Storia · 3 min di lettura

Il Museo del Fiume Bacchiglione nel castello di San Martino della Vaneza

Il castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce, con la torre del Mille, ospita il Museo del Fiume Bacchiglione e le piroghe dell'VIII secolo.

Il castello di San Martino della Vaneza sul Bacchiglione: torre quadrata, mura di pietra, mulino e ponticello
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

A Cervarese Santa Croce, in provincia di Padova, il Museo del Fiume Bacchiglione sta dentro il castello di San Martino della Vaneza, sulla sponda meridionale del fiume. Raccoglie quello che il Bacchiglione ha restituito: piroghe di quercia e reperti preromani e romani.

Un castello sulla sponda del fiume

Il castello fu costruito per difendere il territorio e faceva parte di un circuito di fortificazioni che si spingeva fino ai Colli Euganei, arrivando a Este.

La parte più antica del complesso è la torre, eretta attorno al Mille; al tempo dei Carraresi fu resa più alta, le si affiancarono nuovi edifici con stanze per l'alloggio distribuite su due livelli, e forse si rifece la solida cinta di trachite che chiude il lato sud. Durante la dominazione veneziana il castello diventò un porto sul fiume.

I reperti preromani e romani del fiume

Il museo è diviso in due sezioni, l'archeologica e la geomorfologica. Nella sezione archeologica stanno gli oggetti preromani e romani che il Bacchiglione ha restituito fra Cervarese Santa Croce e Ponte San Nicolò. La sezione aprì nel 1995: i reperti vengono da insediamenti lungo il tratto padovano del Bacchiglione, dal Neolitico all'età romana, che i cambiamenti dell'alveo hanno via via raggiunto e tagliato. Il percorso prosegue in altre due sale, dove sta una raccolta di oggetti ceramici di età medievale e moderna.

Le piroghe di quercia dell'VIII secolo

Nella sezione geomorfologica stanno le piroghe di quercia, imbarcazioni monossili ricavate da un tronco solo. Furono rinvenute nel 1972 nel Bacchiglione, nei pressi del ponte di Selvazzano Dentro, e il metodo del carbonio 14 le data all'VIII secolo d.C.: sono barche altomedievali.

Accanto alle piroghe la sezione si chiude con un percorso cartografico sull'evoluzione idrografica del territorio.

I mulini galleggianti sotto la torre

Tronchi scavati come quelli delle piroghe hanno avuto sul Bacchiglione una lunga storia. Nel 1870, all'ombra della torre medievale di San Martino della Vaneza, sostavano due mulini galleggianti, legati alle due rive da una stretta passerella. Il mulino galleggiante era una solida struttura di legno appoggiata su due scafi tozzi, all'inizio ricavati ciascuno da un unico tronco di farnia o di quercia, poi costruiti con un telaio rivestito di tavole. Il mulino era ormeggiato alle rive con funi di canapa e catene.

Sul Bacchiglione ce ne furono fino alla vigilia della prima guerra mondiale, quasi tutti a valle della strettoia di Debba, sotto Vicenza: ce n'erano a Montegalda, a San Martino della Vaneza, a Padova e a Roncajette, fra gli altri. Per dare più spinta all'acqua, che sul Bacchiglione correva piano, si costruivano sbarramenti di pali di legno e pietra da una sponda all'altra, e in cima allo sbarramento correva la passerella: grano e persone arrivavano ai mulini senza barche.

«Cura riparum», la cura del fiume

Gli antichi chiamavano «cura riparum» la cura del fiume in senso largo: il fiume come bene e come risorsa, da tenere in ordine perché non diventasse una forza che distrugge l'ambiente e fa soffrire chi ci vive accanto. Da quell'espressione latina prende il nome il progetto «Cura riparum. Archeologia e memoria del fiume Bacchiglione», pensato come prima fase di un percorso pluriennale di ricerca fatto di indagini archeologiche, in superficie e sott'acqua, e di lavoro per il paesaggio, la sicurezza ambientale e la valorizzazione culturale. Il progetto parte da una constatazione: l'abbandono dei fiumi e delle acque interne cominciò in modo sporadico nel primo trentennio del Novecento e divenne generale dopo gli anni Cinquanta, per i cambiamenti della società e dell'economia.

La visita, lungo le piste del Bacchiglione

Cervarese Santa Croce sta sul lato orientale dei Colli Euganei, con le frazioni di Montemerlo, Fossona e Cervarese, ed è attraversata dal Bacchiglione, lungo il quale corrono sentieri e piste ciclabili. Chi pedala da Vicenza, lungo la ciclabile della Riviera Berica e poi verso Montegalda, o da Veggiano in direzione di Creola e Padova, attraversa il fiume su una passerella vicino a un antico mulino e arriva al castello.

Come arrivare

In treno si scende alla stazione di Grisignano di Zocco: da lì al Museo del Fiume Bacchiglione sono 7,4 km, 9 minuti in auto.

In auto, dall'autostrada si esce al casello di Montegaldella - Longare: poi 5,5 km, 6 minuti di guida.

I tempi in auto sono calcolati senza traffico, fino al Museo del Fiume Bacchiglione.

Info utili

Dove si trova
Cervarese Santa Croce (PD)
Coordinate
45,43910 N, 11,68394 E (Museo del Fiume Bacchiglione) · Apri su Google Maps
Orari e biglietti
sul sito ufficiale (provincia.padova.it)

Strade © OpenStreetMap (ODbL) · Fonti e licenze

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