Natura & Wildlife · 6 min di lettura

Laghi di Revine: dal grande lago glaciale ai due bacini separati dal Canale delle Barche

I Laghi di Revine, fra Revine Lago e Tarzo, nacquero dal ghiacciaio del Piave e furono un lago solo fino al XIV secolo: li divide il Canale delle Barche.

I Laghi di Revine divisi da un canale fra canneti, con un ponticello, il paese e le colline intorno
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

I Laghi di Revine, nel Trevigiano, sono due, il lago di Lago e il lago di Santa Maria, divisi fra i comuni di Revine Lago e Tarzo. Nati dal ritiro del ghiacciaio del Piave, furono un unico lago fino al XIV secolo; li separa un istmo tagliato dal Canale delle Barche.

La lingua del ghiacciaio del Piave

I laghi stanno nella Vallata, in Valmareno, fra le Prealpi e le colline trevigiane del Prosecco, a pochi passi da Vittorio Veneto e da Conegliano. Durante l'ultima glaciazione, quella di Würm, all'incirca fra il 90.000 e il 10.000 a.C., dalla Val Lapisina scendeva una diramazione del ghiacciaio del Piave, che si apriva verso sud oltre Vittorio Veneto. Prima di Serravalle se ne staccava una lingua più piccola, che piegava verso ovest e riempiva la Vallata fino a dove sorge Gai. Il ghiacciaio diede alla valle la forma a U e lasciò le colline moreniche e le conche dei due laghi.

La morena di Gai sbarrava l'uscita dell'acqua verso ovest, e anche la via verso sud era chiusa, perché l'incisione di Serravalle non era ancora aperta; più tardi l'acqua scavò a poco a poco la morena di Gai e il livello del lago si abbassò. Forse contribuì anche la frana di Magnadèr, scesa a Revine dalle crode in più volte, pare circa 10.000-12.000 anni fa: la valle ne sarebbe uscita a forma di catino, poi colmato dall'acqua.

A nord-ovest la Vallata è chiusa dalle Prealpi trevigiane e bellunesi, col Pian delle Femene, a 1140 metri, e il Monte Cimone, a 1290; a sud-est i rilievi sono colline sotto i 600 metri, come il Monte Comun, di 490, e il Monte Baldo, di 590. Tutta la dorsale prealpina è carsica: la pioggia entra nel terreno, scorre sottoterra e torna fuori come sorgenti, alcune proprio dove stanno i laghi.

Un solo lago fino al XIV secolo

La divisione cominciò nella prima metà del Quattrocento, quando la parte più occidentale del lago fu prosciugata e bonificata, in un'opera legata allo scavo della Tajada; altri interventi, l'ultimo nel Novecento, prosciugarono anche il bacino rimasto a ovest, e una parte del lago di Lago si staccò formando il lago di Santa Maria.

Fra il lago di Santa Maria e il lago di Lago, che si chiama anche di San Giorgio, resta una stretta striscia di terreno paludoso, nella zona detta lo Stret, a Colmaggiore di Tarzo, larga circa 200 metri. Lo attraversa il Canale delle Barche, un taglio artificiale lungo circa 200 metri; negli anni Venti, scavandolo, si trovò una spada di bronzo, il primo indizio del villaggio preistorico che gli scavi hanno poi riportato alla luce proprio allo Stret.

Dal 1987 gli scavi nella torba hanno restituito un abitato preistorico occupato circa fra il 4000 e il 1500 a.C.; quei ritrovamenti hanno ispirato le palafitte ricostruite al Parco del Livelet, inaugurato il 12 maggio 2007 sulla sponda occidentale del lago di Lago.

Dal marzo 2018 il canale è scavalcato da un ponte, che spezza il giro dei laghi in due anelli più brevi, con vista sulla valle e sui laghi; il ponte unisce le sponde dei due comuni. Nell'acqua si riflettono le case di sassi: quelle di Revine Lago sulla riva nord, quelle di Tarzo sulla riva sud.

Misure e acque dei laghi di Revine

Il lago di Lago è lungo 1200 metri e largo da 300 a 500, con una profondità media di 8 metri; il lago di Santa Maria è lungo 1050 metri, largo da 250 a 500, con una profondità media di 6,5 metri. Le sponde stanno in media a circa 225 metri di quota.

