Il Brent de l'Art è un canyon che il torrente Ardo ha aperto nella roccia vicino a Sant'Antonio di Tortal, frazione di Trichiana, nel comune di Borgo Valbelluna, in provincia di Belluno. Le sue pareti sono a strati rossi, bianchi e grigio-verdi, e sul fondo scorre un'acqua color smeraldo.
Brentana, Ardo e la strada del San Boldo
Il nome viene dal dialetto della Valbelluna: un brent è un corso d'acqua che corre sul fondo di una valle stretta e profonda, e la parola viene da brentana, la piena che gonfia torrenti e fiumi quando piove forte; «Art» è il diminutivo di Ardo, il torrente che ha scavato la gola. Questo Ardo è un affluente del Piave, e non va scambiato con l'altro torrente Ardo che nasce sotto la Schiara, a Belluno.
Sant'Antonio di Tortal sta a 550 metri, nella sinistra Piave bellunese, al confine con la provincia di Treviso. Da Trichiana lo si raggiunge in circa 5 chilometri, tenendo i cartelli del Passo di San Boldo, sulla strada dei 100 giorni; chi arriva dall'alta trevigiana vi scende invece dal San Boldo. Trichiana dal 2019 fa parte di Borgo Valbelluna, il Comune nato dall'unione di Mel, Lentiai e Trichiana.
Scaglia rossa e gusci marini
Il Brent de l'Art è uno dei luoghi della zona che interessano di più i geologi. L'Ardo ha inciso la Scaglia rossa e il flysch. La Scaglia rossa è una roccia sedimentaria marina del Cretaceo superiore, fatta di fanghi carbonatici e di gusci fossili di foraminiferi, piccoli invertebrati marini; il rosso mattone viene dagli ossidi di ferro, gli strati più biancastri da una decolorazione successiva, e in mezzo corrono strati di argille rosse e grigio-verdi.
A scavare sono i detriti portati dall'acqua: sassi e piante travolti dalla piena entrano nella gola, fanno mulinelli, sbattono contro le pareti e le modellano, e nelle anse più strette si trovano sassi ruvidi quasi sferici, che hanno girato in tondo contro la roccia.
Glaciazione wurmiana e forre
Le gole scavate dall'Ardo sono più d'una, e in zona si chiamano brent. Gli studiosi ne fanno partire lo scavo con il ritiro della glaciazione wurmiana, fra 8 e 10 mila anni prima di Cristo, quando le acque piovane cariche di polveri e granelli abrasivi presero a erodere la roccia; lo scavo prosegue, molto più debole. Sono forre di dimensioni ridotte, ma la forma, gli strati calcarei e i colori le mettono fra i monumenti ecologici delle Prealpi Bellunesi. Nella gola stretta il rumore dell'acqua si amplifica, il sole fatica ad arrivare sul fondo, a circa 400 metri di quota, e la temperatura resta di diversi gradi più bassa che sul pianoro del paese.
Il ponte Brent e l'anello
Il sentiero parte da Sant'Antonio, seguendo i cartelli «Brent de l'Art»: la strada, prima asfaltata e poi sterrata, passa fra le case e supera la collina, fino alla piazzola in località Calcherola; al bivio si scende a sinistra. Due tornanti più in basso il sentiero cementato si trasforma in una scalinata a gradoni, che porta al ponte Brent, davanti all'imboccatura del Brent Grande, una di queste gole.
Il vecchio ponte resistette fino all'alluvione del 1966, che lo distrusse, e fu poi ricostruito. Era molto usato, perché vicino c'erano diverse calchere, le fornaci per la calce, e collegava la parte alta di Mel e di Trichiana, allora due comuni; di notte vi facevano passare anche i defunti, per non pagare il dazio fra un comune e l'altro.
Negli ultimi tratti prima del ponte il fondo si fa ripido e scivoloso. Oltre il ponte, una passerella di legno e un guado portano all'anello di 4 chilometri che torna in paese.
Ghiaccio d'inverno e torrentismo
D'inverno sulle pareti pendono candelotti di ghiaccio e colate bianche, e le rocce diventano scivolose. Quando gennaio e febbraio sono molto freddi l'Ardo gela abbastanza da permettere, con le guide alpine, di spingersi fino alle anse più lontane dal ponte, e negli anni più rigidi di attraversare il Brent Grande fino alla marmitta d'uscita, la cavità tonda che l'acqua scava nella roccia coi suoi vortici; d'estate, sempre con le guide, lo si percorre a nuoto con la muta. Solo con loro si scende nel torrente e si pratica il torrentismo, e al canyon si è ispirata anche una gara, «Corri tra i brent de l'Art».
