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Il Cammino delle Colline del Prosecco: 51 km a piedi da Vidor a Vittorio Veneto

Il Cammino delle Colline del Prosecco, da Vidor a Vittorio Veneto, è un percorso a piedi in quattro tappe sul crinale UNESCO, fra vigne, ciglioni e trincee.

Il Cammino delle Colline del Prosecco: sentiero sul crinale fra vigneti ripidi e una chiesetta in cima
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Cammino delle Colline del Prosecco va da Vidor a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, in quattro tappe a piedi per un totale di 51 km. Corre sul filo di cresta delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio UNESCO dal 2019, con 2.265 metri di dislivello in salita.

Hogback e ciglioni del Seicento

Le colline che il cammino attraversa sono hogback, una serie di dorsali ai piedi delle Prealpi che forma un sistema unico al mondo: i fianchi sono così ripidi, a schiena d'asino, che le vigne si lavorano e si vendemmiano a mano. Dal crinale si vedono i boschi e i ciglioni, terrazzamenti erbosi costruiti a mano nel Seicento per domare la pendenza.

Queste alture furono anche linea del fronte nella Grande Guerra, e lungo il percorso si vedono resti di trincee, gallerie e postazioni militari; nelle parole del suo ideatore, il cammino ripercorre in modo simbolico la marcia dei soldati italiani che dal Piave arrivarono alla battaglia finale di Vittorio Veneto. Il tracciato tocca 9 dei 12 comuni della zona centrale (core zone) del sito UNESCO.

Carraro, il 2023 e le regole

Il cammino è stato ideato dallo scrittore Giovanni Carraro, guida escursionistica e giornalista, che ne ha mappato il tracciato metro per metro; a segnarlo sul terreno sono stati alpini e volontari. È stato inaugurato ufficialmente l'8 luglio 2023, e nei primi sette mesi l'hanno percorso più di 2.300 escursionisti. Carraro lo vede come una metafora del viaggio e della vita, e nel suo libro «Alla scoperta delle Colline del Prosecco» ci sono due Carte Tabacco del tracciato.

Il cammino è lineare e si fa da ovest a est, per ragioni di sicurezza. È riservato a chi va a piedi: biciclette, mezzi meccanici e animali sono vietati, salvo nei brevi tratti che coincidono con piste ciclabili. Dei 51 km, 11 sono su asfalto. La difficoltà tecnica è mediamente bassa, ma il percorso è escursionistico e ha un'altimetria considerevole, e per aggirare il tratto più impegnativo c'è una Variante Nord facoltativa, che nell'ultima tappa corrisponde alla soluzione 4B. I segni sono cartelli e vernice gialla e rossa.

Vidor, colle del Castello, Col San Martino

La prima tappa, di 11,7 km e 567 metri di dislivello, parte dal municipio di Vidor e sale lungo la Via Crucis fino al colle del Castello, sede dell'Ossario militare, con un piccolo tempio e un monumento ai caduti della Grande Guerra. Il Sentiero dei cipressi porta al Santuario della Madonna delle Grazie di Col Castellon; poi, passati il Col Carpenon e il Mont de la Polenta, si arriva alla Costa Grande, un punto panoramico, e al Col Moliana, dove restano trincee del fronte. Ci si ferma a Col San Martino, frazione di Farra di Soligo, in mezzo alle vigne.

Sentiero delle Vedette e Collagù

La seconda tappa misura 15,4 km, con 655 metri di dislivello. Da Col San Martino si sale sul Sentiero delle Vedette, lungo i crinali, e si incontra la chiesa di San Vigilio, simbolo di Col San Martino; poi si cammina fra i boschi del Monte Moncader e del Monte Pertegar, fra resti di postazioni belliche, passando per il Roccolo, la Forcella Xocco e il Pian Serafin.

Si arriva al Collagù, un piccolo borgo il cui santuario conserva i resti di Sant'Emilio Martire e di Santa Florida: è uno dei punti panoramici del percorso, e qui il paesaggio porta il segno della viticoltura eroica, quella delle vigne ripide lavorate a mano. Si scende per il Bosco Impero fino al torrente Soligo, lo si costeggia, si passa il torrente Campea su un ponte di legno e, fra i vigneti di Talponade, si arriva a Premaor, frazione di Miane, e per una strada sterrata ai Tre Ponti di Follina. L'arrivo è a Follina, borgo medievale con l'abbazia cistercense di Santa Maria.

Arfanta, Zuel e la strada per Tarzo

La terza tappa, di 14,3 km e 460 metri di dislivello, parte da Follina verso la Marcita, una sua frazione, e segue la ciclopedonale, che lascia a nord il Sacrario austroungarico, fino alla Madonna delle Grazie. Poi sale per il Caldarment a Santa Eurosia, un piccolo colle con una chiesetta panoramica, e prosegue per la chiesa di Santa Lucia e per i borghi di Zuel di Qua e Zuel di Là fino ad Arfanta, con le sue case in pietra.

Ad Arfanta la chiesa di San Bartolomeo apostolo conserva una pala di Francesco da Milano, e poco oltre si vede Casa Marinotti, che porta il nome di chi fondò Torviscosa e ideò la seta artificiale. Per il borgo Reseretta e le Rive di San Pietro, con la loro chiesa campestre, si arriva a Tarzo.

Monte Baldo o Via dell'Acqua fino a Serravalle

L'ultima tappa ha due soluzioni. La 4A, di 9,6 km e 583 metri di dislivello, è per camminatori esperti: da Tarzo, dove c'è il Giardino museo bonsai della serenità, mille metri quadrati di piante, sale al Monte Baldo, che con i suoi 597 metri è il punto più alto del cammino, con la vista sul Fadalto, sul Lago di Revine, sul Visentin, sul Monte Pizzoc e sulla pianura trevigiana. In discesa si passano i ruderi del castello di Montesel, del Trecento, e un terrazzo panoramico con quanto resta della chiesa di Sant'Antonio Abate, poi l'antica cinta muraria e piazza Flaminio, a Serravalle, il nucleo più antico di Vittorio Veneto.

La 4B, di 9,1 km e 312 metri di dislivello, è più facile: passa per la Via dei Murales, fra Fratta e Colmaggiore, dove i muri delle frazioni raccontano storie del territorio, poi per Nogarolo e per la Via dell'Acqua, fra le Selve e i due borghi di Con Alti e Con Bassi, fino a Serravalle. Qui le due soluzioni si ritrovano, e via Martiri della Libertà, via Cavour e viale della Vittoria portano al Municipio di Vittorio Veneto, dove si mette l'ultimo timbro.

Info utili

Dove si trova
Vidor, Farra di Soligo, Miane, Follina, Cison di Valmarino, Tarzo, Vittorio Veneto (TV)

Fa parte di: Cammini, sentieri e ciclovie del Veneto