuni amici asolani. Il musicista Gian Francesco Malipiero vi trovò ispirazione per alcune composizioni, e passarono di qui anche Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti ed Henry James.
La Duse ad Asolo nella Casa dell'Arco
Nel 1920 Eleonora Duse affittò la Casa dell'Arco, che si regge su un arco ed è a due colori, rosso e bianco, in via Canova, dove la Porta di Santa Caterina interrompe la prospettiva della strada; una lapide voluta da Gabriele D'Annunzio ricorda il suo soggiorno. Dalle finestre si vede il Monte Grappa, e l'attrice raccontava che, quando al mattino apriva le imposte, la montagna le compariva incorniciata nella finestra: allora metteva due vasi di fiori sul davanzale, e quello diventava il suo altare.
La Duse trascorse ad Asolo gli ultimi anni della sua vita e riposa fra i cipressi del piccolo cimitero di Sant'Anna, davanti al Grappa. Nello stesso cimitero è sepolta anche la viaggiatrice Freya Stark; nel giardino di Villa Freya cresce un leccio monumentale.
Piazza Garibaldi, i palazzi e il Maglio di Pagnano
Il centro di Asolo ruota intorno a piazza Garibaldi, con la fontana cinquecentesca del Leone di San Marco e la cattedrale, che custodisce l'Assunta di Lorenzo Lotto, nota come Pala di Asolo. Sulla piazza si trova la loggia della Ragione, con un affresco del Contarini; nel centro si susseguono poi i palazzi signorili, fra portici e facciate affrescate: Villa Polo, palazzo Tabacchi, la cinquecentesca Villa degli Armeni e Palazzo Beltramini, sede del municipio. Fra i punti noti ci sono anche la Fontana Zen e la cosiddetta «casa longobarda», un altro edificio rinascimentale.
Le mura si costeggiano salendo per via Bembo; dalla Porta Colmarion 276 gradini portano alla Rocca, e dagli spalti la vista gira tutto intorno, dalle Dolomiti fino a Venezia.
Delle manifatture del borgo è sopravvissuto il Maglio di Pagnano, che lavorava il ferro con la forza dell'acqua della roggia Musonello. Sui colli asolani si fa l'Asolo Prosecco Superiore DOCG; dalla pianura salgono al centro le strade chiamate «foresti», e in primavera il paesaggio si colora della fioritura di ciliegi e peschi.
A 5 km dal borgo sorge Villa Barbaro di Maser, progettata da Andrea Palladio nel 1550, e a 10 km Possagno, paese natale dello scultore Antonio Canova.
