Natura & Wildlife · 6 min di lettura

Lago di Alleghe: la frana del monte Piz che creò un lago nelle Dolomiti

Il lago di Alleghe nacque l'11 gennaio 1771, quando una frana del monte Piz sbarrò il Cordevole: 49 morti e interi villaggi sommersi sotto il Civetta.

Il lago di Alleghe sotto le pareti del Civetta, con le case di legno e pietra e il campanile sulla riva
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il lago di Alleghe è nato nella notte dell'11 gennaio 1771, quando una frana del monte Piz sbarrò il torrente Cordevole e fece da diga naturale. Diviso fra i comuni di Alleghe e Rocca Pietore, in provincia di Belluno, ha sommerso interi villaggi e riflette le pareti del Civetta.

La frana dell'11 gennaio 1771

Il Piz è una modesta altura alla destra del Cordevole, una propaggine del monte Forca, di fronte al paese di Alleghe. Secondo le cronache, il monte aveva già dato segni di instabilità con la caduta di sassi, ma niente lasciava immaginare quello che sarebbe successo. Nella notte dell'11 gennaio 1771 se ne staccò una frana che rovesciò nel torrente quasi 30 milioni di metri cubi di materiale: travolse il villaggio di Riete, seppellì Marin e in parte Fusine, e causò la morte di 49 persone. Del Piz è rimasta solo la metà inferiore, su cui si vede la ferita della frana. L'11 gennaio 2021 il lago ha compiuto 250 anni.

È un caso da manuale: le guide di geomorfologia, quando spiegano i laghi di sbarramento, cioè quelli che nascono quando un corso d'acqua viene chiuso, citano proprio il lago di Alleghe come esempio di lago sbarrato da una frana. Altri si formano dietro una colata di lava, una morena, un conoide di detriti o una lingua di ghiaccio.

I villaggi sommersi

I detriti chiusero la valle, e le acque del Cordevole, senza più una via di deflusso, cominciarono a salire. In soli tre giorni il livello crebbe di oltre 30 metri, e il villaggio di Peron, nel fondovalle, fu presto sommerso; nelle settimane seguenti toccò a Soracordevole, Sommariva, Costa e Torre. In 208 dovettero lasciare le case in pieno inverno e cercare un ricovero di fortuna. Alla fine di gennaio il lago era praticamente formato, e ci vollero due mesi perché superasse il macereto della frana e tracimasse.

La notizia arrivò fino alle massime magistrature della Repubblica di Venezia: passati lo smarrimento e l'incredulità dei primi giorni, misero in piedi un piano di soccorso per le famiglie colpite. Venezia mandò anche ingegneri e tecnici, con ispezioni e progetti, ma la frana era troppo vasta per scavare un canale che abbassasse il livello e restituisse almeno qualche campo e qualche villaggio: un progetto di massima calcolava che sarebbero serviti duemila uomini per quattro mesi, uno sforzo troppo grande per i mezzi dell'epoca, e fu subito abbandonato.

Seconda frana e la chiesa nuova

Quando la situazione sembrava ormai calmarsi, il primo maggio dello stesso anno si staccò dalla montagna un residuo di «terra e sassi», come dicono le testimonianze: un'altra frana, più piccola della prima, probabilmente provocata dalle piogge torrenziali di quella primavera, precipitò nel lago. L'onda sollevata dal crollo corse su per la valle dello Zunaia e si rovesciò sulla costa di Alleghe: andarono distrutte la canonica, una parte della chiesa e le poche case scampate al lago. Morirono tre persone, un fabbricator di barche e due serve del curato; l'uomo era stato mandato dalla Serenissima a costruire le imbarcazioni per riaprire le comunicazioni, che le frane e l'acqua avevano interrotto.

La gente del fondovalle, dai borghi di Peron, Costa e Torre, dovette ricostruire il paese più in alto, sull'altura sotto le pendici del Civetta. Anche la chiesa fu rifatta: quella vecchia, romanica del XII secolo e ripresa in forme gotiche nel XV, aveva già l'acqua alle porte quando l'onda la rovinò, e alcune sue parti furono salvate e riusate nella chiesa nuova, eretta nel 1773. Vi finirono anche arredi della vecchia chiesa e i doni preziosi mandati dalla Repubblica di Venezia in segno di solidarietà, in gran parte perduti nell'incendio del 1899, che distrusse quasi tutte le case di legno del paese.

