Natura & Wildlife · 6 min di lettura

La Conca di Smeraldo: a 880 metri sgorga l'acqua di Recoaro

La Conca di Smeraldo a Recoaro Terme, valle ad anfiteatro fra le Piccole Dolomiti, con le nove fonti termali e la sorgente dell'acqua Recoaro a 880 metri.

La Conca di Smeraldo di Recoaro Terme con lo stabilimento termale e le Piccole Dolomiti intorno
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Recoaro Terme, in provincia di Vicenza, sta a 500 metri di altitudine fra le Piccole Dolomiti, nella Conca di Smeraldo. Nella conca nascono le nove fonti delle terme, la prima scoperta nel 1689, e l'Acqua Oligominerale Recoaro, imbottigliata nella vallata dal 1927.

Valle ad anfiteatro

Recoaro Terme sta nel nord della provincia di Vicenza, dove questa tocca le province di Verona e di Trento, lungo l'arco delle Piccole Dolomiti e la Valle dell'Agno. Le montagne la chiudono ad anfiteatro, e per il verde dei prati e dei boschi la valle è chiamata Conca di Smeraldo. Le prime famiglie vi si stabilirono nel Medioevo: erano coloni di origine tedesca, che parlavano un dialetto germanico medievale più tardi chiamato cimbro, e per molti anni vissero di pascolo e di agricoltura di montagna, isolati dalla geografia.

Fonte a 880 metri

L'Acqua Oligominerale Recoaro nasce in un'area naturale protetta ai piedi delle Piccole Dolomiti, la catena delle Prealpi Vicentine fra l'altopiano dei Monti Lessini e quello di Asiago. La sorgente si trova a 880 metri di altezza, dentro la Conca di Smeraldo, e secondo il produttore l'acqua prende il suo gusto e i suoi minerali dall'incontro con le rocce di queste montagne, nel percorso sotterraneo. Alla sorgente si arriva per tunnel scavati a mano a cavallo fra Ottocento e Novecento, che entrano nella montagna fino al punto in cui l'acqua esce dalla roccia. È un'acqua povera di sodio, 0,9 milligrammi per litro, con pH alcalino, 8, e il Ministero della Salute l'ha riconosciuta adatta a preparare gli alimenti dei lattanti.

Nove fonti delle terme

Recoaro deve la sua fama a un bacino d'acqua capace di alimentare molte sorgenti diverse, in un posto dal clima e dal paesaggio favorevoli; lo slogan delle sue terme era «Quantità e Qualità». Per le cure furono attrezzate nove fonti. Cinque sgorgano nello stabilimento delle Fonti Centrali; le altre quattro, la Giuliana, la Capitello, la Franco e l'Aureliana, si trovano in località staccate, e tre di queste sono collegate dal Sentiero delle Sorgenti che parte dal torrente Agno, in centro.

Fra le cinque delle Fonti Centrali, la Lora è un'acqua oligominerale, indicata per i calcoli e le infiammazioni delle vie urinarie, che fa urinare di più e aiuta a eliminare l'acido urico. La Lelia è ricca di ferro, utile in gravidanza, nell'allattamento, nella crescita e nelle convalescenze, ed è considerata un'acqua ricostituente. La Lorgna e l'Amara servono alle malattie dello stomaco, del fegato, delle vie biliari e del pancreas; l'Amara, più ricca di solfato di magnesio, anche alla stipsi. La Nuova è minerale; Giuliana, Capitello, Aureliana e Franco sono mediominerali, e per il litio che contengono sono indicate anche nella nevrosi ansioso-depressiva.

Oltre che da bere, le acque si prestano a inalazioni, bagni e fanghi: le terme ne hanno ricavato il bagno d'ocra, con il deposito che le acque ricche di ferro, magnesio e calcio lasciano spontaneamente, il bagno di vapore, il bagno con anidride carbonica e i fanghi, fatti con i sali che le acque stesse fanno precipitare. Il Parco delle Fonti, attorno allo stabilimento, si stende per oltre 220.000 metri quadri.

Lelia, 1689: la prima fonte

Le virtù delle acque di Recoaro furono divulgate dalla fine del Seicento dal conte Lelio Piovene, che nel 1689 scoprì la fonte ferruginosa chiamata Lelia dal suo nome. Nel 1701 Giovanni Graziani, professore di medicina all'Università di Padova, ne illustrò le proprietà curative in un libro, il primo studio scientifico della fonte. Subito dopo la scoperta si erano aperte liti per il controllo della sorgente, mentre i prelievi continuavano e portavano la fama dell'acqua fino a Venezia; nel 1752 la Serenissima dichiarò la Lelia bene pubblico, ne concesse l'uso gratuito a paesani e forestieri e nominò custodi della fonte i suoi proprietari.

