Borghi & Città · 4 min di lettura

Cison di Valmarino, il borgo della contea di Valmareno e del castello Brandolini

Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, fu la capitale della contea dei Brandolini: piazza Roma, la Loggia, le imposte rosse e i mulini del Rujo.

Cison di Valmarino col ponte di pietra sul Rujo, il mulino e il castello Brandolini sulla collina
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Cison di Valmarino è un borgo della provincia di Treviso, nella vallata lunga 15 chilometri fra Vittorio Veneto e Follina, fra i vigneti del Prosecco Superiore. Per secoli fu il capoluogo della contea dei Brandolini: dall'alto lo domina il loro castello, e le imposte delle case sono tutte rosse.

Il nome latino e il castello

Il nome verrebbe dal latino caesum, «tagliato», cioè disboscato, forse per le bonifiche dei monaci cistercensi. Alcuni ritrovamenti dicono che l'uomo era qui già nel Paleolitico medio, e le radici del paese sono documentate in epoca romana: si dice che i resti del villaggio romano stiano a un chilometro, in cima a un monte. Il feudo della Valmareno si costituì in epoca longobarda, quando il borgo cominciò a crescere; nel medioevo Cison ne fu il centro politico e amministrativo, e fu un centro importante dei signori della Marca trevigiana. Già nel 1170 è documentata la sua chiesa.

Sopra il paese, il castello sorge su un colle abitato già in epoca romana, ma la prima vera fortificazione risalirebbe al X secolo, al tempo delle invasioni degli Ungari. Nel 1154 la contessa Sofia di Colfosco, ricordata come guerriera, la portò in dote a Guecellone III da Camino, e più tardi i Da Camino la cinsero di mura. Nel 1349 la fortezza passò al futuro doge veneziano Marino Falier, investito a nome della Repubblica di Venezia. Il castello era il centro del potere politico di tutta la fascia pedemontana: vi abitava il podestà, e c'erano gli uffici dell'amministrazione e della giustizia.

La contea dei Brandolini

Nel 1436 Venezia pagò due capitani di ventura, Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, e Brandolino Brandolini, assegnando loro il feudo; pochi anni dopo il Gattamelata cedette la sua parte a Brandolino, che ne fu così il primo conte. Da allora a Cison si riunivano i rappresentanti dei dodici villaggi della contea, e da quell'epoca vengono i molti palazzi signorili che distinguono il paese dagli altri della vallata.

I Brandolini erano una famiglia di condottieri di Forlì: finito il tempo delle guerre, trasformarono il castello in una residenza signorile, ne ampliarono la parte centrale nel Cinquecento, e i loro eredi ci abitarono fino agli anni Cinquanta del Novecento. Al castello si sale con una funicolare, e vicino alla fortezza cresce un cedro del Libano secolare di cinque metri di circonferenza. Entrato nella Repubblica di Venezia, il borgo perse l'importanza di un tempo, ma conserva per lo più le sue costruzioni del Medioevo e del Rinascimento.

Piazza Roma, la Loggia e Palazzo Barbi

Gli edifici principali del borgo si affacciano su piazza Roma. Fra questi c'è la Loggia, un edificio del Seicento che fu sede del Tribunale e luogo degli incontri amministrativi, poi trasformato nel teatro la Loggia; al primo piano sta il Museo della radio d'epoca. Sulla piazza c'è anche Palazzo Barbi, sede del Municipio. La chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista, la più importante del paese, fu costruita nel Settecento sui resti di un edificio dell'anno Mille, e si distingue per le sue due facciate, diverse fra loro, una a est e una a ovest. Fra stradine e piccoli ponti di pietra stanno anche Palazzo Zambaldi, del XV secolo, e la residenza di famiglia di Villa Casa Brando.

Le imposte rosse, le cantine e le Case Marian

Le imposte delle case del centro sono tutte dello stesso colore, un rosso che qui chiamano rosso Brandolini: era il segno degli edifici che appartenevano ai conti. Le Antiche Cantine Brandolini erano in origine scuderie, e furono poi riadattate per conservare i prodotti agricoli. Delle Case Marian, del XVII secolo, fanno parte le antiche stalle, legate all'economia agricola cresciuta sotto i conti Brandolini.

Il Rujo, i mulini e le Vie dell'Acqua

Il torrente Rujo scorre in mezzo al borgo, e lungo le sue rive nei secoli sono nati mulini, lavatoi e magli: un'archeologia preindustriale dell'acqua, con un sistema idraulico che portava ai mulini l'acqua sottratta al torrente. Il percorso delle Vie dell'Acqua comincia nella piazza centrale e sale lungo la valle del Rujo fra lavatoi, canalette e antichi mulini, sulla via dei Mulini, fino al Bosco delle Penne Mozze, il memoriale degli alpini caduti. È un tratto della più lunga Via dell'Acqua delle Prealpi trevigiane, circa 60 chilometri fra Fregona e Segusino. Un altro percorso va a cercare la religiosità popolare della vallata nei capitelli votivi sparsi nel territorio.

Artigianato Vivo, Tovena e il passo San Boldo

Ogni estate le vie del paese si riempiono di banchi di artigiani, spettacoli e stand enogastronomici per la rassegna Artigianato Vivo, dedicata agli antichi mestieri. Le specialità del borgo sono lo spiedo e il prosecco. A Tovena c'è il Museo di Arte Sacra.

Da Tovena sale verso il passo San Boldo la Strada dei 100 giorni, che l'esercito austriaco costruì in circa cento giorni nel 1918: una ventina di curve e tornanti stretti, fra tratti all'aperto e cinque gallerie, che rallentano la discesa ripida. A piedi, da Cison, si sale in un paio d'ore al Rifugio dei Loff. Cison fa parte dei Borghi più belli d'Italia e nel 2019 ha ottenuto la bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Vittorio Veneto, a 15 km di strada (18 minuti in auto).

Dall'autostrada conviene uscire a Vittorio Veneto Nord, poi 15 km di strada e 18 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Cison di Valmarino (TV)
Coordinate
45,97028 N, 12,14306 E (centro di Cison di Valmarino) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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