Storia · 4 min di lettura

Le mura di Treviso: fra Giocondo, i bastioni e le porte San Tomaso, Santi Quaranta e Altinia

Le mura di Treviso, rifatte da fra Giocondo contro la Lega di Cambrai: i bastioni, il fossato e le tre porte, San Tomaso, Santi Quaranta e Altinia.

Porta San Tomaso a Treviso in pietra bianca con cupola e leone di San Marco, mura di mattoni e fossato in autunno
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Le mura di Treviso girano attorno al centro storico, con un viale alberato sopra il terrapieno e tre porte monumentali: San Tomaso, Santi Quaranta e Altinia. Sono la cinta che Venezia fece costruire nel Cinquecento, quando la Lega di Cambrai minacciava i suoi domini.

Le mura medievali e la Lega di Cambrai

Già i romani avevano difeso la città, e nel XII secolo Treviso si dotò di alte mura merlate, attraversate da tredici porte. All'inizio del Cinquecento non bastavano più: la Repubblica combatteva contro la Lega di Cambrai, e dopo la sconfitta di Agnadello decise di fortificare i suoi possessi in terraferma. Il Consiglio dei Dieci affidò il progetto di Treviso al frate francescano Giovanni Giocondo da Verona, architetto esperto anche di acque, che lavorò con il condottiero Bartolomeo d'Alviano. Fra Giocondo fece demolire le vecchie mura e tutti gli edifici vicini, e al loro posto costruì una cinta con 12 bastioni, rafforzata da gallerie sotterranee. Nell'estate del 1511 la nuova cinta resistette agli eserciti della Lega.

Il fossato e la Madonna Granda

Le mura erano solo una parte del sistema. Attorno alla città si scavò un fossato profondo e si deviò il Botteniga, in modo da poter allagare con le chiuse la pianura intorno. Fuori dalle mura si fece il vuoto per oltre cinquecento metri: case, chiese, conventi, alberi.

Anche la chiesa di Santa Maria Maggiore, la Madona Granda, era troppo vicina alle mura e doveva essere abbattuta. La demolizione cominciò dall'abside, ma quando arrivò all'affresco della Madonna col Bambino, attribuito a Tommaso da Modena, la popolazione insorse e il Senato fermò i lavori: la parte fra l'affresco e la facciata rimase in piedi. Al Ponte de Pria il Botteniga si divide nei tre Cagnani che attraversano la città. Le porte furono ridotte a tre, e per tre secoli fu vietato costruire fuori dalle mura.

San Tomaso, la più maestosa

Chi arriva da nord, dalla strada Pontebbana, trova Porta San Tomaso, la più maestosa: un arco di trionfo rivestito di decorazioni in pietra d'Istria, chiuso da una cupola di piombo con in cima la statua di San Paolo. Avrebbe dovuto chiamarsi Porta Nana, dal podestà Paolo Nani che la fece costruire nel 1518, ma per volere del Senato fu dedicata all'arcivescovo di Canterbury, San Tomaso Becket; al podestà restò la statua del santo suo omonimo. Il leone di San Marco sul fronte esterno non è l'originale: è del 1857. Fuori, per chi arrivava dalla campagna, la scritta è in veneto, «PORTA DE SAN THOMASO»; dentro, per i cittadini, in latino. Nei primi anni del Novecento sotto la porta passava perfino il tram.

Santi Quaranta e Altinia, le altre due porte

Porta Santi Quaranta, rivolta a ovest, la volle il podestà Andrea Vendramin e all'inizio si chiamò Porta Vendramina; nel 1691 il Senato fece scalpellare la lapide del podestà e intitolò la porta ai quaranta martiri di Sebaste. Ha la facciata in pietra d'Istria con tre archi e due cannoniere; il leone, distrutto nel 1797, fu sostituito da una copia nel 1909. Anche qui le scritte cambiano lingua: in latino per chi esce, in veneto per chi entra. I due ponti levatoi, uno per i carri e uno per i pedoni, furono sostituiti nel '700 da un ponte in muratura, e il 15 luglio 1866 da qui entrarono i cavalleggeri Monferrato.

Porta Altinia è la più sobria: mattoni a vista, poca pietra, la parte alta a forma di torrione. Faceva parte del primo intervento veneziano, fra il 1513 e il 1515, conserva le volte della porta medievale e portava verso Altino, Mestre e Venezia. Il suo leone sparì nel 1797. Alla metà del 1800 la ferrovia fra Udine e Venezia fece abbattere il tratto di mura vicino e la porta fu chiusa; nel dopoguerra fu restaurata e riaperta ai pedoni.

I bastioni e il castello dei Romano

Fra i 12 bastioni si riconosce il Bastione San Paolo, poco lontano dal Ponte Dante. Su quello giunto meglio conservato la famiglia Romano, originaria della Marca Trevigiana, costruì fra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento il proprio castello, nel punto in cui prima sorgeva la casa di un contrabbandiere.

Come arrivare

Chi arriva in treno ha la stazione di Treviso Centrale a 2,3 km: in auto sono 5 minuti.

Dall'autostrada conviene uscire a Treviso Sud, poi 6,4 km di strada e 8 minuti.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino alle Mura di Treviso.

Info utili

Dove si trova
Treviso (TV)
Coordinate
45,66960 N, 12,24833 E (Mura di Treviso) · Apri su Google Maps

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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