Borghi & Città · 4 min di lettura

Il Duomo di Cittadella e la Cena in Emmaus di Jacopo Bassano

Il Duomo di Cittadella, tempio neoclassico su pianta di Domenico Cerato al posto della chiesa del 1220, col museo che custodisce la Cena in Emmaus di Bassano.

La facciata neoclassica del Duomo di Cittadella sulla piazza, con le mura merlate in fondo
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Duomo di Cittadella è la chiesa arcipretale dei santi Prosdocimo e Donato, sulla piazza centrale della città murata, in provincia di Padova, all'incrocio delle strade principali. È un grande edificio neoclassico, e nel suo museo conserva la Cena in Emmaus dipinta da Jacopo Bassano nel 1537.

Le origini con la cinta muraria

La chiesa più antica del territorio è la pieve di San Donato, nell'omonima frazione a sud del centro, del VI secolo. Il primo Duomo nacque con la cinta muraria: in un testo latino del 1696 Salomonio scrisse che la repubblica padovana lo eresse nel 1220, insieme alla fortezza, nel luogo dove c'era stato un cenobio di monaci dedicato a Sant'Antonio abate. Era romanico, a tre navate, girato da est a ovest, e fu intitolato a San Prosdocimo, il primo vescovo e patrono di Padova. Con la crescita della città la pieve di San Donato perse il suo ruolo, e nel 1376 papa Gregorio XI trasferì al Duomo i suoi titoli: da allora è dedicato anche a San Donato.

Il tempio neoclassico di Cerato

Nel 1774 la chiesa del Duecento, rimaneggiata in più riprese e ormai in rovina, fu condannata dal Consiglio della città, che volle sostituirla con una più grande, e i lavori cominciarono l'anno dopo. La pianta si deve a Domenico Cerato, che a Padova progettò anche il Prato della Valle, mentre l'edificio nel suo insieme è attribuito a Ottavio Bertotti e a Carlo Barrera, e fu Barrera a finirlo; la facciata, girata verso sud, ha i bassorilievi di Giovanni Fusaro e nel fregio la scritta DOMUS DEI ET PORTA COELI, cioè casa di Dio e porta del cielo. Nel 1818, a cantiere aperto, il territorio di Cittadella lasciò la diocesi di Vicenza ed entrò in quella di Padova, in cambio di Marostica e Breganze.

Su uno degli altari sta la Madonna della cintola di Jacopo Apollonio, nipote e allievo di Bassano, dei primi del Seicento, arrivata dal convento degli Agostiniani soppresso in età napoleonica, all'inizio dell'Ottocento. Fra il 1820 e il 1826 circa Sebastiano Santi dipinse la Madonna coi santi Pietro e Paolo, e i lavori della chiesa finirono nel 1829. Nel 1832 Michele Fanoli dipinse per il secondo altare di sinistra la beata Veronica Giuliani che riceve le stimmate.

Gli affreschi della chiesa antica

Della chiesa del Duecento restano tracce nella zona dell'antica abside, diventata la cappella dell'Immacolata. L'affresco più antico, della seconda metà del XIII secolo e di un pittore di area lagunare, raffigura la Madonna col Bambino e Santa Margherita. Nella cappella della Madonna di Lourdes, a destra dell'ingresso, si vedono i segni della divisione in tre navate, un antico fonte battesimale e un San Marco tre-quattrocentesco, l'unico dei quattro evangelisti che decoravano le vele della volta. Fra il 1537 e il 1539 il giovane Jacopo Bassano dipinse nella cappella dell'Immacolata un ciclo di storie dell'Antico Testamento, tornato alla luce negli anni Ottanta del Novecento: ne sopravvivono, in forme monumentali, Davide col gigante Golia, Giosuè e Sansone.

La Cena in Emmaus di Jacopo Bassano

Una nota contabile del pittore, del 19 agosto 1537, ricorda che «misier alciprete et masari del comun di Zitadela», cioè l'arciprete e gli amministratori del comune, gli chiesero di dipingere una pala con la storia di Luca e Cleofa, i due discepoli che incontrano Cristo sulla strada di Emmaus. L'arciprete era Pietro Canzio, e voleva mettere in evidenza il tema dell'eucaristia: nel territorio c'era un gruppo di eretici vicini alla Riforma protestante, e il soggetto della Cena in Emmaus fu scelto, con ogni probabilità, per ribadire la dottrina della Chiesa di Roma.

Nel quadro compaiono le ciliegie, che alludono al sangue versato da Cristo, e una rondine, figura della Resurrezione, e la scena coglie l'attimo prima che i discepoli riconoscano il Risorto. Il quadro piacque così tanto che l'anno dopo il podestà di Cittadella, Cosimo da Mosto, ne chiese a Bassano una seconda versione, che si trova in Texas, al Kimbell Art Museum di Fort Worth. La pala stava all'inizio sull'altare maggiore, poi nella sacrestia, prima di passare nel museo del Duomo.

Opere e sale del museo

All'ingresso del museo, in piazza del Sagrato, si trova una statua di pietra di Sant'Antonio abate, fra Trecento e Quattrocento, che ricorda il santo del cenobio sul cui luogo sorse la prima chiesa dentro le mura. Accanto alla Cena in Emmaus c'è il Compianto sul Cristo morto di Andrea da Murano, della fine del Quattrocento, fatto per la fraglia di San Bovo, cioè la confraternita della Buona Morte, e posto in origine sopra l'altare principale nella chiesa di Santa Maria del Torresino: Maria e le pie donne si disperano davanti al corpo di Cristo, e il paesaggio sullo sfondo, con un anfiteatro al centro delle mura, cita la maniera di Mantegna.

Ci sono anche un crocifisso processionale di legno e un reliquiario, tutti e due del Quattrocento, il secondo opera di Bartolomeo da Bologna, e una Flagellazione di fine XVI secolo, un tempo data a Palma il Giovane e più probabilmente di Andrea Vicentino. Il museo cominciò a formarsi dal 1986, i lavori andarono avanti fra il 2003 e il 2010 e poi dal 2015, e le sale nuove, accanto al Duomo, aprirono il 22 maggio 2021.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Cittadella: da lì al Duomo di Cittadella sono 1,4 km, da fare a piedi.

Per chi arriva in auto dalla Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta, il casello più vicino è Loria - Mussolente: restano 12,8 km, 19 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Duomo di Cittadella.

Info utili

Dove si trova
Cittadella (PD)
Coordinate
45,64901 N, 11,78400 E (Duomo di Cittadella) · Apri su Google Maps
Orari e biglietti
sul sito ufficiale (duomocittadella.it)

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Chiese, santuari e abbazie del Veneto