A riempire i laghi sono il Piaveson e numerose sorgenti carsiche, per lo più sotterranee e concentrate sotto il lago di Santa Maria. Il Piaveson è un torrente carsico che scende dalle Prealpi trevigiane e sfocia nel lago di Lago dopo appena 300 metri di corso; la sua portata segue le piogge, tanto che può restare all'asciutto oppure arrivare a 3 metri cubi al secondo, alimentando le piene dei laghi. L'unico emissario è la Tajada, un canale artificiale che regola il deflusso e tiene a bada le esondazioni: i primi scavi di cui resta notizia sono dell'inizio del XV secolo, e un nuovo approfondimento è della fine del XIX. Dopo 1,5 km porta l'acqua nel Soligo.

Il Parco dei Laghi della Vallata

Nel 2011 i comuni di Revine Lago e Tarzo hanno istituito il Parco dei Laghi della Vallata, col sostegno della Provincia di Treviso e della Regione: un parco di interesse locale previsto dall'articolo 27 della legge regionale n. 40 del 1984, con un Piano Ambientale comune ai due comuni. Il progetto ha completato il sentiero intorno ai laghi, lungo quasi otto chilometri: passa fra canneti e saliceti, tocca spiagge e campi, attraversa i centri storici ed è collegato alle strade e ai parcheggi. Ha due anelli ciclopedonali, e un pontile galleggiante unisce il Parco del Livelet alla spiaggia del Lido di Lago.

Il giro si può cominciare dal Livelet, andando verso est lungo il lago di Lago fino all'istmo: lì si attraversa il ponte e si torna dal lato opposto passando per Fratta, oppure si prosegue intorno a tutto il lago di Santa Maria e si rientra sempre da Fratta. Lungo il percorso ci sono anche torrette per guardare i laghi dall'alto e targhe di legno con versi di poeti nazionali e locali. I laghi fanno parte anche della Via dell'acqua, un itinerario che parte da Fregona e arriva a Segusino.

Le sponde di Revine Lago e Tarzo

Sulla sponda settentrionale del lago di Lago c'è la piccola spiaggia del Lido. Sulla sponda meridionale c'è il Va' dee femene, un piccolo parco con area pic-nic, barbecue e giochi per bambini: è nato in uno dei va', gli spazi aperti fra i canneti da cui un tempo le lavandaie arrivavano all'acqua. Dalla spiaggetta di Colmaggiore, a Tarzo, si parte in canoa, e a Santa Maria c'è una spiaggia con area verde.

Nei laghi si pesca; sull'acqua si va anche in windsurf o su una piccola barca a vela, e si fanno immersioni. D'estate il Lago Film Fest proietta in riva al lago film, cortometraggi e documentari di artisti di tutto il mondo; le Pro Loco di Revine, Tarzo e Corbanese organizzano sagre e feste.

Canneti, aironi e tarabuso

L'area dei laghi è un Sito di Importanza Comunitaria, col codice IT3240014, nella rete europea di Natura 2000. Nel canneto domina la canna palustre: è la graminacea più alta d'Italia, cresce fino a 4 metri, rinsalda le rive e ripulisce l'acqua; intorno crescono giunchi, mazzasorda, salicone, ninfee bianche e gialle, e d'estate le ninfee punteggiano l'acqua. Fra le canne nidificano o si fermano la gallinella d'acqua, il cannareccione, aironi, garzette, cormorani e rondini, e vive anche il raro tarabuso, specie protetta d'interesse comunitario; vicino alle rive nuotano lucci, persici reali, tinche e carpe.

Nel bosco umido di ontani neri, pioppi neri e salici bianchi nidificano la nitticora e gli aironi, e trovano rifugio il capriolo, la volpe, la faina e la rana di Lataste. I laghi sono anche un sito riproduttivo molto importante per il rospo comune, che vi depone le uova. È un equilibrio fragile, minacciato dall'agricoltura, dai rifiuti e dagli scarichi.

Come arrivare

La stazione ferroviaria più vicina è Vittorio Veneto, a 6,6 km di strada (8 minuti in auto).

Per chi viaggia in autostrada il casello più vicino è Vittorio Veneto Nord: restano 6,6 km, 8 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Lago di Santa Maria.

Info utili

Dove si trova
Revine Lago, Tarzo (TV)
Coordinate
45,99070 N, 12,23746 E (Lago di Santa Maria) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Laghi del Veneto