Le leggende di Venezia si seguono a piedi, lungo itinerari che attraversano più sestieri. Quello di base parte da Rialto, entra nel sestiere di Cannaregio, arriva alle Fondamenta Nove davanti all'isola di San Michele e finisce nella zona del ghetto. Altri percorsi toccano il Ponte del diavolo e la Calle della Morte.
Il percorso di base in Cannaregio
Il giro comincia a Rialto e si inoltra in Cannaregio, un sestiere in cui ciascuna calle, fondamenta o campiello ha il suo racconto: mercanti maledetti per la loro avidità, pittori scaltri, nobili dagli interessi misteriosi, spiriti senza pace che gemono dentro un palazzo maledetto. I percorsi si snodano in vari sestieri, fra il Canal Grande, piazza San Marco e la chiesa di San Geremia, e passano per angoli che sembrano anonimi e che pochi notano, ma che legano il loro nome alle vicende più clamorose della storia della Serenissima.
Misericordia, Palazzo Lezze e i simboli
Vicino alla chiesa della Misericordia abitava Martino Lovat, che perse il lume della ragione e provò più volte a crocifiggersi da solo, facendo della calle il palcoscenico della sua esibizione. Nei racconti entrano anche l'esoterismo, l'alchimia e la massoneria, presente a Venezia fin dal '500: palazzi e calli sono pieni di simboli che vi rimandano, e Palazzo Lezze ne è un esempio. Nemmeno l'ordine dei Gesuiti ne restò fuori, e si confrontava spesso cogli intellettuali e coi rabbini degli ebrei della zona.
Casino degli Spiriti: due storie in una
Il percorso di base arriva alle Fondamenta Nove, e da lì si scorge il Casino degli Spiriti, palazzo di cui si raccontano morti violente e apparizioni; più in lontananza c'è l'isola cimitero di San Michele, coi suoi fantasmi e colle storie di cadaveri che anni dopo riaffiorano dalla laguna.
Dell'edificio, però, c'è anche un'altra storia, e non è di fantasmi. Il Casino degli Spiriti fa parte del complesso di Palazzo Contarini dal Zaffo, nella zona vicina alla Madonna dell'Orto. Il palazzo fu costruito nel 1530-40 per il cardinale e diplomatico Gasparo Contarini e ha un prospetto ampio e asimmetrico, coi due portali e le forme tipiche del '500; nel mezzanino c'è una stanza affrescata da Giandomenico Tiepolo coll'Apoteosi di Giorgio Contarini, duca di Jaffa, che è il nome da cui viene lo «Zaffo» del palazzo.
Di come fosse il giardino che dà sulla laguna resta la testimonianza di un disegno settecentesco, di mano di Francesco Guardi. Il Casino sorge isolato in quel vasto giardino, fra la sacca della Misericordia e la laguna. Costruito nel '500, l'edificio accoglieva convegni e riunioni di letterati, studiosi e artisti, e fra gli intellettuali dell'epoca rinascimentale che lo frequentavano c'era Pietro Aretino.
Rialto, Marco Polo e il cuore rosso
Un altro percorso parte dal Ponte di Rialto, dove due bassorilievi sono legati alla storia della costruzione del ponte: si racconta che chi lo passava di notte potesse scorgere lo spirito di un neonato che cercava pace. Si passa poi per il Campiello del Remer, un angolo della Venezia nascosta affacciato sul Canal Grande, dove nell'acqua vicina apparirebbe un uomo che stringe fra le mani la testa della moglie.
Si prosegue verso le case che furono di Marco Polo. Secondo la leggenda, il mercante avrebbe preso in moglie una figlia di Qubilai Khan, l'imperatore cinese, e la donna lo avrebbe seguito fino a Venezia, dove nessuno la accolse mai con favore; si tolse la vita quando Marco finì prigioniero a Genova. Era una cantante, e si dice che di tanto in tanto si oda un canto dolce e debole e si intraveda una figura con un lume fioco, in cerca della strada per tornare nella sua patria.
In campo Santi Giovanni e Paolo c'è il monumento al Colleoni progettato dal Verrocchio, collo strano stemma del mercenario bergamasco; e fra le decorazioni marmoree della Scuola Grande di San Marco si nota un'incisione antica che raffigura un giovane col cuore in mano. Si dà un'occhiata a Corte Bressana, dove si racconta la storia del campanaro di San Marco, si continua per calli e campi dove si incontrano spesso draghi e mascaroni — sculture di volti dall'espressione grottesca —, e si arriva al sotoportego dei Preti, dove un cuore rosso è il testimone di una storia d'amore.
Ponte del diavolo e Calle della Morte
Un terzo giro muove dai dintorni di San Marco e arriva fino al mercato di Rialto: tocca la parrocchia di San Giovanni in Bragora, attraversa la Calle e il Ponte del diavolo ed entra in Campo Santi Giovanni e Paolo, e lungo la strada si raccontano anche i segreti di Vivaldi.
L'itinerario partito dal Ponte di Rialto tocca invece campo della Bragora, dove una calle porta un nome che inquieta: Calle della Morte, e il motivo è che lì si eseguivano le condanne decise per via non ufficiale dal Consiglio dei X, una magistratura temuta. Da lì l'itinerario finisce in Riva degli Schiavoni, a due passi da piazza San Marco.
