Il Tocatì è il Festival Internazionale dei Giochi in Strada di Verona, organizzato dal 2003 dall'Associazione Giochi Antichi nelle strade e nelle piazze della città. Il nome viene dal veneto toca a ti, tocca a te, e dal 2022 il programma è una buona pratica UNESCO.
Giocatori di s-cianco e l'Associazione Giochi Antichi
Nel 2002 un gruppo di appassionati di s-cianco, la lippa, fondò a Verona l'Associazione Giochi Antichi, con lo scopo di salvaguardare i giochi e gli sport tradizionali. L'anno dopo, nel 2003, l'associazione organizzò il primo Tocatì, e il festival, con una formula rivista nel tempo, è diventato a Verona un punto di riferimento mondiale per gli appassionati di gioco tradizionale.
Nel 2007 l'associazione entrò nell'AEJeST, l'Associazione europea dei giochi e sport tradizionali, e il 17 febbraio 2008 scrisse il suo Manifesto, con i criteri per riconoscere le «comunità ludiche tradizionali», quelle che con il gioco tengono viva la memoria del loro territorio.
Per essere riconosciuta così, una comunità deve essere legata alla storia del suo territorio, conservare saperi artigiani non scritti, giocare con regolarità a casa propria e non solo nelle manifestazioni, custodire un gioco che rischia di essere dimenticato, non avere fini di lucro ed essere fatta quasi tutta di giocatori praticanti. Restano fuori le rievocazioni storico-folkloristiche e le semplici attività didattiche o di animazione. Per l'associazione il gioco tradizionale si lega al territorio e non all'etnia, e fra le comunità possono entrare anche quelle dei migranti.
L'associazione fa da mediatrice fra le comunità di gioco, le istituzioni e le organizzazioni europee e internazionali. Ha convenzioni con l'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, con la Regione Veneto, il Comune di Verona, le università di Verona, Padova e Bergamo, l'UNICEF di Verona e l'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia, e il Tocatì si organizza insieme al Comune.
Campana, caretini e palo della cuccagna
Al Tocatì adulti e bambini giocano ai giochi di una volta: la campana, il tiro alla fune, la palla avvelenata, le biglie. Fra i giochi veneti ci sono lo s-cianco; i caretini a sfere, che ognuno si costruisce da sé e corre poi lungo strade in discesa, dove all'abilità di chi li ha costruiti si aggiungono la velocità e il rischio della gara; e il palo della cuccagna, un tronco alto fino a 16 metri e coperto di grasso su cui bisogna arrampicarsi. Ogni anno il festival accoglie come ospite una regione o un paese diverso, con i suoi balli, la sua musica e i suoi giochi, e intorno alle partite ci sono musiche e danze popolari, esposizioni, incontri e racconti.
Buona pratica UNESCO dal 2022
Dal 2017, dentro l'AEJeST, che dal 2010 è un'organizzazione non governativa accreditata presso l'UNESCO, l'associazione avviò la cooperazione con gli altri paesi. Con il sostegno della Regione del Veneto, deciso il 22 febbraio 2019 con la delibera di Giunta n. 188, candidò poi il programma al registro dell'UNESCO, in una proposta transnazionale con l'Italia capofila. Nel 2022 Tocatì è stato iscritto nel Registro delle Buone Pratiche di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Il riconoscimento premia il fatto che al centro e alla guida del programma ci sono le comunità che praticano i giochi, e che il festival, giocato nelle strade, fa delle aree della città spazi aperti a tutti.
Tocatì rientra in quattro ambiti del patrimonio immateriale: le tradizioni orali, le pratiche sociali e festive, le conoscenze sulla natura e l'artigianato tradizionale. Il programma ha cinque obiettivi: creare un terreno di scambio fra giocatori e istituzioni, documentare i giochi con la partecipazione delle comunità, trasmetterli dentro e fuori dalla scuola, aiutare le comunità a usare gli spazi pubblici e coinvolgere istituzioni e persone in nuove iniziative.
Rete dei cinque paesi
Tocatì è un programma condiviso fra cinque paesi: Italia, Belgio, Croazia, Cipro e Francia. In Italia lo coordina l'associazione di Verona; in Belgio fa capo al programma di ludodiversità di Sportimonium, nelle Fiandre; in Croazia il centro è l'Istria, con una rete di associazioni che custodiscono i giochi locali; a Cipro il gioco tradizionale è vivo soprattutto nella zona di Pafos, legato alle celebrazioni pasquali; in Francia partecipano comunità e federazioni della Bretagna, dell'Occitania, della Nouvelle-Aquitaine e degli Hauts-de-France. Il festival si tiene a metà settembre.
