Il Museo degli Alpini è un piccolo museo militare nel seminterrato della Taverna degli Alpini, alla testata del Ponte degli Alpini a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza. Istituito nel 1948, raccoglie cimeli della Grande Guerra, della Seconda guerra mondiale e della Resistenza.
Il museo sotto la taverna
Per arrivarci si entra nella taverna che sta alla testata del ponte e si scendono le scale sulla sinistra: il museo occupa i due piani del seminterrato della «Taverna degli Alpini». In due sale conserva cimeli e racconti sulla storia del ponte e sulle guerre combattute nella zona.
Il 1948, il ponte e l'Adunata
Il museo nacque nel 1948 dall'entusiasmo suscitato dall'inaugurazione del ponte ricostruito, che gli Alpini avevano voluto, e dalla prima Adunata Nazionale del dopoguerra delle penne nere, il 3 ottobre 1948; l'Associazione Nazionale Alpini lo inaugurò e lo aprì al pubblico nel 1950. Negli anni la raccolta si allargò: volontari appassionati, soci e tanti cittadini portarono e donarono reperti delle due guerre mondiali. Verso la metà degli anni Settanta ebbe una prima sistemazione radicale, e più tardi fu ampliato a tutto il piano di sotto, dove è stato allestito un posto di combattimento con un obice che apparteneva al reparto di artiglieria da montagna.
Le trincee ricostruite e le vetrine
Il percorso riporta ai luoghi del fronte: le trincee ricostruite coi loro reticolati, la saletta del posto di comando, le postazioni di mortaio, l'altarino da campo, il posto di medicazione avanzato e l'infermeria. Le vetrine raccolgono armi, bombe, elmetti, uniformi, il medagliere e la dotazione personale dei soldati, ritrovati sul Monte Grappa e sull'Altopiano di Asiago oppure arrivati in dono da privati, accanto a fotografie, lettere e manoscritti originali. Fra i pezzi si trovano anche i fogli che D'Annunzio gettò su Vienna e una bandiera italiana con lo stemma sabaudo.
Le scritte dei soldati e la Resistenza
Ci sono anche i segni lasciati dai soldati: parole incise sulla gavetta o su pezzi di legno, e crocefissi intagliati nel legno o intrecciati col filo spinato. Una parte dei cimeli riguarda la Seconda guerra mondiale e la Resistenza, con un riguardo particolare per la squadra di Alpini che operò in città.
