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Il Ponte degli Alpini a Bassano: il ponte di legno del Palladio sul Brenta

Il Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa è il ponte in legno sul Brenta disegnato dal Palladio nel 1569, rifatto dopo la piena del 1748 e dopo il 1945.

Il Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa, il ponte di legno coperto del Palladio sul Brenta
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Ponte degli Alpini, o Ponte Vecchio, è il ponte coperto in legno che a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, attraversa il Brenta fra il centro e il quartiere di Angarano. Lo disegnò Andrea Palladio nel 1569, e da allora è stato sempre ricostruito sul suo modello.

Il ponte prima del Palladio

Il primo a nominarlo è il cronista Gerardo Maurisio, nel 1209; i documenti dicono che fu costruito dopo il 1157. Il ponte ricompare in una bolla pontificia del 1227 e negli statuti del 1259, in una rubrica sugli artigiani e i cittadini che lo tenevano in piedi contro l'erosione dell'acqua e i furti di legname. Era già di legno, apparteneva a Bassano, che pagava le riparazioni e riscuoteva il pedaggio, ed era la via principale fra Bassano e Vicenza.

Nel 1315, nella guerra fra Padova e Cangrande della Scala, gli furono costruite due torri di difesa, che i Carraresi rinforzarono con saracinesche. Le piene del Brenta lo portarono via più volte: rifatto nel 1453 dopo quella del 1439, fu restaurato nel 1498 con il concorso della Repubblica di Venezia, e nel 1511, nella guerra della Lega di Cambrai, le truppe francesi di Jacques de La Palice lo incendiarono. Nel 1525, dopo l'ennesima piena, si pensò a un ponte di pietra, ma nel 1530 si tornò al legno; quando il ponte mancava, gli abitanti passavano il fiume coi traghetti.

Il progetto del Palladio

Il 30 ottobre 1567 una piena distrusse il ponte, che era di legno, coperto, e vi si entrava passando da una porta. La città si rivolse ad Andrea Palladio, nato a Padova nel 1508 e morto a Maser nel 1580. L'architetto aveva esperienza di ponti, in legno e in muratura, almeno dal 1544, ed era amico almeno dal 1548 di Giacomo Angarano, che gli anticipò 60 scudi d'oro per la dote della figlia Zenobia e per il quale costruì una villa a Bassano e un ponte sul torrente Cismon; nel 1566 era suo ospite, ed è probabile che la scelta della città passasse da lui.

Il 1° gennaio 1568 Palladio ricevette 28 lire per un «dessegno del ponte, de mandato de li spectabili sindaci». Il primo progetto fu probabilmente un ponte di pietra a tre arcate, ispirato ai ponti degli antichi Romani, ma il Consiglio cittadino non volle novità: il 31 marzo 1568 decretò che il ponte fosse rifatto «nel modo et forma che era il precedente menato via dalla Brenta».

Palladio si adeguò. Nell'estate del 1569 presentò un ponte in legno, probabilmente basandosi su un disegno del 1557, che riprendeva il vecchio rinnovandone le soluzioni tecniche, e nel luglio fece portare da Vicenza il modello; la sorveglianza del cantiere andò a Battista Marchesi, carpentiere di Vicenza già attivo alla Basilica e alla cupola del Duomo di Vicenza. L'ultima visita documentata dell'architetto è del 26 ottobre 1569, quando ricevette 33 lire e 16 soldi «per el modelo» e per «veder la fatura del ponte».

Il ponte è lungo 58 metri, con cinque campate di circa 13 metri sopra quattro piloni di legno a forma di sperone, allineati alla corrente: ciascuno è fatto di 8 pali spessi circa mezzo metro piantati nel letto del fiume. Il tetto a due falde, fatto di capriate, poggia su colonne tuscaniche.

Le piene, il fuoco e le guerre

Il ponte del Palladio resistette quasi due secoli, finché la piena del 19 agosto 1748 lo spazzò via: si salvò soltanto lo sperone della seconda pila, quello rivolto a monte. Il letterato veneziano Gasparo Gozzi ne scrisse in versi: «Il ponte di Bassano è rovinato: / Il ponte di Bassano, poveretto. / Il ponte di Bassano s’è annegato». La ricostruzione, fedele al disegno, fu affidata a Bartolomeo Ferracina, che vi aggiunse due balconate centrali e per piantare i pali nel fiume costruì una macchina battipalo montata su zatteroni, mossa da una ruota idraulica che azionava un maglio; il nuovo ponte fu inaugurato nel settembre del 1751. Nel 1813 il viceré Eugenio di Beauharnais lo fece incendiare, e nel 1821 Angelo Casarotti lo rifece con le stesse forme.

Nella Grande Guerra il ponte fu l'unico collegamento fra le due rive fino all'apertura del Ponte della Vittoria, il Ponte Nuovo, nel 1917, e regolava il traffico militare e civile. Le artiglierie e gli aerei austriaci lo bombardarono più volte: le case intorno furono lesionate, il ponte rimase quasi intatto. Il 17 febbraio 1945 lo fece saltare un gruppo di 15 partigiani in bicicletta, al comando di Primo Visentin, detto «Masaccio»; nell'esplosione morirono una donna e un ragazzo. Per rappresaglia tre partigiani, Federico Alberti, Cesare Lunardi e Antonio Zavagnin, furono prelevati dalle prigioni e fucilati sul ponte.

Perché si chiama Ponte degli Alpini

Il ponte fu ricostruito secondo il disegno del Palladio dall'impresa Giulio Tessarolo & Figli di Rosà e inaugurato il 3 ottobre 1948, alla presenza di Alcide De Gasperi; lo stesso giorno fu emesso un francobollo da 15 lire con un alpino e il ponte sullo sfondo. Molti operai erano reduci degli Alpini e lavoravano col cappello con la penna, e l'Associazione Nazionale Alpini contribuì alla ricostruzione: da allora al nome Ponte Vecchio si è aggiunto quello di Ponte degli Alpini.

Dal 1928 il ponte è dedicato anche ai soldati, soprattutto alpini, che durante la Grande Guerra lo attraversavano per salire all'Altopiano. È il soggetto del canto popolare «Sul Ponte di Bassano», e nel 2008 l'Associazione Nazionale Alpini ha dato a Bassano il titolo onorifico di capitale mondiale degli Alpini.

I restauri e il monumento nazionale

La piena del 4 novembre 1966 danneggiò gravemente il ponte, che fu restaurato; altri interventi si fecero nel 1990-1993 e nel 2003-2006. Con la legge 65 del 5 luglio 2019 il Ponte Vecchio è stato dichiarato monumento nazionale.

I lavori sulle parti immerse, cominciati alla fine del 2015 e sospesi nel 2018, ripresero nel 2019: il 12 febbraio la parte collassata fu alzata di circa 45 centimetri, e le fondazioni di legno, degradate, lasciarono il posto fino al livello di magra a pilastri e travi reticolari d'acciaio inox; la pavimentazione fu rifatta in sassi di Brenta. I lavori finirono il 14 maggio 2021. Alla testata del ponte c'è la grapperia Nardini, la distilleria fondata nel 1779.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Bassano del Grappa a 2,2 km: in auto sono 3 minuti.

Per chi viaggia in autostrada il casello più vicino è Bassano Ovest: restano 5 km, 7 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Ponte degli Alpini.

Info utili

Dove si trova
Bassano del Grappa (VI)
Coordinate
45,76751 N, 11,73116 E (Ponte degli Alpini) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Ponti del Veneto