La Tajada è l'unico emissario dei Laghi di Revine, fra Revine Lago e Tarzo, in provincia di Treviso: un canale artificiale scavato all'inizio del XV secolo per governare l'uscita dell'acqua e tenere a freno le esondazioni. Dopo 1,5 km porta l'acqua dei due laghi nel fiume Soligo.
Acqua che entra e acqua che esce
I due laghi sono il lago di Lago, detto anche di San Giorgio, lungo 1.200 metri e profondo in media 8, e il lago di Santa Maria, lungo 1.050 metri e profondo in media 6,5; le sponde stanno a circa 225 metri sul mare. Ricevono l'acqua dal Piaveson, un piccolo torrente carsico che nasce dalle Prealpi trevigiane e dopo circa 300 metri si getta nel lago di Lago, e da diverse sorgenti carsiche, alcune sotterranee, che stanno per la maggior parte sotto il lago di Santa Maria. Il Piaveson dipende dalle piogge: a volte resta a secco, a volte porta fino a 3 metri cubi al secondo e contribuisce alle esondazioni dei laghi.
Di uscita ce n'è una sola, ed è opera dell'uomo: la Tajada. Il canale porta l'acqua verso Follina e la versa nel Soligo, di cui rinforza il primo tratto; vicino a Fratta un ponte scavalca il canale da cui nasce il fiume.
Gli scavi dal XV secolo
Dopo il ritiro del ghiacciaio il fondovalle ospitava un lago solo, circondato da terreno paludoso, fino ai secoli XIII-XIV. Lo scavo della Tajada, fra il 1410 e il 1430, prosciugò la parte più a ovest della conca e ne fece terra da coltivare. Restarono così due specchi d'acqua: il lago di Soller, che a sua volta fu bonificato nel XVIII secolo, e il lago di Lago.
L'agricoltura e i detriti portati dai corsi d'acqua ridussero via via la superficie del lago di Lago, finché verso la metà dell'Ottocento si formarono due bacini, sempre esposti alle esondazioni. Per questo furono approfonditi la Tajada, nel 1878, e il canale delle barche che collega i due laghi, nel 1923.
Il canale delle barche e la spada di bronzo
Il canale delle barche è un taglio artificiale di circa 200 metri nella zona detta Stret, a Colmaggiore di Tarzo, sulla lingua di terra paludosa che separa i due laghi. Proprio i lavori per scavarlo, negli anni Venti, portarono alla luce una spada di bronzo: fu il primo indizio dell'abitato preistorico di Colmaggiore, il villaggio a cui si ispirano le palafitte ricostruite del Parco del Livelet.
Da marzo 2018 un ponte passa sopra il canale e unisce le sponde dei due comuni, così che il giro dei laghi si può fare anche in due anelli più brevi.
La pulizia del canale
Franco Della Bella, arrivato sul lago da Milano nel 1960, racconta che la pulizia del canale era in concessione ai Comuni e ai privati, riuniti in un consorzio, e che nel 1977 passò al Genio civile. Secondo il suo ricordo, quando il canale veniva pulito l'acqua dei laghi calava di un centimetro all'ora, di 25-30 centimetri al giorno, fino a un metro e venti o un metro e cinquanta in una settimana, e i laghi avevano spazio per ricevere anche le piene. La prima costruzione sul lago, quella di suo padre, è del 1949.
Le esondazioni dei laghi
Quando le piogge sono più abbondanti del solito e la Tajada non riesce a fare da emissario, l'acqua sommerge il perimetro dei due laghi, e non è successo una volta sola. In una di queste piene i due laghi si sono alzati di 30 centimetri: alcuni edifici sono finiti sott'acqua, il molo è stato cancellato e alcune palafitte del Parco del Livelet, fatte di terra, si sono sgretolate appena la terra si è bagnata. Giovanni Follador, allora presidente dell'Unpli che aveva in gestione il villaggio ricostruito, parlò di danni importanti.
