La Scogliera Viva è il lungomare Petronia di Caorle, in provincia di Venezia, dove dal 1993 il Premio Internazionale Scogliera Viva chiama scultori di tutto il mondo a scolpire i massi di trachite che difendono il centro storico dal mare. La passeggiata finisce al santuario della Madonna dell'Angelo, sul promontorio.
Il lungomare Petronia e i massi di trachite
Caorle sta fra le foci del Livenza e del Lemene, e il suo centro storico ha un impianto di origine veneziana: case basse color pastello, calli e campielli.
Al lungomare si scende da piazza Vescovado, la piazza del duomo di Santo Stefano, del 1038, e del campanile cilindrico di 48 metri, del 1070: basta una breve scalinata. La scogliera, che separa il borgo dal mare, è fatta di grossi massi di trachite euganea: sono proprio quei massi la materia delle sculture.
Sergio Longo e il premio del 1993
La Scogliera Viva nacque da un'idea dello scultore trevigiano Sergio Longo, che intuì che ogni scoglio poteva diventare un'opera d'arte: nel 1992 trasformò per primo un masso di trachite euganea in una scultura del dio del mare, Nettuno, e un anno dopo tornò a Caorle per mettergli accanto una ninfa. Quelle prime figure, ispirate al mondo marino, piacquero tanto agli abitanti, all'allora azienda di promozione turistica e all'amministrazione che nel 1993 il Comune istituì il Premio Internazionale Scogliera Viva, un simposio di scultura prima annuale e poi ogni due anni. Vi hanno partecipato molti artisti di fama internazionale, fra cui Miguel Miranda e Pablo Atchugarry.
Così la Scogliera Viva è diventata uno dei simboli di Caorle. Nelle edizioni prima del 2025, oltre a molti scultori italiani, sono arrivati artisti anche dall'Argentina, dalla Corea, dal Giappone e da Israele. La 22ª edizione, dal 18 al 28 giugno 2025, ha chiamato tre artisti: Renato Brunello dal Brasile, Katharina Mörth dall'Austria e Arijel Štrukelj dalla Slovenia.
Volti, animali e figure fantastiche
Le opere nascono sul posto, sotto gli occhi di turisti e residenti, nei dieci giorni del simposio: i martelli pneumatici sgrossano la parte più grande dei massi fra nuvole di polvere, poi gli scalpelli rifiniscono il lavoro.
Una scultura dopo l'altra, la scogliera è diventata un museo a cielo aperto, che si visita in ogni stagione dell'anno: nel 2025, all'apertura della 22ª edizione, le opere erano 140. Lungo la passeggiata si incontrano fauna marina, volti di persone, figure geometriche e astratte e personaggi fantastici, scolpiti nella pietra dei massi e affacciati sull'acqua; altre sculture richiamano la metafisica e sentimenti come l'amore. Le figure divertono anche i bambini. Camminando da piazza Vescovado verso il santuario si ha da una parte il centro storico coi suoi colori e il campanile del duomo, dall'altra le onde che si rompono sulla scogliera.
Santuario della Madonna dell'Angelo
In fondo al lungomare, su un promontorio che si spinge nel mare, sta il santuario della Madonna dell'Angelo, la chiesa più cara alla gente di Caorle. Le sue origini, forse le più antiche fra gli edifici sacri della città, risalgono al VI o VII secolo, quando sul posto sorgeva una chiesa di legno a tre navate dedicata a san Michele Arcangelo. Nel 1751 il vescovo Francesco Trevisan Suarez la fece demolire e ricostruire più grande: una chiesa a navata unica, con un portico in stile palladiano sulla facciata. Accanto si alza un campanile romanico del XIII secolo, quadrangolare, che probabilmente faceva da torre di avvistamento per i marinai e segnala da lontano la chiesa sul mare.
Nel santuario si venera la Madonna dell'Angelo, che la gente di mare considera sua protettrice. Si racconta che una statua della Madonna sia stata vista un giorno galleggiare nell'Adriatico: i pescatori la portarono in salvo, la custodirono con devozione, e da allora la chiesa sul mare è la sua casa e ne porta il nome. Ogni cinque anni, la seconda domenica di settembre, la Madonna dell'Angelo esce in processione.
