Il santuario di Santa Maria Assunta, la Madonna della Bassanella, sta a Soave, in Borgo Bassano, la parte più antica del paese, fuori dalle mura. La facciata chiara guarda una piazza aperta sulla Val Tramigna; la chiesa è legata a un'apparizione e, ogni agosto, a una processione con le fiaccole.
Il pastorello e la Valle Ponsara
Il santuario porta la data del 1098: la ricorda un'iscrizione conservata in sacrestia, e una lapide di quell'anno nomina la Vergine come «Madonna genitrix». Secondo le ricerche di don Fiorente Castagnedi, la prima chiesa fu dedicata proprio allora. Alla sua origine c'è una leggenda: la Madonna sarebbe apparsa a un giovane pastorello sul vicino Monte Ponsara, nella valle che porta lo stesso nome, e lì sarebbe stata trovata l'immagine della Vergine col Bambino, portata poi dove sorge la chiesa. Sul luogo dell'apparizione sgorga una fonte. Che la storia sia vera o no, è rimasta parte della devozione dei soavesi.
I Benedettini, gli Olivetani e il vescovo di Verona
L'edificio originario fu ricostruito nel 1154. Per secoli la chiesetta fu curata dai Benedettini del monastero dei santi Nazaro e Celso di Verona, come risulta dalla visita pastorale del vescovo Gian Matteo Giberti del 28 giugno 1530; più tardi passò agli Olivetani di Santa Giustina di Padova. Quando cadde la Repubblica veneta, nel 1797, la giurisdizione sulla chiesa andò al vescovo di Verona.
La chiesa nuova dopo il colera
Nel 1836 un'epidemia di colera uccise a Soave 135 persone in meno di due mesi. Come ringraziamento per l'intercessione della Madonna si decise di rifare la chiesa: nel 1837 la vecchia fu abbattuta, e con lei sparirono otto secoli di storia. Il nuovo santuario, progettato dall'ingegner Antonio Zanella, ha una facciata in stile dorico, molto lontana dall'architettura originaria, con un timpano largo quanto la facciata appoggiato su due colonne ai lati della porta, accanto a parti in pietra a vista. Sul piazzale c'è una croce messa nel 1913 per il centenario costantiniano.
Nel 1920 l'architetto veronese Ettore Fagioli rifece l'altare in ricordo dei soldati caduti nella Grande Guerra, in stile floreale e con marmi di più colori; nel 1936 il pittore soavese Adolfo Mattielli dipinse sul soffitto l'Assunzione della Vergine, con otto riquadri che raccontano l'apparizione e la nascita del santuario.
Che cosa si vede dentro
La chiesa ha una sola navata e due altari. Sull'altare maggiore si venera l'immagine in pietra della Madonna con il Bambino, un busto con i volti semplici, poco raffinati: più che la perfezione divina mostra una madre vicina a chi la guarda. Le sculture più antiche sono nell'altare laterale di San Giovanni Bosco, con bassorilievi medievali che raffigurano Gesù crocifisso, san Giovanni e san Benedetto; un affresco con Sant'Antonio Abate e Santa Caterina è del XIV secolo.
L'Ottavario e la fiaccolata
Ogni anno, dal 15 al 22 agosto, si celebra l'Ottavario della Madonna della Bassanella: per otto giorni i fedeli salgono al santuario a recitare il rosario. La sera del 21 agosto, prima della giornata finale, una processione con le fiaccole scende dal colle della Ponsara, dove la Madonna sarebbe apparsa, fino al santuario. Chi non può esserci può fare lo stesso percorso in un altro momento dell'anno, seguendo le stazioni della Via Crucis che lo segnano. Il santuario è stato chiesa giubilare della provincia di Verona, Porta Santa della Misericordia, nel Giubileo del 2016 e di nuovo per l'Anno Santo dal 29 dicembre 2024 al 28 dicembre 2025.
