Natura & Wildlife · 5 min di lettura

Laghetto di Camazzole: la cava del Brenta diventata Caraibi del Veneto

A Carmignano di Brenta la vecchia cava di ghiaia Busa de Giaretta è diventata un lago azzurro, detto Caraibi del Veneto, con una risorgiva a pochi metri.

Il laghetto di Camazzole, i Caraibi del Veneto: acqua azzurra fra la ghiaia bianca del Brenta, con un pontile
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il laghetto di Camazzole è uno specchio d'acqua azzurra a Carmignano di Brenta, nell'Alta Padovana, formato in una vecchia cava da cui si estraeva la ghiaia del Brenta. La gente del posto lo chiama Busa de Giaretta; per la limpidezza della sua acqua è stato soprannominato Caraibi del Veneto.

Una busa nata dalla ghiaia

Il Bacino Giaretta, o lago di Camazzole, si stende in destra orografica del Brenta, lungo via Maglio, a una ventina di chilometri da Vicenza. Occupa per la maggior parte il territorio di Carmignano di Brenta e in parte quelli di Fontaniva e Cittadella, e l'argine interno è diviso fra i tre comuni. Può essere considerato il maggiore lago della provincia di Padova. Via Maglio comincia dal quartiere Boschi di Fontaniva, costeggia il bacino e prosegue nel territorio di Pozzoleone fino alla località Belvedere e al ponte di Friola; sul lato di Carmignano sorgono la Fattoria Maistrello e una centrale dell'ETRA.

Dalle rive l'orizzonte è occupato dai monti vicentini e dal massiccio del Grappa, e alberi e arbusti ombreggiano le sponde. Carmignano si stende sul limite sud della fascia delle risorgive, la zona alluvionale in destra del Brenta che per secoli ha dato acqua in abbondanza ai prati stabili, poi al riso e al mais.

Gli anni delle cave

Le escavazioni nel letto del fiume hanno segnato tutto il territorio di Carmignano. Fra il 1960 e il 1990 il Brenta ha abbassato il suo letto di almeno 3 metri e lo ha allargato fino a 600 metri in alcuni punti, erodendo le aree golenali. Un altro effetto delle escavazioni fu l'enorme Bacino Giaretta. Nonostante le segnalazioni ripetute della popolazione alle autorità locali e nazionali, non fu costruita alcuna opera di difesa: il fiume fu lasciato libero di prendere il suo nuovo corso.

Fra il 1985 e il 2005 i comuni rivieraschi, Carmignano, Fontaniva e Pozzoleone, ma anche San Giorgio in Bosco e Tezze sul Brenta, si scontrarono con le ditte dei cavatori. Le nuove autostrade, la Valdastico, la terza corsia della Serenissima e il Passante di Mestre, chiedevano enormi quantità di ghiaia e sabbia, e i cavatori proposero ai comuni itticolture profonde 15-20 metri in mezzo ai prati stabili, l'approfondimento delle buche già aperte fino a 25-30 metri, come nel caso del Bacino Giaretta, e in alternativa miglioramenti fondiari di appena 5-6 metri ma più estesi. Dal 2005 i cittadini si sono riuniti in gruppi spontanei per dire la loro sul Brenta e sul bacino, e fra questi è nata l'Associazione «La mia Brenta», che ha lasciato studi ambientali.

Lungo il fiume, fra Piazzola sul Brenta e Camazzole, fino agli anni Settanta le cave di ghiaia avevano devastato il territorio; trasformate in laghetti e bacini, sono state oggetto di importanti lavori di rinaturalizzazione.

Le famiglie che vivevano vicino al fiume raccontano che fino alla fine degli anni Cinquanta il Brenta usciva spesso dagli argini durante le piene e allagava i terreni e il piano terra delle case; con le cave di ghiaia, verso l'inizio degli anni Sessanta, quegli eventi cessarono.

Il ponte ferroviario della linea Vicenza-Treviso e quello stradale che gli correva accanto, in comune di Fontaniva, furono bombardati più volte durante la seconda guerra mondiale. Erano due ponti gemelli, sorti intorno al 1950 a qualche decina di metri l'uno dall'altro. Le escavazioni a valle abbassarono però il letto del fiume fino a scoprire le fondamenta dei piloni, e nella brentana del 1976 il ponte stradale fu abbattuto dalla piena; anche quello ferroviario fu gravemente danneggiato.

Camazzole, la cartiera e la centrale

Il lago prende il nome dalla frazione di Camazzole, che nei secoli della Serenissima era una comunità a sé, come Carmignano, Ospitale e Spessa, e rispondeva al vicariato civile di Camisano. Nel 1877 Girolamo Lanaro, di Lugo Vicentino, comprò gli antichi mulini sulla Roggia Molina e vi installò una cartiera moderna; nel 1889, quando dava lavoro a più di 60 operai, la acquistò una società svizzera con sede a Basilea. Fu il suo direttore, Cataldo Biga, sindaco del paese, a volere nel 1904 la centrale elettrica di Camazzole; negli anni Trenta in cartiera lavoravano 300 operai e 20 impiegati. La storia della roggia e della centrale è raccontata dallo storico Alberto Golin nel libro «L'antica roggia Molina e la centrale idroelettrica di Camazzole (1904-2004)».

La sorgente e le spiagge

Lungo il perimetro del lago si aprono spiagge piccole e medie, coperte di sassi bianchi, di ghiaia o d'erba, da cui si entra direttamente in acqua; accanto al lago c'è una passerella alta 5 metri. Fra le rive vivono pesci, uccelli e libellule, e l'acqua cambia sfumatura secondo la luce, soprattutto di mattina.

A pochi metri dal lago c'è una risorgiva, all'ombra, con acqua limpida e sempre in movimento, profonda circa un metro, un metro e mezzo. Ci si arriva dall'argine alle spalle della passerella, da cui scendono tre sentieri ripidi e scivolosi. Nel lago invece il fondale scende subito e in certi punti l'acqua è fredda.

Il progetto LIFE Brenta 2030

Il lago sta dentro la Zona di Protezione Speciale Grave e zone umide del Brenta, sito della Rete Natura 2000 con il codice SIC/ZPS IT3260018, che segue il fiume da Padova a Bassano del Grappa, in 15 comuni; come soggetto gestore del sito è stato individuato il Consiglio di Bacino Brenta di Cittadella. La diffusione di specie invasive ha compromesso l'equilibrio ecologico del sito, e con il progetto LIFE Brenta 2030, condotto fra il 2019 e il 2023, cofinanziato dall'Unione Europea e sostenuto fra gli altri dal Comune di Carmignano di Brenta e da Etifor, è stato avviato un recupero ambientale.

Le piante del rimboschimento sono state scelte per aumentare la biodiversità e ridurre l'erosione delle sponde. Accanto al rimboschimento sono nate due aree umide nuove, un prato umido e un prato magro; le specie esotiche sono state contenute, i boschi planiziali umidi degradati recuperati e alcuni sentieri sistemati.

Ciclovia del Brenta fino a Camazzole

Da Pontevigodarzere la ciclovia del Brenta risale il fiume e termina al lago di Camazzole, con numerose fontanelle di acqua potabile lungo il percorso; è la pista ciclabile che collega l'Alta Padovana a Padova.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Carmignano di Brenta a 3,7 km: in auto sono 4 minuti.

In auto, dalla Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta si esce al casello di Colceresa - Pianezze - Marostica: poi 11,9 km, 14 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Camazzole.

Info utili

Dove si trova
Carmignano di Brenta (PD)
Coordinate
45,64861 N, 11,69673 E (Camazzole) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Laghi del Veneto