Leggende: il campanile, il poverello e le streghe

Una leggenda racconta che il campanile crollò nel lago e che, quando l'acqua è limpida, se ne vedrebbe la punta; secondo i documenti, però, il campanile rimase intatto.

Le catastrofi di quell'anno ne hanno fatte nascere molte altre. Una parla di un povero che chiese cibo e alloggio alle famiglie ricche del paese e fu cacciato; solo una vedova povera lo accolse e gli diede il cibo tolto ai suoi figli affamati. Prima di coricarsi nella stalla, lui la ringraziò e le disse che nella notte si sarebbe sentito un boato terribile, ma che non doveva temere, perché lei e i bambini erano sotto la protezione del Signore. Al mattino la sua casa era intatta, e del poverello non c'era più traccia. Un'altra leggenda racconta di streghe che danzavano agli ordini del Gran Bracun, in festa per la rovina, e che forse l'avevano propiziata con le loro magie.

Un lago fra Alleghe e Rocca Pietore

Alla sua formazione il bacino era lungo quattro chilometri, arrivava a lambire Caprile ed era profondo circa 55 metri. Sta nell'alta valle del Cordevole, a una cinquantina di chilometri da Belluno, nell'Agordino, area di minoranza linguistica ladino-veneta: una terra di torrenti e laghetti alpini, chiusa fra le Pale di San Lucano, l'Agnèr, le Cime d'Auta, le Cime del Focobon, la Marmolada e il Civetta.

Il lago è diviso fra Alleghe, che ne ha la metà orientale, e Rocca Pietore, che ne ha quella occidentale. Il Cordevole ne è il principale immissario e l'unico emissario; fra i torrenti minori c'è lo Zunaia. Sulle sue rive si affacciano Alleghe, verso la metà della riva sinistra, e Masarè, alla fine, su entrambe le sponde. Le sue acque alimentano anche una centrale idroelettrica. Il lago fece la fortuna turistica di Alleghe: il paese era già famoso nell'Ottocento, e per decenni fu la meta di alpinisti decisi a salire vette leggendarie, prima di diventare un luogo di villeggiatura per tutti. La formazione del lago interessò gli ambienti accademici, e Antonio Stoppani la descrisse in un capitolo del suo libro «Il Bel Paese».

Civetta, ghiaccio e hockey sul lago

Il lago è circondato dal monte Civetta e dalle cime del Gruppo della Marmolada, e le pareti del Civetta si specchiano nell'acqua, verde intenso d'estate e coperta di ghiaccio negli inverni più rigidi. Fino agli anni Settanta la squadra locale di hockey, l'Alleghe Hockey, giocava sul lago ghiacciato. Sull'acqua si va in barca a remi, in pedalò, in idrobike, in canoa e in kayak, e si può pescare; la brezza leggera permette anche il windsurf e la vela.

Oltre alla passeggiata sul lungolago c'è il giro del lago, lungo circa 5 km, che si fa in un'ora e mezza e offre bei punti panoramici sul paese. Il percorso è facile, con panchine e tavolini lungo la strada: verso sud si passa sul ponte costruito proprio sui massi della frana, a Masarè, e si segue la stradina sul lato ovest fino all'estremità del lago, dove un sentiero scende al ponte sospeso; verso nord, oltre il parco giochi in fondo al lago, si arriva allo Stadio del Ghiaccio.

Una pista ciclabile panoramica, con vista sul Civetta, prosegue fino a Caprile, frazione di Alleghe, attraversando il Cordevole su un ponte ciclopedonale rifatto dopo la tempesta Vaia del 2018; un'altra passeggiata porta al villaggio di Bramezza, nel comune di Rocca Pietore, e da Masarè un'ora di cammino porta alla cascata del Ru de Rialt.

Dallo Stadio del Ghiaccio parte la funivia per il Col dei Baldi, dove a 1922 metri c'è un rifugio con un'ampia vista sul Pelmo e sulle Dolomiti di Cortina: da lì un'escursione di due ore passa per la Forcella di Alleghe, la Casera Pioda e il rifugio Sonino al Coldai e arriva al Lago Coldai, ai piedi del Civetta, e d'estate i sentieri salgono ai rifugi dell'Alta via n. 1 delle Dolomiti; d'inverno dal paese si raggiungono le piste da sci del comprensorio del Civetta.

Info utili

Dove si trova
Alleghe, Rocca Pietore (BL)
Coordinate
46,40639 N, 12,01556 E (Lago di Alleghe) · Apri su Google Maps

Fa parte di: Laghi del Veneto