Il Ponte della Vittoria attraversa il Piave sotto il centro di Belluno, accanto a Borgo Piave, con un solo arco di cemento armato lungo 98 metri e largo 7,20. Lo progettò l'ingegnere veneziano Eugenio Miozzi, al posto del ponte di ferro fatto saltare nel 1917.
I ponti prima del 1923
Il Ponte Vecchio sul Piave fu costruito dagli Austriaci fra il 1837 e il 1841 su progetto dell'ingegnere Antonio Zilli. Crollò per una piena nel 1882, e nel 1884 fu costruito un altro ponte. Del Ponte Vecchio resta la prima arcata, i cui ruderi si vedono poco più giù del Ponte della Vittoria. Nel 1917, in ritirata, le truppe italiane fecero saltare il ponte di ferro che allora attraversava il fiume e il viadotto ferroviario sull'Ardo.
Dopo la guerra si pensò anche a un ponte altissimo, con un tram che portasse dal centro fino alla frazione di Castion, ma l'idea fu lasciata per i costi.
Un solo arco contro le piene
Nell'estate del 1923 fu pronto il progetto di Eugenio Miozzi (1889-1979), che ricostruì molti ponti della provincia e progettò la parte stradale del ponte della Libertà a Venezia. Volle un'unica campata perché sapeva che le grandi piene del Piave, spesso cariche di legname, riescono a rovinare qualsiasi pilone, anche se piantato in profondità; e perché un solo arco era anche più elegante.
La prima pietra fu posata l'11 giugno 1923. Gli ancoraggi furono fatti nel novembre 1925, e fra gennaio e aprile del 1926 si montò la centina, l'armatura provvisoria che regge l'arco; il 16 maggio una piena la travolse in parte. Il 23 maggio 1926 il re d'Italia Vittorio Emanuele III pose il concio di chiave, il blocco centrale che chiude l'arco; il 19 ottobre il ponte fu aperto al traffico, e il collaudo ufficiale arrivò il 6 agosto 1928.
Le decorazioni di Riccardo Alfarè
Le decorazioni sono dell'architetto bellunese Riccardo Alfarè (1882-1969), lo stesso che firmò il Cinema Italia (1926) in via Garibaldi. Usò il cemento lavorato alla martellina, perché sembrasse pietra, e mise ai lati medaglioni col leone di San Marco «in moeca», a ricordo della Serenissima. Sui pannelli delle spalle sono incise le strofe della Canzone del Piave: il nome del ponte viene dalla vittoria della Grande Guerra.
Il ponte e i Luoghi del Cuore
Nel 2024 il ponte mostrava i segni degli anni: decorazioni mancanti, parti ammalorate, ferri dell'armatura scoperti, il colore diventato grigio scuro per lo smog, e un lampione senza la cima, forse caduta in un temporale del settembre 2022. Nel 2022 l'associazione Borgo Piave Etc Aps lo candidò al censimento «I Luoghi del Cuore» del FAI: fu il più votato della provincia di Belluno e il settimo del Veneto, ma senza le 2.500 firme che servivano per proporre al FAI, l'anno dopo, un progetto di valorizzazione; nel 2024 l'associazione lo ricandidò.
Gli altri ponti della città
Sull'Ardo, il Ponte della Paglia è il più antico passaggio, e collega il centro con il quartiere di Borgo Prà. I documenti lo citano per la prima volta nel 1378; il ponte di legno crollò nel 1503 e nel 1505, e crollò ancora nel 1507, mentre lo si ricostruiva in pietra. Anche il Ponte degli Alpini attraversa l'Ardo: fu realizzato negli anni Sessanta e aperto al traffico nel 1971, e con lui nacque un nuovo tratto della statale 50, che passa fuori dal centro.
