La Strada dei Vini dei Colli Berici è un itinerario fra vigne e campi lungo il confine fra la pianura e le colline a sud di Vicenza. I suoi due capisaldi sono Lonigo e Barbarano, le Città del Vino che fanno da porta di ponente e di levante dei Berici.
I Colli Berici e il tracciato
I Colli Berici stanno fra le province di Vicenza, Verona e Padova, e difficilmente superano i 400 metri: la pietra calcarea li fa chiari e, con l'erosione e il carsismo, crea grotte e rupi. Il loro microclima ha favorito la vite fin dal XIII secolo, e la Repubblica di Venezia le diede un impulso ancora maggiore: accanto ai vitigni del luogo, la Garganega e il Tai Rosso, arrivarono quelli internazionali, e nel 1973 venne la Doc Colli Berici. La strada gira i colli fra ville e borghi storici.
L'itinerario proposto dalla promozione turistica del Veneto parte dall'uscita di Montebello dell'autostrada A4, scende a Lonigo, gira per la Val Liona e risale per Montecchio fino a Vicenza: in tutto 71,1 chilometri, con il punto più alto a 188 metri. Si fa in auto, ma i sentieri di campagna si possono percorrere anche a piedi, a cavallo o in bicicletta.
Le ville dei Pisani intorno a Lonigo
Lonigo, sul fronte occidentale dei Colli al confine con Verona, fu prima un caposaldo degli Scaligeri e poi il centro dei possedimenti della famiglia veneziana dei Pisani. A Bagnolo, sul fiume Guà, c'è Villa Pisani Bonetti, progettata da Andrea Palladio dal 1541 e costruita fra il 1544 e il 1545, una delle sue opere giovanili, nella lista del Patrimonio Unesco con le altre ville palladiane. In cima a una collina sopra Lonigo sta la Rocca Pisana, costruita nel 1576 per Vettor Pisani su progetto di Vincenzo Scamozzi sui resti di una rocca distrutta ai tempi di Ezzelino da Romano: è un edificio quadrato, con una cupola aperta in cima per dare luce alla sala centrale. A Bagnolo, nel '700, la grande cucina della villa fu portata al piano nobile, dove nelle ville di questo tipo non c'è mai, perché le acque del Guà allagavano il piano terra.
Venendo da Montebello si incontrano Villa Da Porto detta la Favorita, su un colle isolato a Monticello di Fara, il Castello Boroni, Villa Manzoni e Villa San Fermo dei principi Giovanelli, con le tele di Mosè Bianchi e l'antica abbazia benedettina dei Santi Fermo e Rustico.
Il centro di Lonigo
Lasciata l'auto, nel centro di Lonigo si vedono la Torre delle Carceri, il Torrione, unica parte rimasta del castello medievale, e la Chiesa Vecchia. Poco fuori dal centro c'è il santuario della Madonna dei Miracoli, cominciato nel 1486 dove sarebbe avvenuta un'apparizione della Vergine: il suo museo raccoglie 353 ex voto, quasi tutti tavolette dipinte. Dal 1496, per un episodio legato allo stesso santuario, il 25 marzo si tiene la fiera dei cavalli. Sulla piazza centrale si affaccia il cinquecentesco Palazzo Pisani, sede del Comune.
Nell'Ottocento, con i principi Giovanelli a Villa San Fermo, Lonigo ebbe teatri e un ippodromo; il Teatro Comunale, progettato da Giovanni Carraro, fu inaugurato il 23 ottobre 1892 col «Ballo in maschera» di Verdi ed è l'unico teatro storico dell'Ottocento della provincia. Intorno alla città ci sono vigneti di pregio; fra i prodotti del luogo ci sono il riso di Bagnolo, i piselli di Monticello e il mandorlato.
La Val Liona e la Riviera Berica
Da Lonigo la strada passa a Orgiano per Villa Fracanzan Piovene, una villa settecentesca dell'architetto Muttoni con il giardino, il brolo cintato da mura e il museo della vita quotidiana e del lavoro in villa. Poi entra nella Val Liona, fra borghi, campi e vecchi mulini: a Villa del Ferro c'è la villa Lazzarini con i quattro comignoli a piramide sul tetto, e a Grancona, nel comune di Val Liona, il Museo della Civiltà Contadina, con migliaia di attrezzi e decine di trattori del Novecento. Sossano è il paese del prosciutto Berico-Euganeo, e a Noventa Vicentina, all'estremo sud della provincia, ci sono la villa Barbarigo sulla piazza porticata e, poco più avanti, villa Pojana del Palladio.
Sul versante orientale si arriva a Barbarano, nel comune di Barbarano Mossano, l'altra Città del Vino, col Palazzo dei Vicari, la parrocchiale con le tele del Maganza e di Palma il Giovane e la villa Godi Marinoni detta il Castello, sui resti del maniero dei vescovi di Vicenza. È il cuore della zona del rosso di Barbarano, il vino più caratteristico dei Berici, che il disciplinare della Doc distingue con la menzione geografica Barbarano.
Lungo la strada pedecollinare, Nanto, nel comune di Castegnero Nanto, ha dato il nome alla pietra dei Berici, amata dal Palladio, e produce olio d'oliva; a Lumignano, sotto un anfiteatro di rupi con palestre di roccia, crescono piselli precocissimi che arrivavano sulla tavola dei Dogi per la festa di San Marco, il 25 aprile. A Costozza la villa Da Schio ha i giardini a gradoni e una grotta naturale usata da sempre come cantina.
Montecchio e l'arrivo a Vicenza
Verso nord l'itinerario passa per Montecchio Maggiore e i suoi due castelli del Trecento, detti di Giulietta e Romeo perché qui Luigi da Porto scrisse la novella che Shakespeare riprese. Lungo la strada ci sono la villa Trissino di Meledo, che i fratelli Trissino commissionarono al Palladio, e la villa Cordellina Lombardi, con il grande ciclo di affreschi di Giambattista Tiepolo. Qui i vini dei Colli Berici toccano quelli di Gambellara e dei Lessini. A Creazzo si mangia il broccolo fiolaro, all'inizio dell'inverno, e la strada finisce a Vicenza, fra la Basilica, il Teatro e la Rotonda: l'ultima sosta è il piazzale del santuario di Monte Berico, che guarda tutta la città.
