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Il Castello di Zumelle a Mel (Borgo Valbelluna, BL): la torre sopra il Terche e la leggenda dei due gemelli

Il castello di Zumelle a Mel (Borgo Valbelluna), perno della difesa fra Feltre e Ceneda, con la campana del 1473 e gli scavi del 1965.

Il Castello di Zumelle con la torre quadrata sullo sperone sopra la forra del Terche, e il ponte ad archi
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Il Castello di Zumelle sta alle porte di Mel, in comune di Borgo Valbelluna, su uno sperone sopra la forra del torrente Terche. Ha una torre di circa 36 metri, le mura merlate, il fossato e la chiesetta di San Lorenzo. Secondo una leggenda, il nome viene da due gemelli.

Sperone sopra la forra del Terche

Il colle cade a strapiombo sul Terche, che nasce dall'unione di due corsi d'acqua, il Maòr e il Rui, e gira attorno al castello a oriente e a tramontana. Il maniero si vede sia dal crinale prealpino sia dal fondovalle. Si sale per una stradetta tortuosa che da Tiago, il villaggio vicino al castello, scende al fondovalle del Rui e poi si arrampica, in buona parte tagliata nella roccia, passando davanti alla chiesa di San Donato.

A mezzogiorno le mura poggiano su una roccia rossastra. Attorno gira un fossato largo, scavato anche quello in gran parte nella roccia, e altri due fossati, quasi del tutto coperti d'erba, chiudevano la fortificazione. Si entra da un ponte posato su due archi. Del castello resta solo una parte: le tante distruzioni, le ricostruzioni e le riparazioni dei secoli ne hanno cambiato la forma originaria.

Leggenda di Gianserico e dei gemelli

Si racconta che Gianserico, fedelissimo di Amalasunta, regina dei Goti dopo la morte del padre Teodorico, avesse tramato con Teodato, cugino della sovrana, e poi fosse scappato insieme all'ancella Eduosia. I due amanti avrebbero trovato riparo proprio in questo maniero, e qui avrebbero concepito due gemelli: da loro il castello avrebbe preso il nome di «castrum zumellarum», il castello dei gemelli.

Strada romana, vescovi e Da Camino

Il primo documento che lo nomina è del X secolo, ma gli scavi archeologici indicano che il castello c'era già in epoca romana: l'impianto centrale e il moncone di una torre più piccola sono del periodo romano (I secolo d.C.), in pietra del Cansiglio, e la fortezza controllava una strada, forse la Via Claudia Augusta. Le altre parti della torre più grande e del castello, in pietra rossa a strati sottili, sono più recenti di quelle romane. Al tempo delle invasioni barbariche divenne il perno della difesa che teneva i collegamenti fra Feltre e Ceneda (Vittorio Veneto). Con i Longobardi fu ingrandito e modificato in molte parti.

Le cronache parlano di atti più antichi: nel 737 un placito, cioè un atto, di Liutprando, re dei Longobardi, lo avrebbe dato in feudo a Valentino, vescovo di Ceneda, insieme ai castelli di Valmarino, Serravalle, Fregona e altri; il privilegio sarebbe stato confermato nel 778 da Carlo, re dei Franchi, il futuro Carlo Magno, e nel settembre del 994 dall'imperatore Ottone III.

Fra IX e XII secolo fu conteso fra le Diocesi di Ceneda e di Belluno, e nel XII secolo, con la famiglia dei Da Camino, ebbe la massima espansione; fu distrutto e ricostruito più volte, almeno fino al XIV secolo, e nel 1311 lo fece riedificare Rizzardo da Camino, signore di Treviso, Belluno e Feltre.

Nel 1422 la famiglia veneziana dei Zorzi ricevette in feudo il contado di Mel, e da allora il castello non ebbe più un ruolo militare. Quando Feltre e il suo territorio passarono a Venezia, i castelli furono distrutti o trasformati in ville, tranne quello di Zumelle e quello di Feltre, che diventò la sede dei Rettori veneziani. Lo stemma dei Zorzi, feudatari del castello, sta accanto al portone del palazzo della Magnifica Comunità di Mel, e Costantino Zorzi fu signore di Mel dal 1619 al 1642. Dopo i Zorzi il castello appartenne ai Gritti, alla caduta di Venezia fu confiscato dagli austriaci e nel 1872 lo acquistò il Comune di Mel.

Torre, campana del 1473 e pozzo

Il ponte d'ingresso porta in un porticato con uno scantinato, e da lì una modesta scala di legno sale al piano di sopra, dove alcune stanze servivano da abitazione. Nella cucina c'era il fogèr, il focolare a mezza rotonda, che i lavori di restauro hanno eliminato. Le finestre danno sullo strapiombo. Nella parte est un grande magazzino è diventato un salone, collegato al solaio da una grande scala di legno e al seminterrato da una scala di pietra; più in là, sempre a oriente, c'è la chiesetta di San Lorenzo.

Al centro c'è la torre a pianta quadrata, con lati di circa 8,30 metri, divisa all'interno in cinque ripiani collegati da una scala di legno. Vi si entra da est, per una piccola porta rettangolare ricavata abbattendo un pezzo di parete; l'antica porta ad arco si apriva molto in alto rispetto al cortile. In cima c'è la campana fusa nel 1473 da un fonditore padovano, Zampetrus patavus, con lo stemma dei Zorzi e le figure di Cristo crocifisso e della Madonna, affiancate da San Giorgio, patrono della famiglia, e da San Marco, patrono di Venezia. Accanto alla torre il pozzo veneziano sta al centro di un grande catino col fondo di argilla, pieno di sabbia che filtra l'acqua.

Restauri del 1961 e San Lorenzo

I restauri cominciarono nel 1961 sotto la Soprintendenza ai Monumenti del Veneto. Il muro a nord, in gran parte distrutto, fu consolidato; il lavoro più grande fu sul lato ovest, dove il muro, alto vari metri, pendeva verso l'esterno di circa 80 centimetri ed era pieno di fenditure e buchi: lo consolidarono con iniezioni di cemento, lo imbrigliarono con telai di calcestruzzo e lo riportarono in verticale. Anche la torre fu riassettata e consolidata.

Nel 1965, sotto la chiesetta di San Lorenzo, venne fuori l'abside di una chiesetta più antica e un po' più piccola, con le panche laterali. Gli scavi riportarono alla luce 19 sepolture, teschi e scheletri, e un grande sarcofago, probabilmente di epoca carolingia; il suo coperchio di calcare, a doppio spiovente, fu trovato poco lontano, capovolto, con dentro due teschi e ossa umane. Sotto l'abside c'erano un frammento di colonnina di marmo greco, di 10 centimetri di diametro, e un capitello corinzio di calcare del posto; sotto la torre, molte palle di pietra di varie misure usate come proiettili.

Strati di carbone, calcinacci e cenere a diverse profondità sono la prova degli incendi e delle distruzioni. La chiesetta sepolta risale probabilmente al breve dominio bizantino, fra il 553 e il 568; colonnina e capitello sono longobardi, o forse carolingi, mentre è longobarda la vicina chiesa di San Donato. La chiesa di sopra fu costruita dopo il Mille e dedicata a San Lorenzo, e forse aveva lo stesso nome anche quella più antica.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Busche-Lentiai-Mel: da lì al Castello di Zumelle sono 11 km, 14 minuti in auto.

In auto, dall'autostrada si esce al casello di Vittorio Veneto Nord: poi 30,3 km, 36 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Castello di Zumelle.

Info utili

Dove si trova
Borgo Valbelluna (BL)
Coordinate
46,03647 N, 12,08168 E (Castello di Zumelle) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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