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Villa Widmann Borletti a Bagnoli di Sopra: dal convento alla villa dei Widmann, dove Goldoni scrisse e rappresentò le sue commedie

Villa Widmann Borletti a Bagnoli di Sopra: il convento di Santo Spirito, la villa dei Widmann, Goldoni e il suo teatro, le statue di Bonazza nel giardino.

Villa Widmann Borletti a Bagnoli di Sopra: la villa col giardino all'italiana, le statue e le carrozze
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Villa Widmann Borletti è il grande complesso che domina la piazza di Bagnoli di Sopra, nella bassa padovana. Nacque dagli edifici di un monastero benedettino, trasformati dalla famiglia Widmann; nel Settecento ci soggiornava Carlo Goldoni, che nel teatro della villa metteva in scena le sue commedie.

Monastero di Santo Spirito

Il nome di Bagnoli e i vigneti intorno sono documentati fin dall'XI secolo. Dove sorge la villa c'era un grande monastero benedettino, che risaliva all'anno Mille; le terre appartenevano agli ordini monastici. Il nucleo più antico della villa, di origine cinquecentesca, era parte del convento di Santo Spirito.

Nel 1656 i possedimenti furono messi in vendita per aiutare la Repubblica di Venezia a pagare la guerra contro i turchi. Li comprò la ricca famiglia Widmann, entrata nella nobiltà veneziana nel 1646 per l'aiuto prestato alla Repubblica contro il Sultano nella guerra di Candia.

Villa dei Widmann

I nuovi proprietari trasformarono gli edifici del monastero. Un disegno commissionato al perito Antonio Minorello nel 1659 mostra sulla piazza un edificio che corrisponde all'ala orientale della villa, e la cantina del monastero, che continuò a servire allo stesso uso anche con la villa. Mancava il corpo centrale, che i Widmann dovettero costruire: i lavori terminarono nel 1706.

Il progetto della parte padronale è attribuito a Baldassarre Longhena, su commissione di Ludovico Widmann. Per dimensioni pochi complessi veneti le stanno alla pari. Intorno alla casa padronale si contano il brolo, cioè l'orto chiuso dei monaci, e poi teatro, cantine, granai, scuderie, ghiacciaia e torre colombaia. Gli interni furono affrescati nel 1727 da Giambattista Pittoni.

Goldoni e il teatro

Nel Settecento la villa diventò un salotto culturale e luogo di villeggiatura per nobili e artisti. Carlo Goldoni amava passarci l'estate, ospite del conte Ludovico Widmann, di cui lodò la magnificenza e la liberalità nel «Burchiello». Nel piccolo teatro allestito in un salone scrisse e rappresentò alcune sue commedie, e a volte recitava lui stesso. Si racconta che proprio qui abbia scritto «La bottega del caffè», una delle sue commedie più celebri, traendo ispirazione dal padrone di casa.

Erano momenti di gioco: gli ospiti di rango salivano sul palco come attori, nei ruoli di Pantalone e Arlecchino, di servette e domestici. La villa è citata anche nelle commedie del Goldoni.

Statue di Bonazza

La lunga facciata domina tutto il paese; sul retro, invece, la villa guarda un giardino all'italiana disegnato secondo il gusto del Settecento, con vasi di limoni e centosessanta statue. Le migliori, quarantuno, le scolpì il padovano Antonio Bonazza, che ne ricevette la commissione verso la metà del secolo: i dodici segni zodiacali, gli dei dell'Olimpo e, più appartate fra le alte siepi di carpino, le coppie dei personaggi della commedia dell'arte, del 1742.

Nel 1942 la sistemazione del giardino fu affidata all'architetto milanese Tommaso Buzzi. Le aiuole rettangolari davanti alla villa diventarono un unico grande prato che finisce in un teatro di verzura, scavato nella vegetazione: qui, fra quinte di carpini potati, Buzzi ricollocò alcune delle statue antiche, che sembrano uscite dalle pagine di Goldoni.

Brolo e cantine

Al di là dei giardini comincia il brolo, circa 20 ettari che erano il frutteto dei monaci: dentro ci sono vigneti e alberi da frutto, un bosco e due laghetti, e vi si custodiscono trenta vitigni autoctoni. Un lungo viale fra due filari di pioppi cipressini porta al laghetto, e tutto è chiuso da una cinta di mura del XIV secolo.

Le terre intorno alla villa sono note come Dominio di Bagnoli. Gli antichi granai, con il pavimento in cotto del Seicento e le coperture a capriata, sono stati restaurati. Le cantine per l'invecchiamento del vino le costruirono i monaci benedettini, che fra il X e il XIII secolo bonificarono anche i terreni intorno. Ai tempi della Serenissima i nobili brindavano col Friularo di Bagnoli.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Cona Veneta, a 13,7 km di strada (15 minuti in auto).

Per chi viaggia in autostrada il casello più vicino è Monselice: restano 16,9 km, 18 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Villa Widmann Borletti.

Info utili

Dove si trova
Bagnoli di Sopra (PD)
Coordinate
45,19177 N, 11,92904 E (Villa Widmann Borletti) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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