La Birreria Real Summano è un'ex fabbrica di birra di Piovene Rocchette, in provincia di Vicenza, ai piedi del monte Summano. Produsse birra fino al 1958, e nel 2007 lo Stato la vincolò per intero come bene di interesse storico artistico, con le vasche sotterranee e gli edifici dall'aspetto alpino.
Il sito ai piedi del Summano
La birreria sorge ai piedi del monte Summano, in un'area verde. La scelta del sito contribuì al successo della fabbrica: il clima fresco era indispensabile per conservare la birra durante la lavorazione, quando non esistevano macchine per la refrigerazione, e proprio in corrispondenza delle cantine scavate nella roccia c'era una sorgente d'acqua. Piovene Rocchette ha una tradizione birraria che risale al Medioevo, legata all'abbondanza di sorgenti d'acqua pura, la stessa usata per liquori di erbe medicinali come il Girolimino.
Zanella, il re e le guerre
Le premesse della birreria risalgono al 1853, con la cessione in enfiteusi, cioè in godimento con un canone e l'obbligo di migliorarli, di terreni incolti del Comune di Piovene; il lavoro vero cominciò nel 1873, con fabbricati a due piani, e nel 1879 nacque la società «Francesco Zanella & C.» per fare birra «uso-Baviera». Nel 1881 il re Umberto I concesse di innalzare lo stemma reale sull'insegna, e nel 1884 arrivò la medaglia d'oro all'esposizione di Torino. Fra Ottocento e Novecento la fabbrica passò da Francesco Zanella ai nipoti Zanon.
Con la guerra del 1915-1918 i titolari e gli operai furono richiamati alle armi e mancarono carbone, luppolo e orzo; nel giugno del 1916 la fabbrica fu bombardata. Il lavoro riprese nell'autunno del 1918, dopo l'armistizio. Nel 1940, con un'altra guerra, le materie prime tornarono a scarseggiare, e per non lasciare senza birra i clienti di fuori la birreria chiuse per qualche settimana la propria mescita interna, dove la birra si serviva sul posto.
Nel 1958 la piccola industria di Piovene smise di produrre birra propria e cominciò a servire quella dei grandi marchi, alcuni dei quali concessero di venderla col nome di «Birra Real Summano». Sui pannelli di rame che fanno da sfondo alle quattro spine della birreria sono sbalzati gli stemmi di sei comuni, fra cui Schio, Pedavena e la stessa Piovene Rocchette.
Vasche su tre livelli sotto il piazzale
Sotto terra le vasche si articolano su tre livelli e occupano gran parte del piazzale davanti agli opifici. Così le descrive la relazione storico-artistica della Soprintendenza di Verona allegata al decreto che nel 2007 vincolò la birreria, e indica l'accesso dall'edificio di destra, allora usato come magazzino, dove al piano terra c'era anche la sala di cottura. Nel ricorso presentato nel 2007 contro il vincolo, la società proprietaria scriveva che nel corpo di fabbrica n. 2 erano conservati i macchinari per la produzione della birra, non più funzionanti.
Rinnovo del 1923, in stile alpino
Dopo la bomba i fabbricati furono rimaneggiati e ingranditi, e le date incise sulla facciata ricordano le due tappe: il 1873 della costruzione e il 1923 dell'inaugurazione del complesso rinnovato. I nuovi lavori diedero all'insieme un aspetto di sapore chiaramente alpino, che richiama le decorazioni della Baviera: i balaustrini di legno, il ponte che collega le due strutture, le linee delle gronde e dei tetti, le decorazioni a motivi geometrici dai colori vivaci. Sull'edificio di destra è incastrato un orologio di legno, in cima a quello di sinistra c'è un medaglione di pietra con una figura.
Secondo lo stesso ricorso, il corpo di fabbrica n. 1 conservava all'esterno le partiture in stucco che imitano la pietra e il cotto, le scritte murali del 1923 e le decorazioni dipinte attorno agli archi e sulla fascia sopra le finestre del piano superiore. Il poeta Adolfo Giuriato, vissuto fra il 1881 e il 1945, dedicò alla birreria un sonetto: un'oasi «ove il tempo s'arresta per donare serena gioia al faticare umano».
Fra il 1961 e il 1965 i due corpi di fabbrica del 1873 furono rimaneggiati di nuovo, per adattarli a un uso diverso e installare il riscaldamento, con nuovi pavimenti, infissi e arredi.
TAR del Veneto: il vincolo e la sentenza del 2011
Nel 2006 la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Verona avviò la dichiarazione di interesse culturale della birreria, come testimonianza di archeologia industriale, e nel 2007 il decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali la dichiarò di particolare interesse storico artistico. La società proprietaria chiese di limitare il vincolo ai due corpi di fabbrica più antichi, ma il TAR del Veneto, con la sentenza del 15 febbraio 2011, respinse il ricorso: il vincolo vale per tutte le strutture, perché un sito di archeologia industriale si tutela per il suo valore storico e non per la bellezza dei singoli edifici.
La Birreria Vecia e i Girolimini
La Birreria Vecia, l'altra birreria storica di Piovene, sta nella parte antica del paese, accanto all'ospizio dei frati Girolimini e alla scalinata di pietra bianca che sale verso il Summano: secondo la tradizione i frati facevano la birra con l'acqua della montagna, e dentro l'edificio ci sono grotte naturali con vasche per l'acqua fresca.
Qui nel 1868 Pietro Rossi, parente dell'industriale di Schio Alessandro Rossi, e la moglie Anna Segafreddo, che avevano comprato l'ospizio dei Girolimini, aprirono la prima fabbrica di birra vera e propria di Piovene, con forni per tostare l'orzo, vasche e granai; la prima cotta fu il 14 gennaio 1869. Nel 1879 il commerciante bavarese Isidor Götz la comprò per conto della stessa società Francesco Zanella, e nel 1902 il commendator Gaetano Rossi la acquistò e la donò al Comune, per i venticinque anni della sua guida della Lanerossi.
