Borghi & Città · 4 min di lettura

I Giardini Reali di Venezia: il giardino napoleonico dei granai di Terranova, fra Piazza San Marco e il bacino

Il giardino del Palazzo Reale accanto a San Marco, a Venezia: la Coffee House di Lorenzo Santi, il pergolato in ghisa e il restauro di Paolo Pejrone.

Il pergolato dei Giardini Reali di Venezia lungo il bacino, con le aiuole, un padiglione e le cupole di San Marco
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

I Giardini Reali sono il giardino che si apre a Venezia (VE) fra Piazza San Marco e il bacino, dove sorgevano i granai di Terranova. Nacquero nell'Ottocento con il governo napoleonico, furono abbandonati a lungo e nel dicembre del 2019 la Venice Gardens Foundation li ha riaperti al pubblico.

Giardino fra la Piazzetta e il bacino

Il giardino occupa un'area verde di 5.000 metri quadrati, a pochi passi da Piazza San Marco. Per trovarlo basta mettersi nella Piazzetta con le due colonne alle spalle e lo sguardo verso il canale della Giudecca: i Giardini Reali stanno sulla destra, lungo l'acqua del bacino di San Marco. Sono chiusi fra le Procuratie Nuove, il rio della Zecca e la Biblioteca Marciana, e l'ingresso principale è sulla Riva degli Schiavoni, vicino al pontile dei Giardinetti. Venezia ha più di 500 giardini, molti nascosti; questo è un raro giardino dell'Ottocento affacciato direttamente sulla laguna.

Granai di Terranova e Palazzo Reale

Nell'Ottocento Napoleone avviò la riforma dell'Area Marciana, intorno a Piazza San Marco: con un decreto dell'11 gennaio 1807 destinò le Procuratie Nuove a sede del Palazzo della Corona, il Palazzo Reale, e dietro il palazzo si progettò un giardino affacciato sul bacino. I primi disegni furono dell'architetto Giovanni Antonio Antolini, che pensava di collegare il palazzo e il bacino con spazi verdi e passeggiate. Fu uno degli interventi urbanistici con cui i francesi cambiarono la città.

Dietro le Procuratie Nuove sorgevano i granai di Terranova, magazzini e botteghe medievali di stile gotico: furono demoliti, per volere di Eugenio Beauharnais e del governo napoleonico, e al loro posto nacque il giardino del Palazzo Reale. Ai lati c'erano due boschetti; vi crescevano agrumi e molte altre specie, messe nel terreno o coltivate in vaso, in parte venute dal parco della Villa Reale di Stra: specie rare e insolite, scelte anche per mostrare il potere dei proprietari. Caduto Napoleone e passata Venezia agli austriaci, il giardino cambiò più volte, e dallo stile italiano passò a uno più vicino al gusto inglese.

Coffee House, serra e ponte levatoio

Con gli austriaci il giardino si arricchì di una serra e, fra il 1816 e il 1817, della Coffee House in stile neoclassico, il padiglione del caffè disegnato dall'architetto Lorenzo Santi. Un ponte levatoio collegava il giardino direttamente alle Procuratie, e nel 1872 si aggiunse un ponte in ferro sul rio della Zecca. Alla fine dell'Ottocento arrivò il pergolato di ghisa, lungo circa 90 metri, che corre sopra il viale principale ed è coperto di glicine bianco e viola.

Il giardino si chiama Reale perché era riservato alla corte. Si dice che l'imperatrice Elisabetta d'Austria, detta Sissi, nei suoi soggiorni a Venezia fra il 1857 e il 1862, amasse passeggiare qui da sola e prendere il caffè nella serra, tanto che, pare, ne fece revocare la concessione pubblica. Solo nel 1920 i giardini furono affidati al Comune di Venezia e aperti a tutti.

Abbandono e restauro del 2019

Dagli anni Cinquanta del Novecento i Giardini Reali caddero in abbandono. Nel 2014 Adele Re Rebaudengo creò la Venice Gardens Foundation, dedicata al restauro di parchi e giardini storici, e nel dicembre dello stesso anno l'Agenzia del Demanio e il Comune di Venezia le affidarono in concessione il compendio dei giardini, perché li restaurasse e li conservasse nel tempo. Il recupero botanico fu affidato al paesaggista Paolo Pejrone, quello architettonico e il ripristino della serra all'architetto Alberto Torsello; i lavori durarono cinque anni e la riapertura fu celebrata il 17 dicembre 2019.

Il restauro ha tolto le strutture estranee che negli anni dell'abbandono avevano alterato la geometria originale, fra cui un bunker in cemento armato della Seconda guerra mondiale, e ha ripensato il progetto antico con nuovi spazi d'ombra e specie meno delicate, adatte al clima della laguna, per avere fioriture continue.

Fiori da marzo a ottobre e albero di Giuda

Da marzo a ottobre nelle aiuole fioriscono narcisi, rose, iris e tulipani, e lungo il pergolato corrono le panchine da cui guardarle. Proprio all'ingresso c'è un albero di Giuda, il Cercis siliquastrum, che a marzo si copre di una fioritura rosa e violacea molto intensa.

Info utili

Dove si trova
Venezia (VE)
Coordinate
45,43278 N, 12,33806 E (Giardini reali di Venezia) · Apri su Google Maps

Fa parte di: Giardini storici e orti botanici del Veneto