Gastronomia & Vino · 4 min di lettura

Il tortellino di Valeggio sul Mincio: il Nodo d'Amore e il fazzoletto dorato della leggenda

Il tortellino di Valeggio sul Mincio, il Nodo d'Amore ripieno di tre carni brasate, e la leggenda di Malco e Silvia nata nel 1993 da Alberto Zucchetta.

Il Ponte Visconteo sul Mincio a Valeggio, con il borgo di Borghetto, i mulini sull'acqua e il castello sul colle
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il tortellino di Valeggio, detto Nodo d'Amore, è una pasta ripiena di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, con la sfoglia sottile e il ripieno di carne e aromi locali. Una leggenda ambientata alla fine del Trecento lo fa nascere dal fazzoletto dorato che due amanti intrecciarono sulle rive del Mincio.

Il Nodo d'Amore sulla tavola del Garda

In dialetto il tortellino si chiama agnolin. Il ripieno unisce tre carni brasate, manzo, vitello e maiale, e molte cucine le bagnano col vino bianco di Custoza; una ricetta ufficiale non è mai stata registrata, e le dosi cambiano da una casa all'altra. La sfoglia all'uovo, sottilissima, si tira una volta sola e si taglia a piccoli quadrati, che si riempiono e si ripiegano a mano uno per uno. Il tortellino si condisce con burro e salvia, oppure si serve in brodo, soprattutto d'inverno.

Il tortellino è una delle specialità di Borghetto, la frazione di Valeggio che sta lungo il fiume, insieme al tortellino di zucca; accanto, la cucina del lago porta in tavola il coregone e il luccio in salsa, servito con la polenta. Ad accompagnarli ci sono i vini delle colline moreniche del Garda, il Lugana DOC, il Bardolino DOC e il Bardolino Superiore DOCG.

La fama del piatto crebbe dopo la guerra, quando a Valeggio si moltiplicarono ristoranti e trattorie, e con la notorietà il vecchio nome di agnolino lasciò il posto a quello di tortellino, preso dalla cucina bolognese. Secondo i ristoratori del paese, l'arte arrivò fra gli anni Cinquanta e Sessanta con le donne emiliane impiegate a stagione nelle filande di seta lungo il Mincio, che alloggiavano presso le famiglie locali e insegnarono loro a fare i tortellini.

Le ninfe e le streghe del Mincio

La leggenda del Nodo d'Amore è recente: nacque nel 1993, durante i restauri del Ponte Visconteo, da un'idea dell'orafo e storico della gastronomia Alberto Zucchetta. Da quel racconto i ristoratori di Valeggio presero il nome del tortellino, che la loro associazione registrò poi come marchio.

La vicenda comincia verso gli ultimi anni del Trecento, quando Giangaleazzo Visconti, signore di Milano, si stabilì con le sue truppe presso il fiume Mincio. Di notte, all'accampamento, il buffone Gonella raccontò ai soldati una storia sinistra: nelle acque del fiume, un tempo, vivevano ninfe che la notte salivano a ballare, ma una maledizione le mutava in streghe terribili.

Quella stessa notte le streghe si presentarono al campo e si misero a ballare in mezzo ai soldati addormentati. Il capitano, Malco, era sveglio: si alzò improvvisamente e ne seguì una.

Malco, Silvia e il fazzoletto dorato

Inseguita dal capitano, la strega lasciò cadere il mantello e rivelò il suo vero aspetto, quello di una ninfa di nome Silvia. Fra i due nacque un amore che si giurarono eterno, e prima di tornare verso il fiume lei gli lasciò un fazzoletto dorato, come pegno. La sera seguente, durante i festeggiamenti, Malco riconobbe Silvia fra le danzatrici: l'amore che provava per lui l'aveva spinta fin tra gli uomini.

Gli sguardi fra i due attirarono l'attenzione di Isabella, una giovane dama innamorata di Malco, che denunciò la fanciulla come strega. Le guardie vennero per arrestarla; Malco le diede modo di scappare e finì lui in prigione. Quella notte venne a trovarlo Isabella, a chiedergli perdono, e nello stesso istante comparve anche Silvia, che mostrò all'amato come unica via di fuga le acque del fiume.

I due amanti raggiunsero il Mincio inseguiti dalle guardie di Visconti, e quando arrivò il signore di Milano trovò soltanto un fazzoletto di seta dorata: i due lo avevano intrecciato come sigillo del loro amore. Il ricordo degli amanti rivive in una pasta fine come la seta, chiusa a nodo come quel fazzoletto e farcita con un ripieno delicato: così, nella leggenda, nasce il tortellino di Valeggio sul Mincio.

Cena su tavolate lunghe un chilometro

Il paese sta nell'anfiteatro morenico a sud del Lago di Garda, e nella frazione di Borghetto scavalca il Mincio il Ponte Visconteo, la diga fortificata che Giangaleazzo Visconti fece costruire fra il 1393 e il 1395, parte del sistema di difesa chiamato Serraglio.

Attorno al 2000 i ristoratori di Valeggio lanciarono sul ponte la Festa del Nodo d'Amore, una cena all'aperto che si teneva il terzo martedì di giugno. Le tavolate, lunghe più di un chilometro, accoglievano oltre 3.000 commensali, riuniti a mangiare i tortellini, simbolo della leggenda d'amore del paese. Il festival «Tortellini e dintorni» torna invece a settembre, fra laboratori, assaggi e feste medievali.

Info utili

Dove si trova
Valeggio sul Mincio (VR)