Gastronomia & Vino · 3 min di lettura

Il prosciutto di Montagnana: il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP, dalle cambuse della Serenissima al Consorzio nella città murata

Il prosciutto di Montagnana, Veneto Berico-Euganeo DOP: le cambuse della Serenissima, le cosce vendute per comprare il maiale, il Consorzio del 1971.

Il prosciutto di Montagnana affettato sul tagliere, sotto il portico con le mura merlate della città dietro
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

A Montagnana, fra le mura medievali meglio conservate d'Europa, il re della tavola è il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP: dolce, delicato, poco salato. Viene da un'usanza contadina antica, quella di vendere le cosce del maiale, e dal 1971 lo tutela un Consorzio nato proprio qui.

Cambuse della Serenissima

L'allevamento dei maiali ha sempre fatto parte dell'agricoltura veneta, e già in epoca romana si parlava delle tecniche per asciugare i prosciutti. Nel Trecento le cronache della Serenissima raccontano le carni conservate col sale nelle cambuse delle navi venete: i prosciutti finivano sulla tavola del capitano e dei suoi ufficiali, e degli ospiti di riguardo.

Nello stesso periodo anche le famiglie contadine più povere presero l'abitudine di allevare il maiale e di venderne le cosce ai negozianti, per comprarsi un nuovo animale; il resto diventava sopressa, salame, cotechino e salsiccia, per mangiare tutto l'anno. Uccidere il maiale era una festa, e un rito che aveva a che fare anche con la fede. I ricettari e i trattati di agricoltura parlano del prosciutto dal Cinquecento in poi, nelle ville rustiche dei padroni; solo dalla metà dell'Ottocento cominciò il commercio delle cosce fresche e il metodo moderno del prosciutto crudo.

Colli Berici ed Euganei

La zona di produzione è limitata a 15 comuni fra le province di Padova, Vicenza e Verona, nella pianura e ai piedi dei Colli Berici e dei Colli Euganei, più o meno nel triangolo fra Montagnana, Lonigo e Noventa. I due gruppi di colline guidano i venti, la pioggia e la temperatura, e questo clima ventilato è il migliore per una buona stagionatura. Qui devono stare i prosciuttifici e i laboratori dove si affetta e si confeziona. Le carni sono di Suino Pesante Padano; il disciplinare descrive un prosciutto «di color rosa tendente al rosso nella parte magra, bianco puro in quella grassa, dall'aroma delicato, dolce e fragrante». La salatura è contenuta, e il prosciutto resta morbido e dolce in bocca dopo una lunga stagionatura.

Consorzio nella città murata

Nel 1971, a Montagnana, nacque il Consorzio di tutela del Prosciutto Veneto Berico Euganeo, per garantirne la qualità e il legame col territorio; nel 1996 l'Unione Europea gli riconobbe la DOP. I prosciutti arrivano sui banchi col marchio del Consorzio, il leone alato di San Marco sopra la parola «Veneto», impresso a fuoco sulla cotenna. Montagnana ne è la culla, e il prosciutto crudo «dolce» è il prodotto di punta della sua campagna. Ogni anno, a maggio, la città gli dedica una festa, in cui lo si assaggia con i formaggi, i dolci e i vini della zona.

Prosciutto in tavola

Il prosciutto si mangia da solo o con cibi dal sapore delicato, come la mozzarella e il melone. Nella cucina padovana, tagliato a dadini, serviva a insaporire le minestre e i risotti; fra le ricette ci sono il radicchio al forno col prosciutto, il risotto col prosciutto e la zuppa contadina al prosciutto.

Info utili

Dove si trova
Montagnana (PD)