Il Castrum di Serravalle è il castello del borgo di Serravalle, parte di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Chiudeva la stretta della valle, sulla via fra la pianura veneta, il Cadore e la Germania. Fu dei da Camino e poi, dal 1337 al 1797, dei podestà veneziani.
Una fortezza sulla stretta
Il Castrum sta fra i colli di Sant'Antonio e di Santa Augusta, sopra il punto in cui la valle si restringe e dove passava l'unica strada che la risaliva. È un grande terrapieno retto da mura merlate, il cuore di un sistema di difese che saliva sui due versanti e abbracciava tutto il borgo. Per alcune fonti l'origine è romana: il luogo era nel territorio di Opitergium, l'attuale Oderzo, e sorvegliava strade come la Claudia Augusta Altinate e la Julia Pedemontana. Il sito del Castrum avverte però che le prove di un'origine romana scarseggiano.
La leggenda dei Goti e i da Camino
La leggenda attribuisce a un dignitario goto, che una fonte chiama re Madrucco, un castello sul monte Marcantone e la Turris Nigra, dove avrebbe fatto martirizzare la figlia Augusta perché cristiana. Il sito del Castrum la giudica poco credibile: i popoli nomadi non avevano particolari capacità costruttive, e il culto di Sant'Augusta attecchì qui soltanto in età moderna. Le prime testimonianze di fortificazioni arrivano con i Longobardi e il Ducato di Ceneda; il castello vero e proprio, con fossato, bastione sopraelevato e pozzo, nasce con i Franchi, giunti intorno al 776.
Il primo documento scritto è del 1170: allora la zona era dei Colfosco-Da Camino, che costruirono una seconda cinta di mura. Si entrava da una torre-porta con ponte levatoio carraio e una pusterla pedonale sopra il fossato. Fra i secoli XI e XIV il castello fu la residenza dei da Camino; per Italia Nostra il Castrum attuale è opera loro, del XII secolo. Nel XIII secolo lo ristrutturarono, e nel 1226 Gabriele III fece alzare la terza cinta, che chiuse dentro le mura anche un tratto del Meschio.
Il castello dei podestà veneziani
Nel 1337 il vescovo cedette Serravalle ai Veneziani perché la difendessero, e il Castrum cambiò volto: per quasi cinque secoli fu la sede dei podestà della Repubblica di Venezia. Venezia lasciò al borgo ampio autogoverno e tenne il castello come presidio nelle guerre con gli Scaligeri e i Carraresi; durante il breve dominio dei Carraresi, fra il 1383 e il 1388, la città fu rafforzata ancora.
Nel 1418, dopo aver ripreso il territorio perduto poco prima per mano degli Ungheresi, i Veneziani costruirono la Turris Nigra e, sul versante opposto, la Rocchetta del Montesel. Il complesso contava la residenza del podestà nel castello, tre cinte murarie e tre porte ben presidiate. Nel XV secolo il Castrum perse peso come presidio, mentre Serravalle saliva fra i maggiori centri veneti di commerci, arti e manifatture, noto per le spade; le mura furono rafforzate ancora nel 1490.
La rovina e il restauro
Dalla seconda metà del Settecento il castello fu abbandonato e diventò una cava di pietre per altre costruzioni. La strada d'Alemagna, costruita fra il 1817 e il 1830, spostò altrove il traffico, e fra Ottocento e Novecento il Castrum fu di fatto smantellato. Ne sopravvissero solo un torrione circolare, una rocca e la torre d'ingresso con il suo ponte levatoio, vicino alla porta alta del borgo. Nel 1925 lo comprò l'ingegner Trojer, che per dieci anni lo restaurò; negli anni Trenta un nuovo accesso dalla piazzola di via Roma preparò l'area a un uso pubblico. Dal 1935 è della famiglia Marcantonio.
Da via Roma alla Turris Nigra
Il Castrum è una residenza privata, con un vasto parco. Da fuori lo si vede salendo via Roma, ripida e acciottolata, dove il lato ovest è occupato dal muro perimetrale e dalla cancellata. Accanto alla Porta della Muda, l'ingresso della città murata, ci sono il torrione e l'accesso del Castrum con il ponte levatoio carraio. Più in alto, sopra il santuario di Sant'Augusta, i ruderi della Turris Nigra guardano il Vittoriese e la valle.
