Itinerari · 4 min di lettura

La Grande Rogazione di Asiago: la processione di 33 chilometri attraverso l'Altopiano

La Grande Rogazione di Asiago, il giro del mondo: processione del sabato prima dell'Ascensione, nata per i raccolti e diventata ringraziamento dopo la peste.

La Grande Rogazione di Asiago: la processione col gonfalone rosso attraversa i prati dell'Altopiano verso una chiesetta
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

La Grande Rogazione è una processione che si tiene il sabato prima dell'Ascensione: parte dal Duomo di San Matteo di Asiago, in provincia di Vicenza, e cammina per 33 chilometri sull'Altopiano dei Sette Comuni. La gente del posto la chiama il giro del mondo.

Un anello sui confini della parrocchia

Nella lingua cimbra il suo nome è «Dar Grooze Gankh umme z velt». È un anello che passa per sentieri, strade sterrate e pascoli e segue i confini del territorio parrocchiale; fuori dalla festa si può percorrere tutto l'anno. Le rogazioni dell'Altopiano sono tre processioni nei giorni che precedono l'Ascensione, tutte con partenza e arrivo al Duomo, e la Grande Rogazione del sabato è il percorso principale. Anche gli anziani che non riescono più a camminare raggiungono le soste, accompagnati dalle famiglie per non mancare alla festa più importante del paese.

I raccolti e la peste

Le rogazioni vengono da lontano: già nel Medioevo si facevano processioni di primavera per chiedere la protezione divina sui campi, e quelle cristiane univano la benedizione dei raccolti alla preghiera contro la fame, le malattie e la guerra. Secondo Sergio Bonato, che guidò per più di quarant'anni l'Istituto di Cultura Cimbra di Roana, il tracciato segue l'intero confine del Comune, segno del legame della comunità con la sua terra, e questa abitudine ha origine germanica e non c'è nelle rogazioni cristiane. Negli anni Trenta del Seicento la grande peste colpì l'Altopiano, e da allora la processione è anche il ringraziamento di chi scampò al contagio.

Dal Duomo al Lazzaretto

Si parte di primo mattino, con le campane del Duomo che suonano a distesa. In testa al corteo va lo stendardo rosso con la croce bianca, e dietro cammina un sacerdote che benedice; tre cori, sparsi lungo la colonna, cantano le litanie dei santi e si rispondono da una parte all'altra delle valli. Si lascia la strada per Gallio e si entra nei prati, dove il passaggio di tanta gente lascia una striscia larga tre o quattro metri, che si considera una benedizione per i pascoli.

Dopo la prima parte del cammino si arriva al Lazzaretto, una grande radura con una chiesetta in fondo, dove durante la peste si portavano i malati negli ultimi giorni di vita e dove venivano sepolti. Qui si celebra la messa, e nessuno tocca cibo prima che finisca. Chi partecipa ogni anno ha il suo posto fisso sul prato, dove stende la coperta e divide con i vicini un primo spuntino.

Poi le ragazze regalano le uova sode colorate con erbe e fiori di campo ai ragazzi che il 25 aprile, giorno di San Marco, avevano regalato loro il cuco, il fischietto di terracotta.

Monte Katz e ritorno ad Asiago

Dal Lazzaretto la processione attraversa i boschi e i prati del Kaberlaba e arriva a Camporovere per il pranzo al sacco. Poi viene la salita del Monte Katz, il tratto più duro: i cori salgono cantando senza perdere il fiato, e in cima si offre a tutti un caffè con un goccio di grappa.

Si scende per la contrada Rigoni di Sotto, e i cori si fermano a cantare davanti alle case di Ermanno Olmi e di Mario Rigoni Stern. Nell'ultima sosta, nel bosco vicino a Gallio, i ragazzi ricambiano le uova con rametti di pino intrecciati ai fiori raccolti per strada, e molti si mettono in testa corone di fiori e di rami di abete o di larice. Il parroco sale a cavallo e guida il corteo fino ad Asiago, sotto un arco di rami e di fiori. Al tramonto la processione rientra nel Duomo, i tre cori salgono sull'altare fra la commozione di famiglie intere, e la giornata si chiude con la messa solenne.

Litanie, canti cimbri e uova colorate

Per tutto il cammino le litanie in latino si sovrappongono a melodie antiche tramandate da secoli, e si intonano anche il canto pasquale in cimbro e altri canti del posto. Un tempo la Rogazione era anche una delle poche occasioni in cui ragazzi e ragazze potevano conoscersi, e lo scambio delle uova era una cosa seria; per molti è diventato un gioco, soprattutto per i bambini.

Info utili

Dove si trova
Asiago (VI)