Il Palio dei 10 Comuni del Montagnanese è la corsa di cavalli che si disputa ogni anno, la prima domenica di settembre, nel vallo verde attorno alle mura di Montagnana, in provincia di Padova. Dieci fantini, sui cavalli montati a pelo, corrono per i dieci comuni dell'antica Sculdascia montagnanese.
La Sculdascia e i dieci comuni
Montagnana è un borgo quasi alla stessa distanza da Padova, Vicenza e Verona, e il suo centro storico è chiuso da una cinta di 2 km con 24 torri merlate. Sotto i Longobardi Montagnana diventò il «Caput Sculdasciæ», il capoluogo del distretto.
Da quel distretto vengono i dieci comuni storici che si sfidano: Montagnana, Casale di Scodosia, Saletto, Santa Margherita d'Adige, Urbana, Merlara, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Masi e Castelbaldo; Saletto, Santa Margherita d'Adige e Megliadino San Fidenzio dal 2018 formano il comune di Borgo Veneto (PD).
Ezzelino, il rogo e lo Statuto del 1366
La festa ricorda gli anni di Ezzelino III da Romano, vicario dell'imperatore Federico II di Svevia nella Marca Trevigiana. Montagnana fu una delle ultime terre a cedergli: nel luglio del 1238, durante il primo assedio, alcune decine di Montagnanesi uscirono all'improvviso e diedero fuoco al belfredo più importante del campo, la torre di legno che portava gli assalitori all'altezza delle difese, senza sapere che dentro c'era Ezzelino con i suoi ufficiali. Il signore da Romano se la cavò a stento. Nel 1242 tornò, prese la città estense e bruciò le mura, che allora erano in gran parte di legno; poi cominciò lui stesso a costruire difese in muratura.
La tirannide di Ezzelino finì nel 1256, e in origine il Palio si correva proprio per ricordare quella liberazione. Il territorio passò a Padova; dopo un breve dominio degli Scaligeri di Verona, che i Carraresi di Padova sconfissero nel 1337, Montagnana passò sotto la signoria dei Carraresi, i Signori da Carrara, che fecero innalzare i tratti di mura a nord e a sud e la Rocca degli Alberi. La sfida fra i cavalli si ripete secondo lo Statuto del 1366. Nel 1405 il Montagnanese passò a Venezia.
Una festa del Medioevo, rinata nel 1977
Nel Medioevo il palio era fra le feste popolari più diffuse in Italia: per celebrare un fatto importante per tutta la comunità si correvano quasi sempre gare di cavalli. Quello dei dieci comuni tornò in vita il 14 agosto 1977, quando si corse il primo «Palio dei 10 Comuni».
La corsa nel vallo della Rocca degli Alberi
Il campo di gara è il tratto di vallo davanti alla Rocca degli Alberi, l'antico fossato delle mura diventato uno spazio verde. I dieci fantini corrono tre giri e sei curve sul fossato, sui cavalli senza sella, sfiorando lo steccato per prendersi il premio, il drappo del palio. Alla gara arrivano dopo le batterie eliminatorie e dopo la Corsa dei Gonfaloni, accompagnata da musici e sbandieratori, e nello stesso vallo si tiene anche la tenzone degli arcieri. Ogni comune ha il suo cavallo e il suo cavaliere, in una prova in cui servono abilità, forza e intelligenza.
Corteo storico e Incendio della Rocca
Prima della corsa il corteo storico attraversa le vie di Montagnana fra tamburi, chiarine e bandiere, con la figura del tiranno Ezzelino e i Signori da Carrara, e va verso il vallo sotto la Rocca. Intorno alla gara la città si riempie di costumi medievali, mercatini, taverne, giullari e giocolieri, e ci sono la cena medievale e la tenzone dei musici e degli sbandieratori.
Un altro momento della festa è l'Incendio della Rocca, uno spettacolo di fuochi, luci e teatro che rievoca la battaglia del 1242, quando Ezzelino distrusse la Montagnana fortificata in legno. Il racconto della rievocazione mette in bocca a Ezzelino sconfitto la minaccia «I vivi invidieranno i morti»: di notte il tiranno torna e incendia la città murata e le campagne intorno, fra armati, figuranti e cavalieri con le spade infuocate.
