Il Castello Carrarese di Este, in provincia di Padova, è la grande cinta di mura e torri che sale sul colle sopra la città, con il mastio in cima. Lo fece ricostruire nel 1339 Ubertino da Carrara, signore di Padova, sulle rovine del castello dei marchesi d'Este.
Il castello dei marchesi d'Este
Este è l'antica Ateste, uno dei maggiori centri romani della zona, in pianura ai piedi dei Colli Euganei: qui passava l'antica strada che girava a sud e a est dei Colli, toccando Abano e Monselice, e da qui partivano le vie verso Modena, Ostiglia e Verona.
Il nucleo più antico del presidio militare risale con ogni probabilità al VI secolo d.C. Il castello sul colle si attribuisce al marchese Azzo II, nell'XI secolo; fra il XII e il XIII secolo i marchesi d'Este ne fecero un castrum, cioè un recinto fortificato, con edifici di residenza, un fortilizio e mura robuste. Con il marchese Azzo VI la corte di Este divenne un centro della cultura trobadorica, aperto ad artisti, poeti e giullari, e la storia letteraria ricorda trovatori attivi a Este e nel vicino castello di Calaone, legato anch'esso ai marchesi d'Este.
Il castello stava in un punto importante: Este sorge sul Canale Bisato, il naviglio aperto nel 1139 perché da Vicenza si arrivasse all'Adriatico evitando il Bacchiglione e Padova, e il castello ne controllava il percorso. Nel medioevo fu una delle grandi vie d'acqua con cui merci e viaggiatori raggiungevano l'interno del Veneto, e dopo il 1200 il Comune di Padova lo riattivò lungo il lato occidentale dei Colli. Fra il castello di Este e quello di San Martino passava il confine bassomedievale fra il territorio vicentino e quello padovano. La cinta del XII secolo fu danneggiata e in parte abbattuta nelle lotte fra i guelfi, la parte degli Estensi, e i ghibellini, e nel 1249 la fortezza fu distrutta da Ezzelino III da Romano.
Ubertino da Carrara e la cinta del 1339
Il sito passò poi ai Carraresi, signori di Padova, e nel 1339 Ubertino da Carrara ricostruì il castello nelle forme che conserva. La cinta, con merlatura guelfa, cioè a merli squadrati, corre per circa un chilometro su una pianta poligonale, in parte sul colle e in parte in pianura. Le torri erano quattordici e ne restano dodici.
In alto, sul colle, c'è il mastio con la sua torre quadrata; sul lato nordorientale c'è il castelletto del Soccorso, restaurato, che era l'ingresso della fortezza. Comprende un cortiletto chiuso da mura, un rivellino, cioè un ridotto in cui i difensori si ritiravano se la porta cedeva, una torre laterale e la torre del Soccorso, rettangolare, di 6,8 per 5,5 metri, con muri spessi 1,50 metri.
Gli scavi intorno al castello marchionale hanno trovato cinque fasi di occupazione, dall'età tardoantica al basso medioevo. Un'incisione del 1678 di I. Ruffoni, che la tradizione vuole copiata da una pergamena di Francesco Squarcione del 1465, mostra il castello di Este che si arrampica sul colle con la sua cortina muraria e due grandi torri: la torre del Soccorso, d'accesso, con un ponte levatoio sul canale, e il mastio nella parte alta. Oltre al castello e alle mura, Este era difesa da una rete di fortificazioni minori e da forti staccati: ne resta la Rocca di Ponte di Torre, una cinta con una torre quadrata alta 24 metri.
Le mura veneziane della città
Quando Este passò alla Repubblica di Venezia, il castello perse la sua funzione militare. Dal 1405 i veneziani costruirono le mura della città lungo il terrapieno del Sirone, il corso d'acqua che ha poi preso il nome di Bisato: chiudevano il borgo medievale in un rettangolo davanti al colle del castello, ed erano fatte di strati alterni di massi di trachite e di calcare.
Le mura erano intervallate da torri e torricelle, e di tutte resta soltanto la torre di Porta Vecchia, ricostruita nel 1690 dopo che un terremoto aveva danneggiato la precedente. Nel borgo si entrava anche da altre tre porte: nel Cinquecento due di queste furono sostituite dai ponti della Girometta e di San Francesco. La città, crescendo, ha inglobato le mura nelle case.
Palazzo Mocenigo e il Museo Atestino
Nel Cinquecento, intorno al 1570, il castello fu comprato dalla famiglia veneziana dei Mocenigo, che vi costruì il suo palazzo. Per farlo, nella parte meridionale del complesso, fece demolire due torri. Il palazzo aveva due corpi uguali; quello orientale andò distrutto in un incendio nel Settecento. Nell'altro c'è il Museo Nazionale Atestino, con i reperti romani e preromani trovati a Este e nei dintorni. Nel 1887 il Comune di Este comprò tutto il complesso.
I giardini dentro le mura
Nel 1915 dentro la cinta fu inaugurato il giardino pubblico del Comune di Este, con piante secolari. Dal terrazzo della torre del Soccorso, alta circa 29 metri, si vedono il centro, il mastio sulla cima del colle, il villaggio di Calaone e, lontano verso nordest, la Rocca di Monselice.
Intorno al castello
Este è una delle città murate del Padovano. Vicino al castello c'è la chiesa romanica di San Martino, la più antica della città, con il campanile pendente alto circa 23 metri.
