La Grotta Azzurra sta nei boschi della Valbelluna, poco lontano dal Castello di Zumelle, a Mel, in comune di Borgo Valbelluna, in provincia di Belluno. È un arco scavato nella roccia: dentro una piccola cascata si getta in vasche naturali d'acqua limpida, e da lì prosegue il torrente Rui.
Arco di roccia sul torrente Rui
La grotta si apre in un'ansa del torrente, dentro una cornice di roccia. Le rocce stratificate che la circondano hanno sfumature dal grigio al bianco, mentre l'acqua che entra dalla piccola cascata è limpida, col colore azzurro che dà il nome al posto. Il colore cambia con la stagione e con l'inclinazione del sole sull'acqua. La grotta sta in fondo a una gola stretta, una forra che l'acqua del Rui ha scavato col tempo: la piccola cascata entra in una cavità, e l'acqua ne ritorna fuori passando sotto un modesto arco di pietra, dove si allarga in un laghetto turchese. Poco prima, lungo il torrente, si incontra già una vasca azzurra in cui cadono due cascatelle.
Il luogo è fra il Castello di Zumelle e l'abitato di Villa di Villa, frazione di Mel. L'effetto ricorda, in piccolo, la più celebre grotta omonima di Capri, coi colori che passano dal blu all'azzurro; come il Brent de l'Art, è una forra che l'acqua ha scavato in secoli di erosione, con cascate e vasche che sembrano piscine e non lo sono. Lungo il percorso il torrente scorre fra pareti di roccia altissime, e dietro la grotta ci sono una piccola cascata e una cavità da cui il Rui esce di nuovo all'aperto. È un ecosistema delicato, dove vivono specie autoctone, e chi l'ha visitato racconta di avervi visto una salamandra.
Il post del 2017 e il sentiero del 2018
Per molto tempo la grotta era rimasta nascosta e quasi sconosciuta: la gente del posto l'aveva tenuta lontana dagli occhi dei curiosi. Nell'estate del 2017 un post diventato virale su Facebook la fece conoscere a tutti, e turisti e curiosi la presero d'assalto, al punto che in alcuni giorni andò in tilt la viabilità della zona. Allora per arrivarci bisognava passare la sbarra di una proprietà privata vicino al ponte sul Rui e camminare nel torrente da un sasso all'altro, passando da una sponda all'altra; il proprietario mise dei paletti contro il parcheggio selvaggio, e si parlò di un accordo fra gli enti locali e i proprietari dei terreni. Nel 2018 fu creato un sentiero con la segnaletica e i cartelli sull'abbigliamento e sulle regole, con un accesso apposta un paio di tornanti più a valle, che evita la proprietà privata.
Sentiero 2311 dal Castello di Zumelle
Si parte dal parcheggio del Castello di Zumelle. Il sentiero n° 2311, ben segnalato, scende ripido fra installazioni artistiche e poi segue il greto del Rui, con un dislivello di 130 metri. Nei dintorni ci sono la chiesetta di San Donato, di origine longobarda, e un antico mulino per macinare il grano. Servono scarpe con la suola antiscivolo, e d'inverno, fino a primavera inoltrata, anche i ramponi per neve e ghiaccio; il percorso non va bene per carrozzine, passeggini e biciclette.
Frana del 15 marzo 2024 e riapertura
Il posto è molto fragile. Prima della frana i soli che potevano tuffarsi nella grotta erano gli appassionati di canyoning, con la muta. Dal 15 marzo 2024 il Comune di Borgo Valbelluna vietò l'accesso alla grotta, al sentiero e al torrente Rui: era caduto materiale da sopra la volta, e non era la prima volta che il sito veniva chiuso. Con l'aiuto del Soccorso alpino il Comune studiò i distacchi: come tutti gli ambienti di torrente, anche questo cambia, soprattutto dopo l'inverno, e va controllato.
L'assessore Simone Deola annunciò che il sentiero si sarebbe riaperto dopo aver messo una barriera e nuovi cartelli vicino alla grotta, per tenere le persone lontane dalle zone dove possono cadere sassi; per il canyoning, invece, un'ordinanza definitiva lo avrebbe vietato su quel tratto del Rui, dove il pericolo è molto elevato. Poi il Comune riaprì la Grotta Azzurra ai visitatori, chiedendo di rispettare la segnaletica, soprattutto davanti alla grotta, senza riaprirla al canyoning.
Divieti e consigli per la visita
Nella grotta è vietato fare il bagno, raccogliere fiori e accendere fuochi; i cani si tengono al guinzaglio, i minori devono essere accompagnati, non si esce dal sentiero, non si fa chiasso e non si disturba la fauna, e i rifiuti si portano via. Il sentiero non si percorre di notte, né durante o subito dopo la pioggia, quando il torrente può allagarsi; le pietre sono scivolose, e le ciabatte non vanno bene. Col maltempo il percorso non è accessibile.