In seguito la Serenissima avviò i lavori del Palazzotto, un edificio di impianto classico per la presa stabile dell'acqua, la custodia e la mescita, e durante i lavori furono scoperte altre tre fonti, la Lorgna, l'Amara e la Nuova. Per tutto il Settecento, però, chi faceva la cura beveva l'acqua a Valdagno, circa undici chilometri più a valle, dove la portavano i muli; Recoaro cominciò a crescere sotto l'Austria, subentrata a Venezia, dopo che nel 1821 fu completata la strada carrozzabile.

Parco di Caregaro Negrin e il chinotto

Fra le stazioni termali del Veneto, Recoaro è la sola in montagna. Già nella prima metà dell'Ottocento il paese aveva il volto di una «ville d'eau», una cittadina di acque e alberghi termali; nel 1873 l'architetto Antonio Caregaro Negrin, di Schio, riunì le diverse sorgenti in un unico parco termale, un complesso di architettura eclettica di cui, dopo le distruzioni di guerra, resta il villino Tonello. Il parco sta dalla parte opposta al paese, fra fioriture di ortensie.

Fra l'Ottocento e il Novecento vennero a curarsi a Recoaro personaggi come Giuseppe Verdi e la regina Margherita di Savoia, che nel 1879 vi passò alcune settimane con il figlioletto Vittorio Emanuele, ospite del villino Tonello; nel 1881 Friedrich Nietzsche in una lettera definì il paesaggio di Recoaro «una delle più belle esperienze».

La fama di Recoaro toccò il culmine nella Belle Époque, alla fine dell'Ottocento, e in paese restano molti palazzi in stile liberty di quegli anni. Quell'epoca torna ogni agosto con la Festa dell'acqua: si balla in costume, si gira in carrozza, i bambini hanno la giostra dei cavalli e gli aquiloni, e il Salone dei Concerti delle Fonti Centrali ospita gli spettacoli. Fra gli eventi della tradizione locale c'è anche la Chiamata di Marzo.

Negli anni Venti si cominciarono a imbottigliare l'acqua oligominerale Lora e alcune bibite, fra cui il chinotto, che negli anni dell'autarchia l'Italia contrappose alla Coca Cola, ricavato da un agrume poco conosciuto che si coltivava sulla Riviera Ligure di Ponente. Nel 1927 nacque nella vallata lo stabilimento per l'imbottigliamento dell'acqua, e nel marzo 2017 lo stabilimento e il marchio Recoaro passarono a Refresco.

Contrade cimbre, sentieri e musei

Tutta la Conca di Smeraldo è punteggiata di contrade, piccoli nuclei di case sparse. Nella chiesa arcipretale di Sant'Antonio Abate c'è tutto l'anno un presepe cimbro, fatto da artisti e artigiani del posto, con i personaggi vestiti secondo gli usi cimbri e le casette che richiamano quelle delle contrade; nel vicino paese di Merendaore, a Natale, oltre 60 presepi sono sparsi lungo un percorso ad anello. In località Busati il museo La Casa di Abramo è un'antica abitazione del posto rimasta com'era, con gli attrezzi del lavoro e della vita di tutti i giorni.

Le guerre hanno lasciato due musei: quello della vita del soldato sul Monte Pasubio nella Grande Guerra e, nel complesso delle terme, il bunker del comando di Kesselring, conservato intatto, che fu l'ultimo quartier generale del Comando Supremo della Wehrmacht fino alla resa finale.

Dalla conca partono molti sentieri: il Sentiero dell'Orso, che dal centro attraversa il bosco dei Suntra fra contrade abbandonate, quello di Santa Giuliana fra contrade e muretti a secco, il Sentiero delle Mole, che lungo la Val del Rotolon incontra i resti di vecchie macine da mulino, e un anello su strade sterrate che fa il giro della conca fra borgate, pascoli e boschi. Una cabinovia sale a Recoaro Mille, sopra i 1.000 metri, la località delle piste da sci della conca.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Schio: da lì al centro di Recoaro Terme sono 21,1 km, 25 minuti in auto.

In auto, dall'autostrada si esce al casello di Schio Valdagno Pass _ Traforo dello Zovo: poi 17,2 km, 20 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al centro del comune.

Info utili

Dove si trova
Recoaro Terme (VI)
Coordinate
45,70000 N, 11,23333 E (centro di Recoaro Terme) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Montagne e valli del Veneto