Villa Valmarana Scagnolari Zen è la villa che l'architetto Andrea Palladio progettò intorno al 1563 per Gianfrancesco Valmarana a Lisiera, frazione di Bolzano Vicentino, in provincia di Vicenza. Il cantiere si fermò nel 1566: l'edificio è molto diverso dal disegno. Il giardino lo riordinò Francesco Marinali il Giovane.
La tenuta di Lisiera
La villa sta in via Ponte Lisiera, al centro di una vasta tenuta affacciata sulla strada principale, al limite del paese. È un complesso ampio: la villa è un edificio isolato, con un giardino all'italiana davanti e una corte rurale dietro, intorno alla quale si dispongono rustici di epoche diverse. È una proprietà privata.
Dal progetto di Palladio alla ricostruzione
Il cantiere della villa si aprì nel 1564. L'incisione dei Quattro Libri dà un'idea del progetto: una casa con due ordini di logge chiuse da torrette su tutti e due i fronti, anche se il disegno, più che in altri casi, ha diverse incertezze e imprecisioni. Nel 1566 Gianfrancesco morì, e il cantiere si fermò.
Probabilmente lo concluse in economia il nipote Leonardo Valmarana, figlio del fratello Giovanni Alvise. Leonardo fu il committente della cappella Valmarana in Santa Corona e l'erede del grande palazzo di famiglia disegnato da Palladio. Il secondo ordine delle logge non fu mai costruito, e la parte centrale fu chiusa con una specie di attico. Vincenzo Scamozzi, vissuto fra il 1548 e il 1616, lavorò poi a un ampliamento della villa. Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti la distrussero quasi del tutto, e poi fu ricostruita.
Il portico a sei colonne
Il corpo padronale, con lavori che vanno dal XVI al XX secolo, ha una pianta rettangolare e due piani sopra un basso zoccolo. La facciata è divisa in tre parti, e domina quella centrale: un grande portico di sei colonne ioniche, alle quali si arriva con una breve scalinata, regge un attico basso con cinque piccole finestre chiuse da balaustre. Sopra c'è un largo timpano con la cornice a dentelli, e in cima stanno cinque statue del XVII secolo, tre sul frontone e due agli angoli del tetto. Ai lati stanno due torrette, unite al corpo centrale da due stretti volumi arretrati che contengono le scale.
Dentro, nella sala centrale al pianterreno, sono dipinte una prospettiva di colonne e sopraporte con trofei militari.
Il giardino di Francesco Marinali
Fra il 1713 e il 1715 lo scultore Francesco Marinali il Giovane riordinò e completò il giardino davanti alla villa, chiudendolo a sud con una peschiera. Lui e gli scultori della sua scuola fecero le numerose statue che lo popolano; altre sono di Girolamo Albanese, e altre ancora di artisti rimasti ignoti.
Le barchesse e l'oratorio
Dietro la villa, le due barchesse, i portici da lavoro delle ville venete, chiudono la corte rurale a nord. Sono del secolo XV, di probabile origine gotica, hanno un portico architravato su pilastri che portano lo stemma dei Valmarana, e inglobano una torre colombara merlata, la torre dei colombi.
L'oratorio del XVII secolo, isolato nell'angolo di sud-est della tenuta, è quadrato fuori e circolare dentro, con grandi nicchie sulle diagonali, ed è coperto da una cupola chiusa in un tiburio ottagonale, il corpo in muratura che la racchiude. La facciata è nuda, con un portale architravato dalla cornice a orecchie, sporgente agli angoli in alto, e un timpano su mensole. Uno studio del 2003 lo attribuì a Vincenzo Scamozzi.
