Borghi & Città · 3 min di lettura

La Gualda a Montecchio Maggiore: la villa dei Gualdo, Carlo V e le angherie cinquecentesche

La Gualda a Montecchio Maggiore: la villa di Stefano Gualdo, che ospitò Carlo V e Napoleone, con le due torri, le ali porticate e i campi intorno.

La Gualda a Montecchio Maggiore: la villa dei Gualdo con le due torri e le ali porticate fra i campi
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

La Gualda sta a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, in via Gualda. È la villa che Stefano Gualdo eresse nel '500, quasi certamente con l'aiuto dell'architetto Michele Sanmicheli; ospitò l'imperatore Carlo V e Napoleone, e ha un corpo a U con due torri e lunghe ali porticate.

Via Gualda, i campi e i quattro viali

La villa sta nelle campagne vicentine, in un paesaggio che resiste alla modernità. Il complesso è al centro di un'area rettangolare ben definita, chiusa da un muro: dal centro di ciascuno dei quattro lati parte un viale, e i quattro viali portavano ai terreni dell'azienda agricola, che sono coltivati. Il nome completo della villa ne racconta i proprietari: Villa Gualdo, Fogazzaro, Biego, Veronese, Spina, detta «La Gualda». L'indirizzo è via Gualda 21.

Stefano Gualdo, il Sanmicheli e le angherie

Il cantiere avviato agli inizi del '500 da Stefano Gualdo e dal Sanmicheli, che le fonti indicano come suo quasi certo collaboratore, non era chiuso nel 1564: il complesso era allora in costruzione e contava una barchessa e una colombara. I conti Gualdo che abitavano la villa non hanno lasciato un buon ricordo: le cronache del '500 ne raccontano le malefatte, le «angherie cinquecentesche». Grandi proprietari terrieri fra Cinquecento e Seicento, tenevano al loro servizio dei «bravi», autori di prepotenze, soprusi e delitti che restavano impuniti grazie alle protezioni della famiglia; fra i conti di quegli anni le cronache ricordano Leonoro Gualdo. Al piano nobile dell'ala orientale, che forse in origine era la foresteria, restano frammenti di affreschi cinquecenteschi con scene di battaglia.

Carlo V, Urbano VII e Napoleone

Nel 1532 la villa accolse l'imperatore Carlo V; fra i suoi ospiti si ricordano anche il futuro papa Urbano VII e Napoleone Bonaparte, che vi soggiornò durante la sua prima campagna d'Italia. Nell'Ottocento la proprietà passò ai Fogazzaro: Angelo, fratello dello scrittore Antonio Fogazzaro, affidò all'architetto Bartolomeo Malacarne l'aggiunta dei portici e delle barchesse. Sul sito dell'antica chiesetta del '500 sorse in quel secolo il tempietto che sta isolato nel giardino davanti alla villa, a sud-ovest. Nel Novecento la villa fu acquistata da Carlo Veronese (1879-1970), che la ristrutturò; novecentesca è anche la modifica del portale d'ingresso della facciata.

Corpo a U, due torri e ali porticate

La villa è grande: un corpo centrale a forma di U, alle cui estremità nord si alzano due torri, da cui partono due lunghe ali porticate, non simmetriche, lungo l'asse est-ovest. A nord stanno gli edifici rustici dell'azienda agricola. Il corpo padronale è basso e allungato, con un piano seminterrato, il piano nobile rialzato e un mezzanino. Sulla facciata sud una scala a doppia rampa, accompagnata da una lunga balaustra di pietra a birilli, sale al portale d'ingresso a tre aperture rettangolari sotto un timpano; lesene scanalate con capitello dorico inquadrano le aperture centrali e le finestre del piano rialzato, che sono a tabernacolo, mentre quelle del mezzanino sono chiuse da piccole balaustre.

Sul fianco occidentale del cortile le finestre hanno cornici a bugne rustiche a dente di sega, che si restringono a triangolo nel timpano spezzato. La balaustra della scalinata compare su tutti e due i fronti, e le piccole balaustre del piano di sopra proseguono anche sui lati secondari, unite da una fascia marcapiano modanata solo sul fronte sud; le altre aperture hanno cornici lisce di pietra. Le mensole che reggono lo sporto del tetto sono di fattura ed epoca diverse sui due fronti principali: il corpo padronale porta i segni dei secoli XVI, XVII e XX, le ali quelli del XVI e dei seguenti.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Altavilla - Tavernelle a 3,8 km: in auto sono 5 minuti.

In auto, dalla Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta si esce al casello di Montecchio Maggiore Nord - Arzignano: poi 2,7 km, 3 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Montecchio Maggiore (VI)
Coordinate
45,50369 N, 11,41200 E (centro di Montecchio Maggiore) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Ville venete