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Villa Badoer Fattoretto a Sambruson di Dolo: la villa dei Badoer, il laghetto del barone e il Museo del Villano

Villa Badoer Fattoretto a Sambruson di Dolo: dai Badoer del 1518 ai Fattoretto del 1945, il laghetto del tesoro e il Museo del Villano.

Villa Badoer Fattoretto a Sambruson di Dolo: la villa con le barchesse, il cancello e il laghetto nel parco
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Villa Badoer Fattoretto è la villa dei patrizi Badoer a Sambruson, frazione di Dolo, in provincia di Venezia, sulla Riviera del Brenta. Ha un nucleo del Cinquecento e l'aspetto del Settecento, nel parco un laghetto scavato da un barone in cerca di un tesoro, nelle barchesse il Museo del Villano.

Sambruson e il Naviglio

La villa sta a Sambruson, fra via Badoera e via Ettore Tito, dietro il Naviglio del Brenta, sulla riva destra, con un accesso dall'acqua. Dal lato del Naviglio un sentiero arriva a un cancello di ferro battuto fra le statue; dall'altro si apre il parco, di oltre 20.000 metri quadrati, con statue e marmi antichi.

I Badoer, dal 1518 al 1846

I Badoer avevano proprietà nella zona dall'inizio del Cinquecento, e lo dicono le loro «condizioni», le dichiarazioni dei redditi di allora. Nel 1518 Giacomo Badoer dichiarava, «in isola di Sambruson sopra la Brenta vecchia drio la fornasa», una «casa brusada con cortivo e brolo» (una casa bruciata, con cortile e brolo, il frutteto cintato); nel 1537 Jacomo Badoer, figlio di Francesco, dichiarava 2 campi e mezzo; nel 1566 Filippo Badoer una casa con 40 campi, il brolo, il cortile e una tettoia di muro, e nel 1581 ne dichiarava 45.

Nel 1711 Bernardo Badoer dichiarava per la prima volta una casa domenicale con barchesse (la casa padronale con i porticati per gli attrezzi agricoli), con orto, giardino, una chiesetta e le case del fattore e del giardiniere. Nel Settecento la villa fu rimaneggiata: un'incisione del Costa del 1750, la «Veduta del Palazzo N.H. Badoer», la mostra col corpo centrale a pianta quadrata fra due lunghe barchesse simmetriche che finivano in piccoli edifici col frontone. Il corpo centrale non è cambiato; le barchesse in parte sì. Nel 1753 Pietro Badoer I la lasciò in eredità ai figli. Fu a lungo la residenza estiva dei Badoer, finché nel 1846 gli eredi la vendettero a Giacinto Foratti.

Il barone e il tesoro dei frati

Dopo il 1846 la villa cambiò proprietario molte volte. Nel 1852 era di Giovanni Maurogordato; nel 1879 la comprò l'ingegnere Carlo Bragato di Asolo e nel 1884 il conte Vincenzo Ferrari Bravo. Nel 1900 passò a Teodolinda Breda di Ponte di Brenta e nel 1903 al barone Carlo de Chantal. Si racconta che l'avesse presa per stare vicino all'amante, che viveva nella casa dirimpetto.

Secondo il racconto del custode Antonio Ruvoletto, il barone era anche convinto che la villa fosse stata un convento, e che in quella terra di guerre i frati avessero nascosto un tesoro nel parco: fece scavare a fondo in un punto del giardino dal custode stesso e da suo padre Giuseppe. Di quella ricerca è rimasto un laghetto con un'isola. Lo storico della Riviera Alessandro Baldan lega la voce del convento al testamento di un Filippo Badoer del 1363, che affidava la tutela degli orfani minorenni al monastero di San Sebastiano di Venezia, e in quel testamento vede l'origine del «si dice».

Le guerre e i Fattoretto

Nella prima guerra mondiale la villa fu un ospedale militare: il registro della canonica di Sambruson segna i nomi di 46 soldati morti nel 1918, e la calce viva usata per disinfettare distrusse gli affreschi della casa. Nella seconda i tedeschi ne fecero un ospedale militare e gli inglesi poi un magazzino, e la villa si rovinò.

Il 1° luglio 1945 la comprò Ulderico Fattoretto, produttore e commerciante di vino, che vi vide una sede naturale per il suo lavoro, anche per la vicinanza del Brenta, per molti anni la strada del vino che andava in barca a Venezia. Fra il 1964 e il 1971 la villa fu restaurata con l'aiuto dell'architetto Piero Pra e la consulenza della Soprintendenza di Venezia.

Il Museo del Villano

Nelle barchesse è allestito il Museo del Villano, un museo della vita contadina con oltre 22.000 oggetti: gli attrezzi del lavoro nei campi e nelle botteghe, le prime e rudimentali macchine agricole, gli strumenti musicali e i documenti storici. Fra le curiosità ci sono l'antenata della cyclette, il listino prezzi di una casa chiusa, una raccolta di lettere dogali e un editto che Napoleone diede nell'unica giornata trascorsa al Palazzo Reale di Stra.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Mira Buse a 4,4 km: in auto sono 5 minuti.

Per chi viaggia in autostrada il casello più vicino è Mirano Dolo: restano 8,1 km, 7 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Villa Badoer Fattoretto.

Info utili

Dove si trova
Dolo (VE)
Coordinate
45,42508 N, 12,09608 E (Villa Badoer Fattoretto) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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