Borghi & Città · 5 min di lettura

Il Mercato di Rialto a Venezia: la Pescheria, l'Erbaria, San Giacometo e il Gobbo di Rialto

Il mercato veneziano di Rialto, a San Polo ai piedi del ponte: la Pescheria neogotica di Laurenti e Rupolo, l'Erbaria all'aperto e il Gobbo dei bandi.

La Pescheria di Rialto sotto gli archi gotici sul Canal Grande, coi banchi del pesce e il ponte in fondo
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Mercato di Rialto è il mercato principale di Venezia, nel sestiere di San Polo, sulla sponda del Canal Grande ai piedi del Ponte di Rialto. Ha due parti: la Pescheria, il mercato del pesce nel palazzo neogotico inaugurato nel 1907, e l'Erbaria, all'aperto, con la frutta e la verdura.

Rivoalto e le sue rughe

Rialto è uno dei più antichi insediamenti della laguna, Rivoalto: i primi abitanti si stabilirono qui perché in quel tratto del Canal Grande l'acqua era più profonda e le navi cariche di merci potevano approdare, e Rialto diventò il centro dell'economia della città e la sede del suo mercato. Il centro cittadino di Rialto stava sulla sponda occidentale del Canal Grande.

Le strade d'affari accanto al mercato sono la Ruga Rialto e la Ruga Vecchia San Giovanni: ruga viene dal francese rue, e indica una calle lunga con le botteghe ai due lati. Lungo la Ruga dei Spezieri stavano le botteghe dei venditori di spezie, e la Ruga degli Orefici, una lunga calle coperta, era famosa per i laboratori di oreficeria e argenteria.

Verso il ponte, in Calle de la Madonna, c'è un barbacane in pietra d'Istria con l'iscrizione «PER LA IVRIDICIOM DI BARBACANI»: la Repubblica aveva fissato un limite alla sporgenza delle mensole che reggono i piani alti sopra le calli, e questo era il barbacane campione.

In Ruga Vecchia San Giovanni sta la chiesa di San Giovanni Elemosinario, a croce greca e di origine precedente al 1071, con un campanile del Trecento: fu distrutta dall'incendio del 1514 e ricostruita dallo Scarpagnino, e custodisce il «San Giovanni Elemosinario» di Tiziano, mentre la cupola centrale ospita un'opera del Pordenone.

Banchi, fonteghi e Fabbriche Nuove

Dal XII secolo Rialto fu il centro commerciale della Repubblica: qui avevano sede le magistrature dei commerci, i banchi, sia privati sia pubblici, e le assicurazioni marittime, e qui i mercanti venuti da tutto il mondo chiudevano i loro affari. Si trattavano merci pregiate come spezie, pietre preziose, sete e tessuti. Mercanti greci, turchi e tedeschi gestivano in città i loro magazzini, i fonteghi.

Il mercato era diviso in zone: oltre all'Erbaria e alla Pescheria c'erano la Naranzeria degli agrumi, la Beccaria della carne e la Casaria dei formaggi. Fra le zone stavano anche due rughe, quella dei Oresi e quella dei Spezieri. Nel 1514 un incendio distrusse quasi tutti gli edifici di Rialto, e l'area fu ricostruita a poco a poco: allo Scarpagnino si devono le Fabbriche Vecchie, alle spalle dell'Erbaria, mentre le Fabbriche Nuove di Jacopo Sansovino, del 1553, si attraversano per arrivare alla fermata del vaporetto Rialto Mercato.

San Giacometo, Banco Giro e il Gobbo di Rialto

Oltre il sottoportico delle Fabbriche Vecchie si apre Campo San Giacomo di Rialto, con la chiesa di San Giacometo, dell'XI-XII secolo, ritenuta la più antica di Venezia e scampata all'incendio del 1514. Sulla facciata un grande orologio del 1410 sta sopra un piccolo porticato gotico in pietra e legno, l'unico originale rimasto in città.

Davanti corre il lungo porticato del Banco Giro, che fu una banca circolante di credito, cioè di pagamenti passati da un conto all'altro senza contanti, dove i mercanti si incontravano per contrattare. Dall'altra parte del campo c'è la Colonna del Bando, che i veneziani chiamano il Gobbo di Rialto per la figura ricurva che regge la grande pietra di porfido. La statua di marmo, scolpita da Pietro da Salò, fu scoperta il 16 novembre 1541, e da lì si leggevano a nome della Serenissima i bandi, i proclami e le condanne.

Arte dei pescatori e tabella di marmo

Ai tempi della Serenissima il pesce si vendeva al pubblico quasi solo in due grandi pescherie, quella di Rialto e quella di San Marco, sul bacino vicino alla Zecca. Dal 1227 l'Arte dei pescatori riuniva due categorie: i pescatori, che portavano il pesce preso di notte sui bragozzi al Palo di Rialto, il punto di vendita all'ingrosso, e i compravendipesce, che lì lo dividevano per qualità e prezzo per la vendita al dettaglio.

Una magistratura controllava le due pescherie, faceva eliminare il pesce marcio e badava alle misure minime, e nella pescheria di Rialto è conservata una tabella di marmo bianco con le lunghezze sotto le quali il pesce non si poteva vendere. Il governo teneva in conto l'esperienza dei pescatori: i più anziani partecipavano alle sedute del Consiglio quando si discuteva della laguna e della difesa del patrimonio ittico.

Pescheria del 1907 ed Erbaria sul Canal Grande

Nell'Ottocento i banchi del pesce stavano sotto tettoie metalliche; una tettoia di ferro progettata nel 1881 dall'architetto Annibale Forcellini non piacque: era troppo alta per riparare i venditori e, come scrisse l'architetto Luca Beltrame, «spoglia di qualsiasi nota d'arte». Fu allora il pittore Cesare Laurenti a concepire un edificio che univa elementi neobizantini e neogotici, ispirato anche alla loggia dipinta da Vittore Carpaccio nel «Miracolo della Croce», e lo realizzò con l'architetto Domenico Rupolo: Laurenti fece da direttore artistico, Rupolo da direttore tecnico. Il progetto fu approvato nel dicembre del 1900 e la Pescheria fu inaugurata il 28 aprile 1907, all'apertura della VII Biennale.

La Pescheria ha pianta rettangolare. Verso il canale gli archi neogotici poggiano su 4 colonne e 2 semicolonne, e i capitelli sono scolpiti con creature marine come granchi, aragoste, scorfani e cavallucci; su uno c'è la data 1905. In un angolo, a circa 4 metri da terra, sta il San Pietro pescatore in bronzo di Laurenti, e la porta e le lampade sono di Umberto Bellotto, il «mago del ferro».

Sotto le arcate di pietra si vendono seppie, orate e scampi. Secondo la stagione arrivano le granseole (Maja squinado), le canocie (Squilla mantis), i bisati, cioè le anguille, e le schie, piccoli gamberi grigi che sono uno degli indizi più sicuri di pescato locale. Dall'altra parte, all'aperto, l'Erbaria ha la frutta, le verdure di Sant'Erasmo e le erbe; il suo campo si affaccia sul Canal Grande, e dalle osterie intorno, i bacari, parte il giro dei cicchetti, i piccoli spuntini che accompagnano da bere.

Info utili

Dove si trova
Venezia (VE)
Coordinate
45,43969 N, 12,33452 E (Mercato di Rialto) · Apri su Google Maps

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