Gastronomia & Vino · 3 min di lettura

Lo schiz di Belluno: il formaggio fresco delle malghe nato per essere cotto in padella col burro, la panna e la polenta

Lo schiz di Belluno, il formaggio fresco senza sale nato nelle malghe: la cagliata che schizzava dalle fascere, il burro, la panna e la polenta.

Lo schiz bellunese cotto in padella con il burro sul fuoco, con la polenta e i funghi
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Lo schiz è il formaggio fresco della provincia di Belluno, ed è fatto per essere cotto: lo si dora in padella nel burro, con un po' di panna, e lo si mangia con la polenta. Non ha sale né crosta, e fa parte dei prodotti tradizionali del Veneto.

Cagliata che schizzava

Lo schiz è nato nelle malghe di montagna, e sull'origine del nome non c'è certezza. Secondo una prima spiegazione, nasceva dagli scarti, dalla cagliata che debordava e schizzava fuori dalle fascere, le forme, quando la si schiacciava dentro per fare il formaggio, e che i malgari recuperavano. Era un recupero delle eccedenze, e quella cagliata si cuoceva in padella aggiungendo latte o panna. Nel dialetto bellunese schizar vuol dire schiacciare, mentre lo schizzo si chiama svinz e schizzare svinzar. Per altri il nome viene dalle goccioline di siero che schizzano fuori dal formaggio mentre cuoce.

Il formaggio è legato alla cucina povera della montagna bellunese, dove si mangiava quello che la terra e le stalle davano: la polenta prendeva il posto del pane e si accompagnava col latte, col formaggio, con la salsiccia o con quel che c'era. Lo schiz era uno di questi formaggi da cuocere, e i malgari se ne servivano soprattutto nei mesi dell'alpeggio.

Formaggio senza sale

Lo schiz è un formaggio fresco e grasso di latte vaccino, a pasta bianca, semidura, compatta, omogenea, gommosa e spugnosa. Di solito ha forma rettangolare, pesa intorno ai 2 chili e si vende già affettato. Ha un intenso profumo di latte e un gusto molto delicato e dolce, perché nel farlo non si aggiunge sale: il sale lo si mette in cottura. È molto digeribile, e arriva al banco freschissimo, pressato in forme che ricordano mattonelle.

Padella e burro di malga

La ricetta di tradizione è semplicissima. In padella si scioglie burro in abbondanza, meglio se di malga, mentre la fetta di schiz si passa nella farina di mais; poi la si cuoce pochi minuti per lato, finché è dorata, salandola in cottura. Un'altra versione lo vuole soffritto piano, a fiamma bassa, nel burro fresco con poca panna e un pizzico di sale, fino a fargli la crosta dorata. Accanto ci vanno la polenta, i funghi di bosco o l'insalata di cavolo cappuccio. Lo si cuoce anche sulla piastra, o in padella insieme a cipolle, verdure o cavolo cappuccio.

Altri modi dello schiz

Lo schiz si cucina in molti modi: con la cipolla in padella, a dadini fatti sciogliere, con l'origano; col pomodoro; al forno, prima dorato nel burro e poi coperto di panna; impanato con l'uovo e il pangrattato come una cotoletta. Crudo, così com'è, non si usa quasi mai. Nella tradizione ci sono anche le tagliatelle con lo schiz e la rucola, e la ciambella con lo schiz e le pere. Cotto, va mangiato subito. Accanto allo schiz, nell'Agordino c'è lo ziger, un formaggio fresco di latte di capra con sale, pepe ed erba cipollina, che poi si stagiona per almeno cinque mesi.

Domande frequenti

Dove si produce lo schiz?

Lo schiz si fa in tutta la provincia di Belluno, e soprattutto nella zona fra Belluno e Feltre.

Info utili

Dove si trova
Belluno (BL)