Il Sile non ha una sorgente sola: affiora in mille polle, i fontanassi, fra Casacorba e Cavasagra. Stanno al confine fra Vedelago e Piombino Dese, fra le province di Treviso e di Padova. Per convenzione la sorgente è il Fontanasso de la Coa Longa, nel Gran Bosco dei Fontanassi.
Fontanassi di Casacorba
Il naturalista Michele Zanetti chiama questo tratto di campagna la «culla delle acque nascenti»: le polle sono sparse fra Casacorba di Vedelago e Torreselle di Piombino Dese, sperdute fra campi e pioppeti. Nei fontanassi la sabbia del fondo si muove di continuo e disegna cerchi che cambiano, mentre dal basso salgono bolle d'acqua.
La pozza indicata come sorgente porta il nome di Fontanasso de la Coa Longa: «fontanasso» vuol dire sorgente, e la «coa longa», la lunga coda, è il ruscello d'acqua limpida che ne esce, il Sile appena nato. Tutta l'area però partecipa al fenomeno, e una prima risorgiva ben visibile si trova più a nord, vicino alla «Casa del prete». L'acqua delle polle, in parte nascosta da piante e rovi, si apre la strada fra le erbe palustri e forma presto un fossatello limpidissimo con il fondo di ghiaia e le alghe verdi mosse dalla corrente.
Lo scrittore trevigiano Giuseppe Mazzotti le descrisse così: in fondo a un fossatello, fra due filari di alberi, si vedeva un po' d'acqua viva, poco più in là ribollivano altre polle, e la terra sembrava incerta fra il suolo e l'acqua. Ricordò che erano state paragonate alle fonti del Clitunno, pur essendo molto più modeste, e notò che all'inizio il corso del fiume era indeciso, come se l'acqua, dopo tanto cammino nel sottosuolo, si meravigliasse di rivedere la luce. Il Sile appena nato si allunga e si allarga nella campagna fra rive alberate e canneti, allaga vecchie cave di ghiaia e forma piccoli stagni con le ninfee; pochi chilometri più in là ha già abbastanza acqua per far girare un mulino.
Acque sotterranee del Piave
Sono acque figlie del Piave. Il Piave, uscito dalle montagne, scorre sulle ghiaie dell'alta pianura e perde acqua nel sottosuolo; quell'acqua scorre sotto terra verso sud finché, dove cominciano i terreni fini e impermeabili della bassa pianura, è costretta a risalire. Questa fascia delle risorgive, larga da 2 a 8 chilometri, attraversa tutta la pianura veneta e prosegue nel territorio friulano. Mazzotti la riassunse con queste parole: «Dall'aridità del Grappa e del Montello nasce così il miracolo delle chiare, fresche e dolci acque di Treviso».
Le risorgive del Sile segnano più o meno il confine fra due grandi conoidi di ghiaia: quello di Montebelluna, formato dal Piave, e quello del Brenta. Il fiume scorre proprio nella depressione fra i due, e fino a Treviso è alimentato da molte altre polle. A nord delle sorgenti il conoide di Montebelluna è così arido che la Repubblica di Venezia, dal XV secolo, cominciò a scavare canali per portarci l'acqua del Piave.
I fiumi di risorgiva come il Sile, senza un bacino in montagna, presero una loro forma solo dopo l'ultima glaciazione, dal Tardiglaciale, fra 15.000 e 10.000 anni fa. Nella stessa zona nascono altri fiumi di risorgiva: il Dese a Brentanella, poco a nord di Resana, il Marzenego a Resana, il Draganziolo fra Resana e Piombino Dese, lo Zero fra San Marco e Campigo.
L'acqua che esce è limpidissima e, filtrata dalle ghiaie, è priva di inquinanti, soprattutto microbiologici; la sua temperatura resta fra i 10 e i 13 °C per tutto l'anno. Anche la portata del Sile non cambia con le stagioni: il livello resta lo stesso d'estate e d'inverno. Il fiume è conosciuto come «fiume del silenzio», e il suo nome viene dal latino «silens», silenzioso. Quella temperatura costante addolcisce il clima, smussa i caldi e i freddi più forti e crea un microclima in cui vivono specie che altrove nella regione non si trovano. Fra i fiumi nati dalle risorgive, il Sile è tra i più estesi d'Europa: il suo corso supera gli ottanta chilometri.
