Borghi & Città · 3 min di lettura

Villa Giovanelli Colonna a Noventa Padovana: il pronao sul Piovego e la scalinata del Massari

Villa Giovanelli Colonna a Noventa Padovana, sul Piovego: la villa tempio dei Giovanelli, con le statue dei cinque sensi e gli affreschi dell'Angeli.

Villa Giovanelli Colonna sul Piovego, col pronao di colonne corinzie e la scalinata con le statue
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Villa Giovanelli Colonna è una villa di fine Seicento a Noventa Padovana, in provincia di Padova, sulla sponda sinistra del Piovego. La progettò Antonio Gaspari, allievo dell'architetto Baldassarre Longhena, per i Giovanelli; il pronao a cinque lati e la scalinata aggiunta da Giorgio Massari nel 1738 ne segnano la facciata.

Noventa Padovana e il canale Piovego

La villa sorge a metà del lungo rettilineo del Piovego verso il Brenta. Il canale nacque da una contesa fra città: nel 1139 i Vicentini, che combattevano contro Padova, le sottrassero l'acqua di difesa deviandola nel nuovo canale Bisato, e nel 1209 la Repubblica di Padova rispose scavando il Piovego, che gliela ridava, la collegava al Brenta presso Stra e accorciava la strada d'acqua verso Venezia.

Noventa era stata un antico porto fluviale di Padova: qui si fermavano le barche, e passeggeri e merci proseguivano verso la città sui carri. Perse quel ruolo quando il Piovego permise alle barche di arrivare fino a Padova. Il paese conserva molte ville patrizie, e la più monumentale è Villa Giovanelli.

Per molti secoli davanti alla villa passò la via d'acqua fra Venezia e Padova: le barche risalivano il Brenta fino a Stra, dove sorge Villa Pisani, e da Noventa proseguivano sul Piovego fino alla scalinata del Portello, il vecchio porto cittadino. Le chiuse di Noventa e di Stra superano il dislivello dell'acqua fino al punto in cui, dall'incontro del Piovego col Brenta, nasce il Naviglio del Brenta. La facciata della villa è diventata il simbolo del paese, ed è riprodotta nello stemma e nel gonfalone comunali.

Giovanelli, i mercanti di Bergamo

La famiglia committente veniva da Bergamo: i fratelli Giovanelli avevano accumulato grandi ricchezze col commercio di lane e tessuti, e si erano assicurati il rango di patrizi veneti versando alla Repubblica una forte somma per la guerra contro i Turchi. La villa doveva celebrare proprio quell'ingresso nel patriziato.

Il progetto, nell'ultimo decennio del Seicento, fu di Antonio Gaspari, che ne fece una «villa tempio» in stile palladiano e diede alla facciata il pronao pentagonale, con alte colonne corinzie e il timpano ornato di statue: un ritorno ai modelli di Palladio in piena età barocca. Nel 1710 la villa ospitò il musicista tedesco Georg Friedrich Händel, durante il suo soggiorno a Venezia.

Scalinata del Massari e i cinque sensi

La grande scalinata d'accesso non appartiene al disegno originario. La progettò nel 1738 Giorgio Massari, l'architetto di Villa Cordellina a Montecchio Maggiore, per il passaggio della principessa Maria Amalia, in viaggio verso Napoli per le nozze con Carlo di Borbone. La ornano le statue di Antonio Tarsia, Antonio Gai e Paolo Groppelli, figure allegoriche dei cinque sensi e della ragione.

Salone, affreschi e stucchi

Al centro degli interni si apre il grande salone a doppia altezza. Ai lati stanno gli appartamenti, con «scale a piccolo salone», nei quali si riconosce la lezione del Longhena. Ricchi stucchi a puttini e medaglioni rivestono gli ambienti: li eseguirono, nel primo Settecento, decoratori giunti in gran parte dal Canton Ticino. Nel 1760 Giuseppe Angeli dipinse le pareti del salone con episodi di storia greca; agli affreschi della villa lavorò anche Francesco Zanchi. Nella villa si conservano dipinti su tela, alcuni attribuiti a Sebastiano Ricci e recuperati soltanto grazie a lavori di restauro.

Patriarcato, guerre, frati e restauro

Nel secondo Settecento, poco prima che cadesse la Serenissima, Federico Maria Giovanelli divenne patriarca di Venezia e affidò l'uso della tenuta al Patriarcato e ad altri enti religiosi. Durante la prima guerra mondiale la villa fu sede di un quartier generale, e nella seconda fu ospedale militare e abitazione di sfollati. Nel 1955 la acquisirono i frati minori conventuali di Sant'Antonio, che la trasformarono in un orfanotrofio, il Villaggio Sant'Antonio.

Del grande parco, con fontane, un labirinto e torrette belvedere, non resta più nulla, e l'edificio è finito ai margini di un esteso contesto industriale. Nel 2012 cominciò per Villa Giovanelli Colonna un progetto di restauro.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Busa di Vigonza: da lì a Villa Giovanelli Colonna sono 4,2 km, 6 minuti in auto.

Dall'autostrada conviene uscire a Padova Est, poi 2,8 km di strada e 4 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Villa Giovanelli Colonna.

Info utili

Dove si trova
Noventa Padovana (PD)
Coordinate
45,40809 N, 11,94323 E (Villa Giovanelli Colonna) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Ville venete