Natura & Wildlife · 4 min di lettura

Il Vajo delle Cavazze a Cerro Veronese: la fada Lila Lela e i sentieri nei castagneti

Il Vajo delle Cavazze a Cerro Veronese, in Lessinia, è una forra con torrente, sorgenti e cascate: la leggenda la dice abitata dalle fade, come Lila Lela.

Il Vajo delle Cavazze a Cerro Veronese: il torrente che scende fra rocce muschiose nella forra del bosco
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Vajo delle Cavazze è una lunga forra a Cerro Veronese, in provincia di Verona, nella Lessinia, con un torrente limpido, sorgenti e cascate. Secondo la leggenda era abitato dalle fade, e una di loro, Lila Lela, sparì per un tocco sulla spalla.

Cerro Veronese, l'antica Alferia

Cerro Veronese è un comune della Lessinia centrale, a circa 730 metri, con ampi pascoli alternati a rilievi collinari di antica origine: un paesaggio di mezza montagna, vicino alla pianura veronese e con un clima piacevole, adatto a camminare. Era uno dei 13 comuni cimbri, con il nome di Alferia, e il nome che porta gli viene da un albero: il cerro-sughero secolare accanto alla chiesa parrocchiale, la quercia storica di piazza della Chiesa. I reperti trovati a Dosso Bertin, nel Vajo Squaranto, a Nasa, nel Vajo della Busa e al Coale del Mondo mostrano che il primo abitato di Cerro risale al Paleolitico superiore, fra il 40.000 e il 10.000 a.C.

Da una collina che domina il paese, con la Cappella del Redentore, che a Cerro chiamano Monte della Croce, lo sguardo gira tutt'intorno, sulla Lessinia e sulla pianura Padana, e nella contrada Carcerieri sta la Giassàra di Cerro, ricordo di un lavoro tipico dei montanari nel secolo scorso.

I castagneti e le miniere di lignite

L'itinerario della fada Lila Lela, del Consorzio Pro Loco Lessinia, è un anello di 14 km di difficoltà media, con 484 metri di dislivello in salita e 479 in discesa, su un sentiero ben battuto. Parte dalla contrada Carcerieri, vicino alla cappella della Santa Vergine Maria, datata 1865. Uscendo dal paese il sentiero entra subito in fitti castagneti e scende fino a quelle che furono le miniere di lignite e litantrace. Erano combustibili poveri, ma dalla fine del '700 fino alla Seconda guerra mondiale sono stati una risorsa per l'economia del posto. Poi il sentiero risale e riattraversa il paese e alcune contrade, come la contrada Giusi e Foldruna, fino a piazza Vinco, e passa accanto al cerro-sughero della chiesa parrocchiale.

Il Vajo delle Cavazze

Dall'albero isolato si passa in pochi passi al bosco, e si arriva al Vajo delle Cavazze, che il sentiero n. 1 di Cerro segue prima di salire alla contrada Corrubio; una strada sterrata che viene dal vajo raggiunge i dintorni del Coale del Mondo. È il bosco della leggenda: chi ci cammina, si racconta, deve stare attento a non farsi trascinare dalle magie degli esseri che lo abitano, fra cui la fada Lila Lela.

Il Coale del Mondo

Più avanti, nel bosco, c'è il Coale del Mondo, un'antica grotta carsica nel vajo della Carcarèta, chiamato così per una calcara. Ci si arriva dalla croce del 1915 della contrada Montarina, scendendo verso la contrada Busa, il cui nome viene dal dialetto e vuol dire buca. Il nome giusto della grotta sarebbe Coale di Edmondo, dal suo proprietario. È una delle grotte carsiche più curiose della zona, e scendendo nel bosco verso sud il paesaggio si fa sempre più selvaggio: il verde intenso del fondovalle si riflette nell'aria e dà scorci che sembrano tropicali. Per chi cammina è come un viaggio verso l'interno della Terra.

Il territorio di Cerro, come la Lessinia, fu densamente popolato nella preistoria, soprattutto fra la fine del Neolitico e l'inizio dell'età del Bronzo, e la gente viveva in accampamenti all'aperto, sotto i ripari di roccia e nelle grotte, che più spesso facevano da casa. Nel Coale del Mondo sono stati trovati manufatti di pietra del Paleolitico superiore, del Neolitico e dell'Eneolitico: punte di freccia, lame e raschiatoi. La grotta sta anche sul sentiero n. 8 di Cerro, quello che tocca le sorgenti. Prima di tornare in paese, l'itinerario della fada attraversa altre piccole contrade, come quella di Busa, con le sue costruzioni tipiche.

La leggenda della fada Lila Lela

Secondo la leggenda, nelle Cavazze vivevano fade misteriose. Una di loro, Lila Lela, era colpita da una maledizione: sarebbe scomparsa se qualcuno l'avesse toccata sulla spalla. Se ne innamorò un ragazzo, che la volle in moglie. Lei accettò, ma prima gli fece promettere che non l'avrebbe mai toccata sulla spalla. Qualche anno dopo l'uomo, contento per un buon affare concluso in paese, la toccò per sbaglio proprio sulla spalla, e lei sparì in un lampo, come diceva la profezia. Lui la cercò a lungo, disperato, senza sapere che Lila Lela stava per ricomparire, mutata in una rana.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Verona Porta Vescovo, a 19,1 km di strada (24 minuti in auto).

In auto, dall'autostrada si esce al casello di Verona Est: poi 24,4 km, 26 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Cavazze.

Info utili

Dove si trova
Cerro Veronese (VR)
Coordinate
45,56981 N, 11,01957 E (Cavazze) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Fiumi e cascate del Veneto · Cammini, sentieri e ciclovie del Veneto