Piante e animali delle sorgenti
Nel ruscello iniziale l'acqua è così limpida che la luce arriva fino al fondo, e le piante possono fare la fotosintesi anche sott'acqua. L'erba gamberaia forma banchi fittissimi sommersi, e in superficie ne spuntano soltanto le rosette verdi delle foglie apicali; dove l'acqua è più ferma galleggia la lenticchia d'acqua. La sedanina d'acqua copre alcuni tratti del ruscello, ma soffre gli scarichi e in alcuni luoghi è in forte regresso.
La menta acquatica ha piccoli peli che sono ghiandole della sua essenza; la brasca comune si riconosce dalla spighetta verde che sporge dall'acqua; la brasca arrossata, che si vede in tratti più circoscritti, dalle foglie color rame. Il ranuncolo a foglie capillari fa sporgere i fiori sopra l'acqua per gli insetti impollinatori, e forma tappeti bianchi. Sulle sponde basse la calta palustre fiorisce di un giallo intenso in aprile, con foglie a cuore: ama le acque fresche, vive anche nelle paludi d'alta montagna oltre i 2400 metri, e un tempo era molto frequente lungo i fiumi di risorgiva.
L'area delle Sorgenti del Sile e la Palude di Onara, in provincia di Padova, sono le più ampie paludi di risorgiva della pianura veneta orientale, e sono state studiate per gli anfibi e i rettili nel 2009 e nel 2010. Il mosaico di polle, ruscelli, prati naturali, boscaglie lungo le rive e campi con siepi ospita il ramarro occidentale, il tritone punteggiato, la rana di Lataste, che vive solo fra la pianura padana, il Canton Ticino e l'Istria occidentale, la rana agile e il rospo comune, presente in quegli anni con una popolazione vitale. Fra ontani neri e salici si possono vedere aironi e martin pescatori. L'aspide invece è quasi certamente scomparso: l'ultimo esemplare documentato nella zona risale all'Ottocento.
Nell'Ottocento e nel Novecento molte polle sono state interrate, e le sorgenti sono ciò che resta di paludi e torbiere molto più estese, ridotte dal principio del Novecento da disboscamenti e bonifiche. Con la perdita del valore economico dello sfalcio e della raccolta dello strame, i prati allagati si sono ristretti sotto arbusti e alberi, e gli autori dello studio del 2009 e del 2010 considerano dannosi per le specie più fragili anche i rimboschimenti. L'area delle sorgenti dell'Alto Sile è un sito d'importanza comunitaria della Rete Natura 2000.
Primi abitanti e leggende delle risorgive
Intorno alle sorgenti del Sile l'uomo è arrivato presto. Su un dosso parallelo al corso dello Zero, vicino al bacino di risorgiva, sono stati trovati molti materiali del Mesolitico antico e recente, sparsi in superficie. Presso Cavasagra sono stati raccolti frammenti di vasi e selci dell'età del bronzo recente, e presso Casacorba sono note sepolture di età romana. Secondo la relazione archeologica, tutta la zona intorno alle sorgenti ebbe una consistente frequentazione nella preistoria e nella protostoria.
Le risorgive, sacre agli antichi, hanno fatto nascere molte storie paurose, in cui le leggende pagane si mescolano a quelle cristiane. Il risucchio dell'acqua e i piccoli gorghi hanno dato vita a leggende di carri e carrozze inghiottiti dalle acque, da cui si salvavano solo i bambini e gli animali. La fantasia popolare racconta anche di interi paesi e di carri di fieno sprofondati nelle sabbie mobili.
Gran Bosco dei Fontanassi
Le sorgenti e il Gran Bosco dei Fontanassi, l'area naturale che le ospita, fanno parte del Parco naturale regionale del fiume Sile, istituito nel 1991. Conviene entrare dalla Porta dell'Acqua, a Casacorba di Vedelago, lungo via Santa Brigida: è l'itinerario attrezzato, pedonale e ciclabile, che l'ente parco ha tracciato vicino al nucleo principale delle risorgive, e ha un parcheggio adatto anche ai pullman.
Da lì un breve percorso, che segue le indicazioni per il Gran Bosco, porta alle polle e al Fontanasso de la Coa Longa, con una sosta sotto la grande quercia, sulle panchine davanti ai fontanassi e sulle passerelle di legno sopra le risorgive; i sentieri si fanno anche in mountain bike, ma sulle passerelle la bicicletta si porta a mano. Lungo la strada si vedono boschi di pioppi, more e molti fiori.
Da Casacorba parte anche GiraSile, la pista ciclopedonale di 90 chilometri che il Parco ha realizzato lungo il fiume fino a Portegrandi, sulla laguna di Venezia.
