Borghi & Città · 4 min di lettura

La Rocca Pisana a Lonigo: la villa di Scamozzi sul colle dell'antica fortezza

La Rocca Pisana a Lonigo: la villa quadrata di Vincenzo Scamozzi per Vettor Pisani, con la cupola ottagonale aperta e la griglia di marmo per la pioggia.

La Rocca Pisana di Scamozzi in cima al colle sopra Lonigo, col pronao e la cupola
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

La Rocca Pisana sta in cima a una collina vicino a Lonigo, in provincia di Vicenza, e domina la pianura vicentina. È la villa che Vincenzo Scamozzi progettò negli anni Settanta del Cinquecento per il nobile veneziano Vettor Pisani, sui resti di un'antica fortezza.

Il colle e l'antica fortezza

Il nome viene da quello che c'era prima sul colle: una fortezza chiamata Rocca, che Ezelino da Romano distrusse. La villa occupa la sommità quasi tonda del colle, i cui fianchi scendono piano verso la pianura, segnati da siepi in fila e da terrazze che un tempo erano coltivate, e si vede da molto lontano. Dalla villa la vista si apre sulla vallata, e nei giorni limpidi si scorgono gli Appennini. Scamozzi orientò l'edificio per sfruttare questi panorami e ordinò gli ambienti in modo che, viste dall'interno, le vedute si componessero in una serie di quadri incorniciati.

Vettor Pisani e il progetto di Scamozzi

Nel novembre del 1523 Giovanni Pisani, di una potente famiglia veneziana, comprò il feudo di Bagnolo. Il figlio primogenito Vettor Pisani, che possedeva già estese terre fra Lonigo e Bagnolo, affidò il progetto della villa a Vincenzo Scamozzi (Vicenza, 2 settembre 1548 – Venezia, 7 agosto 1616), che vi lavorò nel 1574. Nel trattato «L'idea dell'architettura universale» Scamozzi annotò l'anno 1576 accanto alle pagine sulla villa, con ogni probabilità quello in cui il cantiere si chiuse. La Rocca non nacque come residenza stabile: serviva al «diporto in aria più sana», al riparo dai miasmi e dalle zanzare della pianura.

La cupola aperta e la sala centrale

La villa ha pianta quadrata e la copre una cupola ottagonale forata alla sommità: da lì entra la luce, che si allarga sulla sala centrale, e sul pavimento, proprio sotto l'apertura, una griglia di marmo raccoglie l'acqua piovana. Vincenzo Scamozzi è detto «l’architetto della luce»: la studiò con un'attenzione rara fra i suoi contemporanei, e nel trattato ne distinse una mezza dozzina di tipi, da quella che scende dall'alto a quella riflessa. Attorno alla sala centrale si dispongono le stanze del piano nobile della Rocca, arredate con mobili d'epoca.

A una loggia in stile palladiano si sale con una scala alla romana, che porta a un portico (il pronao) di sei colonne ioniche, chiuso in alto dal timpano dentellato, il frontone triangolare, sopra il quale si alza la cupola. Il seminterrato accoglie la cucina, alcune camere e un'ampia sala.

Scamozzi e la Rotonda

Scamozzi lavorò negli stessi anni di Andrea Palladio (1508-1580), ma era più giovane di quarant'anni. A lungo la Rocca fu messa a confronto con la Rotonda di Palladio, costruita alle porte di Vicenza nello stesso periodo, e il paragone si risolveva sempre a sfavore della Rocca. Solo verso la metà del Novecento le opere di Scamozzi furono rivalutate, e negli anni Sessanta e Settanta gli studi misero in luce il suo rapporto tra architettura e paesaggio, fino a considerare la Rocca una delle immagini più liriche di tutta l'arte veneta e il capolavoro di Scamozzi.

Al confronto con la Rotonda, «quasi ideale casa degli dei», la Rocca è stata detta «davvero casa degli uomini»: Scamozzi conosceva bene i difetti pratici della villa di Palladio, al cui completamento lavorò di persona dopo la morte di Palladio, e alla Rocca cercò la funzionalità senza rinunciare alla forma. Era un architetto erudito, che considerava l'architettura una scienza esatta con regole sue; progettò molti palazzi fra Vicenza, Venezia e Padova, raccolse una biblioteca importante e, col suo trattato, influenzò la formazione degli architetti europei, anche quelli che continuarono lo stile di Palladio.

Restauro e sentiero 41 dei Monti di Lonigo

Negli anni Cinquanta la contessa Rosetta de Lazara Pisani fece restaurare la Rocca. Il percorso ad anello del sentiero 41, sui Monti di Lonigo, sfiora la villa: comincia in piazza Garibaldi e misura circa 8,5 chilometri. Da sotto un grande spaccasassi (Celtis australis) si apre la vista sulla Rocca; poco oltre si incontra il cancello d'ingresso e, incassato accanto nel muretto del grande arco, un capitello, una piccola edicola a nicchia con l'immagine della Madonna. Alla fine, dal piazzale della chiesa di San Daniele si rivede la villa sul colle.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Lonigo a 7 km: in auto sono 10 minuti.

Dall'autostrada conviene uscire a Montebello, poi 8,7 km di strada e 10 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino alla Rocca Pisana.

Info utili

Dove si trova
Lonigo (VI)
Coordinate
45,39457 N, 11,40340 E (Rocca Pisana) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Ville venete