La Calà del Sasso è una scalinata di 4.444 gradini che sale da Valstagna, sul fondo del Canale di Brenta, fino a Sasso di Asiago, al centro dell'Altopiano dei Sette Comuni, in provincia di Vicenza. Fu costruita alla fine del XIV secolo per far scendere i tronchi dell'Altopiano verso Venezia.
Fiume di pietra di 4.444 gradini
La Calà è un fiume di pietra: 4.444 gradini, e accanto ai gradini una cunetta, uno scivolo anch'esso di pietra calcarea come gli scalini, cavati con i sassi del posto. Sale dalla Val di Brenta fino a Sasso, frazione di Asiago, vicino a Foza, risalendo la Val Frenzela, la spaccatura che divide in due Valstagna e si incunea nell'Altopiano fra guglie e strapiombi.
I gradini sono larghi fino a 2 metri, con un'alzata di circa 15 centimetri e un piano d'appoggio di mezzo metro. All'inizio erano 4.422: nel 1498, quando il greto del torrente Ronchi si abbassò, si aggiunse un'ultima rampa di 22 gradini. Il nome viene da calata, discesa. La chiamano anche la scalinata dei quattro rosari: secondo lo scrittore Paolo Rumiz, è il tempo che si dice qui per salirla, quello di recitare quattro rosari.
Tronchi per l'Arsenale di Venezia
La strada nacque sotto il dominio di Gian Galeazzo Visconti, alla fine del XIV secolo, per rendere più facile il trasporto dei grandi tronchi da Sasso fino a Valstagna, antico porto fluviale sul Brenta. I tronchi scendevano nello scivolo accanto ai gradini, frenati con le corde, che permettevano di cambiare direzione nei tornanti; a Valstagna si gettavano nel fiume e scendevano fino a Venezia, dove servivano a costruire le navi della Repubblica. La Calà aggirava anche le barriere daziarie del comune di Foza.
Fra il XV e il XVIII secolo il legname dell'Altopiano per l'Arsenale fu così tanto che ne resta il ricordo in nomi di luogo come il Col dei Remi. Nel 1491 si fece la prima manutenzione, e Venezia stabilì che la spesa fosse divisa fra i comuni che usavano la strada: Asiago, Gallio, Foza, Roana, Lusiana e Valstagna.
Strade, ferrovia e alluvione
La Calà perse il suo ruolo dalla metà dell'Ottocento, quando nacquero le strade carrozzabili fra la montagna e la pianura, a cominciare dal Costo, che nel 1850 unì Asiago a Caltrano; nel 1909 arrivò anche la ferrovia da Piovene Rocchette. L'alluvione del 1966 la danneggiò pesantemente, portando via la massicciata in più punti. Poi vennero i lavori di recupero: nel 1998-1999 fu rifatto e messo in sicurezza il tratto degli Stretti, e nel 2012 e nel 2013 il comune di Valstagna, con il servizio forestale della Regione Veneto, fece altri due grandi interventi.
Nicolò e Loretta, la leggenda della peste
Sui gradini della Calà si svolge un racconto d'amore della tradizione popolare veneta. Si narra che nel 1638 Nicolò e Loretta, fidanzati del Sasso, fossero colpiti dalla sventura: Loretta, che aspettava un figlio, si ammalò di peste. Nicolò non si arrese: scese tutti i gradini fino a Valstagna, prese un cavallo e galoppò fino a Padova per procurarsi l'unguento miracoloso. Venne la notte e non era ancora tornato, e la gente del Sasso scese con le torce a cercarlo; lungo la Calà vide salire altre luci: era Nicolò, accompagnato dagli uomini di Valstagna. L'unguento guarì Loretta, e al matrimonio vennero i due paesi.
Da qui la credenza che l'amore di due fidanzati che percorrono insieme la Calà, mano nella mano, duri per sempre, e ogni anno una fiaccolata ripercorre la scalinata da Valstagna al Sasso.
Salita nel bosco dal Brenta all'Altopiano
La salita, il sentiero CAI 778, comincia vicino alla fonte Bessele, che in paese chiamano Fontanelle, e si fa tutta nel bosco: il paesaggio non è molto panoramico, ma gli animali sono tanti ed è facile incontrare qualche ungulato. A metà strada si vede una guglia il cui profilo somiglia al volto di una nonna. Il percorso è corto e la pendenza alta: i gradini mettono a dura prova i polpacci, e non è una salita da sottovalutare. È molto bella in autunno, quando i boschi cambiano colore, e da evitare dopo la pioggia, quando i gradini scivolano. Arrivati a Sasso si può scendere di nuovo per i 4.444 gradini o fare un giro ad anello.
