Il Cammino delle Apparizioni è un itinerario di pellegrinaggio che parte dal santuario di Monte Berico a Vicenza e arriva a Montagnaga di Baselga di Pinè, in Trentino. Unisce santuari dove, dal Quattrocento al Settecento, la Madonna sarebbe apparsa a persone umili.
Un'antica via di pellegrini
Il cammino attraversa le province di Vicenza e di Trento e le diocesi di Vicenza, Padova e Trento, e si fa a piedi o in mountain bike, con qualche variante; d'inverno, con la neve e il ghiaccio, non è tutto percorribile. Non è un tracciato inventato da zero: riprende uno degli itinerari che nel Medioevo i pellegrini del Nord Europa seguivano per scendere verso Roma.
Nella valle dell'Astico, terre donate fin da tempi antichissimi al vescovo di Padova, chi veniva dal Trentino si fermava a Brancafora di Pedemonte, dove i fedeli pregavano davanti a un'antica immagine della Madonna e c'era un ospizio, giunto fino a noi; un altro ospizio stava a San Pietro Valdastico, un altro ancora a Thiene. Nella chiesa di Forni Valdastico era venerata una croce che, secondo il racconto, arrivò miracolosamente a Vicenza portata da una piena dell'Astico, e che è custodita al Museo Diocesano.
Il cammino riprende anche una devozione antica: la gente della valle dell'Astico è sempre stata legata alla Madonna di Monte Berico e a quella di Montagnaga, quella della Pedemontana alla Madonna dell'Olmo di Thiene. L'idea di farne un percorso è venuta a Claudio Guglielmi, ex sindaco di Valdastico e presidente dell'associazione Cammino Passo dopo Passo.
Monte Berico, il Bacchiglione e l'Olmo di Thiene
La prima tappa, di 24,5 chilometri, scende da Monte Berico in città e attraversa la pianura vicentina lungo l'argine del Bacchiglione, passando per le risorgive del Bosco di Dueville, fino a Thiene. Qui c'è il santuario della Madonna dell'Olmo: si racconta che nel 1530 la Vergine sia apparsa tre volte a tre pastorelle sopra un olmo, e sul luogo fu costruita una cappella, poi trasformata nell'edificio del santuario. Una variante passa per la chiesa della Madonnetta e la casa di Simone a Centrale di Zugliano, legate al povero Simone che, secondo la tradizione, ebbe anche lui un'apparizione.
La salita nella valle dell'Astico
La seconda tappa, di 18 chilometri, sale sulle colline delle Bregonze fino a Cogollo del Cengio, dove la vecchia chiesa parrocchiale è diventata il Monastero della Resurrezione. La terza, di 21 chilometri, risale la valle dell'Astico fino a Brancafora, alla chiesa di Santa Maria Assunta, che per secoli fu l'unico centro religioso dell'alta valle e fu costruita accanto all'ospizio dei pellegrini.
I laghi e Montagnaga di Pinè
Dal Veneto si passa in Trentino. La quarta tappa, di 17 chilometri, sale all'altopiano di Lavarone e scende verso i laghi di Levico e di Caldonazzo, fino alla chiesa di San Sisto a Caldonazzo. L'ultima, di 17,5 chilometri, arriva a Montagnaga, frazione di Baselga di Pinè, al santuario della Comparsa, che ricorda le apparizioni della Madonna alla pastorella Domenica Targa nel 1729 e nel 1730. Nel complesso sono poco più di 100 chilometri. In seguito, con il Cai di Lonigo, è stata aggiunta una tappa iniziale di 30 chilometri dal santuario della Madonna dei Miracoli di Lonigo a Vicenza, e da Pinè si può proseguire per altri 14 chilometri fino al Duomo di Trento.
La credenziale e le stele
Chi parte può chiedere all'associazione la credenziale del pellegrino, su cui si raccolgono i timbri dei luoghi principali e che dà diritto all'ospitalità nei conventi e nei monasteri. Lungo il tracciato sono state posate stele di marmo rosso con una nicchia in pietra bianca di Vicenza che riproduce l'immagine della Madonna venerata nel luogo, fra cui quelle di Thiene, Baselga di Pinè, Vicenza e Pedemonte. Il cammino è stato poi allungato fino al santuario di Pietralba, in Alto Adige, in dieci tappe e oltre 150 chilometri.
