Storia · 4 min di lettura

L'area archeologica sotto la piazza del Duomo di Feltre, dalla Feltre romana al battistero

L'area archeologica sotto la piazza del Duomo di Feltre, con il quartiere romano, l'ipocausto, la schola e le fondazioni di un battistero a sette pilastri.

L'area archeologica sotto la piazza del Duomo di Feltre: strade romane, ipocausto e il battistero a pilastri
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

A Feltre, in provincia di Belluno, la piazza del Duomo ha sotto di sé un pezzo di città antica: mille metri quadri con le sue strade, le sue botteghe e le fondazioni di un battistero.

Mille metri quadri di città sotto la piazza

L'area archeologica documenta le fasi più remote della città, dall'epoca preromana al primo medioevo, e occupa quasi tutta la superficie della piazza che le sta sopra. La cronologia del sito copre il I-IV secolo d.C. e l'epoca medievale.

Il territorio feltrino sta a occidente della media valle del Piave, e fa da punto di contatto fra le Dolomiti e le Prealpi Venete; la città è a 325 metri, alle pendici delle Dolomiti, e l'area archeologica sta nel suo centro. Era un vero snodo alpino già nell'antichità; e quello che si vede qui sotto è un quartiere di botteghe e di corporazioni di mestiere.

Il quartiere romano: botteghe, ipocausto e la schola

La maggior parte delle strutture a vista è di epoca romana: è un quartiere urbano cresciuto sul versante sud del colle, nel punto in cui si incrociavano due strade lastricate. Il nome latino della città era Feltria, e di quel suo quartiere si vede una porzione: le strutture risalgono presumibilmente al periodo di maggior fioritura della città antica, fra il II e il IV secolo d.C.

Si cammina lungo una strada lastricata su cui danno i resti di case private con una stanza usata come bottega, e si vede come il quartiere stesse in salita: da una parte uno slargo che portava verso il colle, dall'altra una via secondaria verso sud, e le case addossate al pendio naturale del monte. A est c'è un grande ambiente rettangolare riscaldato col sistema ad ipocausto, cioè da sotto il pavimento: l'impianto è stato ritrovato proprio sotto il piano di calpestio.

La parte centrale conserva una costruzione ampia, con tre ambienti di dimensioni notevoli e pavimenti in marmo, in opus sectile, e in mosaico: pare identificabile con la sede — in latino schola — di tre associazioni professionali, quelle dei dendrofori, dei fabri e dei centonarii. Erano il motore economico della città, e ne attestano l'esistenza due basi con iscrizioni trovate proprio in quest'area. Allo stesso complesso va forse riferita la grande statua marmorea di Asclepio, del II secolo d.C., che lo scavo ha restituito fuori dalla sua posizione originaria.

Vescovi e battisteri: la città dopo il crollo di Feltria

Dopo il collasso della città romana l'area non fu abbandonata, ma cambiò funzione. Sorse qui un grande edificio stretto e lungo, datato all'VIII-IX sec. d.C. e girato di sbieco rispetto all'impianto romano. Per com'è fatto, per le sue misure, per la cura con cui fu costruito e per la vicinanza della cattedrale, lo si lega probabilmente alla più antica sede dei vescovi di Feltre. Gli edifici altomedievali si susseguirono con un progressivo innalzamento del piano di calpestio: ogni costruzione nuova stava più in alto della precedente.

Fra l'XI e il XII secolo arrivò il battistero, a pianta circolare, di cui restano poco più che le fondazioni: due anelli concentrici, sette pilastri sull'anello interno, un'abside a ferro di cavallo e, all'interno, una vasca battesimale. Un battistero circolare è una forma rara. In epoca successiva tutta l'area fu destinata a un utilizzo funerario.

Gli scavi, da un cantiere del 1926 alla visita

I primi rinvenimenti, e in particolare quelli del battistero, risalgono al 1926, quando si stava risistemando la piazza. Fra il 1970 e il 1972, e poi nel 1976, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto condusse nuove campagne di scavo: l'indagine nel piazzale del Duomo cominciò nel 1970, e nel complesso ha riportato in luce oltre novecento metri quadrati.

L'importanza di quello che veniva fuori pose il problema di come valorizzarlo, e il lavoro prese avvio nel 1983, con altre indagini archeologiche in quell'anno e fra il 1985 e il 1986; gli scavi si conclusero nel 1987. Poi la Soprintendenza realizzò l'area sotterranea e l'aprì al pubblico nel 1995. Una manutenzione straordinaria avviata nel settembre 2022 ha rifatto l'impianto di illuminazione e rinnovato gli allestimenti, con interventi pagati dal Ministero della Cultura sotto la direzione della Soprintendenza competente per l'area metropolitana di Venezia e per le province di Belluno, Padova e Treviso; finiti quei lavori, il sito è stato restituito al pubblico con l'inaugurazione in Piazza Duomo.

Che cosa si vede nella visita

Una piccola vetrina espone alcuni reperti trovati in queste stanze: pesi da telaio, intonaci dipinti, pezzi di pietra lavorata e frammenti di ceramica.

Poi c'è l'illuminazione, e vale la pena saperlo: l'impianto permette di accendere una sola delle tre fasi principali del sito, cioè il battistero del XII secolo, l'alto Medioevo o l'epoca romana, distinguendo i muri di ciascuna.

Domande frequenti

Dove si trova l'area archeologica di Feltre?

Sotto la piazza del Duomo, nel centro di Feltre, in provincia di Belluno; l'ingresso è in via Tiziano Vecellio 6, di fronte al Duomo.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Feltre: da lì al Duomo di Feltre sono 1 km, da fare a piedi.

In auto, dalla Strada Statale 47 della Valsugana si esce a Tezze: poi 24 km, 22 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Duomo di Feltre.

Info utili

Dove si trova
Feltre (BL)
Coordinate
46,01679 N, 11,90965 E (Duomo di Feltre) · Apri su Google Maps

Strade e posizione © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Musei e siti archeologici del Veneto