A Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, dalla metà degli anni Trenta del Novecento furono installate 52 fontanelle di ghisa: le famiglie andavano lì a prendere l'acqua da bere. In piazza Caduti, nel centro, c'è la fontana inaugurata nel 1935.
Piazza Caduti e la sua fontana
Piazza Caduti nacque negli anni Venti del Novecento, sullo spiazzo dove si teneva il mercato, fra il municipio progettato dall'architetto Fabris e gli edifici con i portici. Al centro c'è il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, opera del giovane artista moglianese Vasco Vian. La piazza fu inaugurata nel 1926 e intitolata al re Vittorio Emanuele III; prese il nome di piazza Caduti negli anni della Resistenza.
A sud della strada, dove pochi anni dopo aprì il cinema «Italia», che non c'è più, sta la fontana inaugurata nel 1935. È una vasca rettangolare, rialzata rispetto al selciato di ciottoli, con al centro un grande vaso di rame da cui zampilla l'acqua. Altri getti partono dai quattro angoli, dove ci sono le luci e i cigni stilizzati in ferro battuto, restaurati dall'artista moglianese Fabio Ceolin. Un tempo la fontana era circondata da un'aiuola.
Fascio e targhetta: le 52 fontanelle
Le 52 fontanelle installate dagli anni Trenta si somigliavano tutte. Su ognuna c'era una scritta col simbolo del fascio, nascosta sotto una targhetta quando cadde il Fascismo. Col passare degli anni molte furono spostate, per esempio quando si allargavano o si rifacevano le strade.
L'acquedotto di Mogliano era gestito dalla CREA.
Modelli di ghisa, verde e liscio
Fra le fontanelle rimaste si distinguono due tipi. Il primo è un pilastro di ghisa dipinto di verde, con la base decorata a fiori e in cima un capitello di foglie e una punta triangolare; l'acqua cade in un basamento a semicerchio. Il secondo è un pilastro liscio con in cima un blocco a piramide su una base quadrata, e un basamento triangolare con i tre angoli convessi. Su diverse di queste si legge il nome della ditta che le ha fatte: Gallieni, Viganò e Marazza di Milano.
Vie e piazze: le fontanelle rimaste
Le fontanelle superstiti sono sparse per la città. In via Verdi, all'incrocio con via Barbiero, l'ex viale dei Tigli, ce n'è una del modello verde che stava in mezzo alla strada ed è stata spostata sul marciapiede: ha un rubinetto aggiunto dopo e un tempo era il punto di ritrovo di coppie, donne e bambini. In via Terraglio un pilastro liscio con rubinetto e manopola di ghisa sta nel cortile dell'ex scuola Rossi, che fra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta è diventata sede di uffici del Comune.
In via Don Bosco, all'incrocio con via De Gasperi, la fontanella sta davanti al Cinema Teatro Busan, l'ex Casa del Popolo. In via Carlo Alberto Dalla Chiesa si vede poco, nel boschetto di tigli e querce davanti alla stazione dei Carabinieri e al Centro Anziani, accanto a uno dei capitelli che un tempo si mettevano agli incroci. In piazza della Repubblica, in località San Carlo, di fronte alla chiesa, la vecchia manopola è stata sostituita da un bottone sul davanti. In via Barbiero 37/41, infine, una fontanella verde si nasconde fra foglie e fiori nel Parco pubblico delle piscine, realizzato fra il 1980 e il 1985.
Studenti del Liceo Berto e il censimento
La ricerca sulle fontane di Mogliano l'hanno condotta gli studenti del Liceo Giuseppe Berto con il Centro Internazionale Civiltà dell'Acqua. Il Comune, con l'assessore all'ambiente Oscar Mancini, ha dato agli studenti la mappa con il censimento di tutte le fontane del territorio. Le classi seconde ne hanno ricostruito la storia, le quarte hanno prelevato e analizzato l'acqua nel laboratorio della scuola. Più dei libri di storia locale sono servite le memorie dei parenti degli studenti e dei moglianesi; le foto storiche della fontana di piazza Caduti le conserva Cesare Bison, del Gruppo Ricerca Storica Astori.
