Storia · 4 min di lettura

Le mura di Serravalle a Vittorio Veneto: le porte, le Mura Berengarie e la cinta veneziana

Le mura di Serravalle, a Vittorio Veneto: la cinta dei da Camino rafforzata da Venezia, la Porta dell'Orologio, le Mura Berengarie e la Porta della Muda.

Le mura di Serravalle a Vittorio Veneto che salgono sulle pendici, con le porte, le torri e il borgo sul fiume
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Serravalle, borgo storico di Vittorio Veneto in provincia di Treviso, nacque per sbarrare la stretta fra il dosso del Castrum, il castello dei nobili da Camino, e le creste di Sant'Antonio. Le sue mura salgono sulle due pendici che lo chiudono a nord.

Una stretta fra due colli

Già gli antichi Veneti dovevano avere delle fortificazioni d'altura in questo punto. Con l'arrivo dei Goti e poi dei Longobardi furono consolidate e ampliate sulle alture ai due lati della stretta. Nel XII secolo Guecellone da Camino fondò il primo nucleo del castello, e attorno a quel nucleo si formò un borgo fortificato. Ai tempi di Gabriele III da Camino la difesa doveva appoggiarsi ai fortilizi d'altura, la Rocca del Montesel e quella di Bigonzo, mentre in basso si impostavano le mura della cinta più esterna: a sud la Porta Inferiore, detta poi dell'Orologio, a est la Porta del Terraglio.

Venezia e il 1509

Nel 1337 Serravalle passò a Venezia: fu una delle prime città di terraferma acquisite dai veneziani. I nuovi signori rafforzarono la lunga cinta e ne ricostruirono ampi tratti, poi adattarono in parte le difese alle nuove armi da fuoco. Nel 1509 arrivò la minaccia degli imperiali: gli abitanti lasciarono la città, che Venezia riconquistò poco dopo.

Il Meschio e la Porta dell'Orologio

La visita comincia entrando dalla Porta Inferiore, o dell'Orologio: subito a destra c'è la piccola chiesa quattrocentesca di San Lorenzo, detta dei Battuti, con affreschi. Da qui, per via Paietta, si arriva al ponte sul Meschio: un tempo due torri stavano a cavallo del fiume e segnavano il limite meridionale delle mura. Lungo il fiume si raggiunge piazza Flaminio, del XVI secolo. Sulla piazza si affaccia la Loggia Serravallese, più antica, del 1462, sede del Museo del Cenedese, e accanto sta una torre campanaria con due orologi, il più antico a 24 ore. Nel centro storico corrono anche i meschét, la canalizzazione del Meschio costruita alla fine del XVI secolo per fermare le piene.

Mura Berengarie e Rocca di Sant'Augusta

Da piazza Flaminio, per via Calcada, si arriva alla base della scalinata del santuario di Sant'Augusta. A sinistra dei gradini restano le Mura Berengarie, con il cammino di ronda e una torre tondeggiante in cima. Salendo si passa la Porta della Saracinesca, che conduce alla Rocca di Sant'Augusta: il santuario fu costruito nel 1450 proprio su una fortificazione del sistema di Serravalle. Con un'altra breve salita si arriva sulla cima del monte Marcantone, dove Venezia aggiunse le sue difese, e ai resti della Torre Nera, che dominava la Val Lapisina.

Muda, Pusterla e cortina nord

Ridiscesi in piazza Flaminio, si prende via Roma, la strada ripida e acciottolata che sale dentro le mura: a ovest corre in gran parte il muro del Castrum, a est stanno i palazzi nobiliari dell'epoca veneziana, con i giardini interni che salgono sulla collina. Si passa Porta de Yandre e si arriva alla cinta meridionale del Castrum. A destra della scalinata del castello, dopo un piccolo portico, resta l'arco della Porta della Pusterla, o dello Spalto, da cui un tempo si scendeva al Meschio.

Costeggiando il Castrum si attraversa la Porta della Muda, detta anche di San Giovanni o de Sora, che era l'ingresso della città murata. Girando a sinistra si vedono i resti di una delle torri scudate e un tratto della cortina nord; sul lato nord del castello svetta la torre tonda bastionata. Fuori dalle mura, verso Porta Cadore, via Caprera era la strada dei commerci verso le montagne, con la chiesa di San Giovanni Battista, fondata nel 1357, e più a nord quella di Santa Giustina, del 1226, con il mausoleo di Rizzardo VI da Camino.

Via Piai e il Parco Segreto

Al ritorno, all'altezza del Museo del Cenedese si imbocca via Piai, ritenuta l'antico ghetto ebraico, che sale accanto alla Torre dell'Orologio e alla Cappella dei Battuti. Una passeggiata impegnativa costeggia un tratto delle mura di Piai, supera quel che resta della chiesetta di Sant'Antonio Abate e arriva sulle cime, dove restano i ruderi di antiche fortificazioni. Lungo la via, attraverso un'apertura nelle mura, si entra nel Parco Segreto, una piccola area verde con panchine e giochi. Il nome lo scelse nel 2010 un concorso dei centri estivi comunali: fra 160 proposte vinse quella di Pietro De Poi, che aveva otto anni, e il parco fu inaugurato l'8 luglio dello stesso anno.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Vittorio Veneto a 1,2 km, una distanza da fare a piedi.

Dall'autostrada conviene uscire a Vittorio Veneto Nord, poi 3,7 km di strada e 6 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino a Serravalle.

Info utili

Dove si trova
Vittorio Veneto (TV)
Coordinate
45,99917 N, 12,28972 E (Serravalle) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

Fa parte di: Castelli, rocche e fortezze del Veneto