Storia · 4 min di lettura

Torcello prima di Venezia: magazzini, case di legno e fornaci del porto di Altino

Gli scavi di Torcello mostrano il porto di Altino: magazzini del VII secolo sull'acqua, case in legno a due piani, fornaci del vetro, affreschi carolingi.

Torcello all'alba di Venezia: case di legno e magazzini sull'acqua, barche al molo e la basilica col campanile
🎨 Illustrazione digitale | Valigio

Gli scavi a Torcello, nella laguna di Venezia, raccontati dall'archeologo Diego Calaon dell'Università Ca' Foscari, mostrano un'isola diversa da quella del mito: non un rifugio dagli Unni, ma il porto di Altino, con magazzini del VII secolo sull'acqua, case di legno a due piani e fornaci per il vetro.

Torcello, quartiere periferico di Altino

Secondo la tradizione Torcello fu la prima Venezia, abitata da chi fuggiva da Altino davanti ad Attila e agli Unni. L'archeologia dice un'altra cosa: Torcello non è Venezia, è un altro insediamento, che Calaon chiama «Altino tardoantica e altomedievale». Nei secoli dal V al IX l'isola era Altino, e così veniva chiamata: il suo vescovo non si è mai chiamato vescovo di Torcello, ma sempre vescovo di Altino, fino all'XI secolo.

Mentre il porto della città romana si interrava, le sue funzioni si sono spostate verso Torcello, generazione dopo generazione: magazzini, strutture di ricovero delle merci, atelier artigianali, e con loro le persone che li costruivano e li facevano lavorare. Ne è nato un quartiere periferico di Altino, dove a un certo punto ebbe più senso costruire la basilica che nel centro della città. Santa Maria Assunta, già cattedrale della diocesi, fu consacrata nel 639. Da Torcello a Venezia non c'è mai stato un trasferimento: è Venezia che nell'XI secolo ingloba Torcello.

Emporion mega, il porto dei magazzini sull'acqua

Parlando di Altino, Costantino Porfirogenito la chiama Emporion mega: un porto, spiega Calaon. Negli scavi di Torcello sono emersi magazzini coevi al porto di Classe e assai somiglianti ai suoi: la base è in muratura, la parte superiore in legno intonacato, e i porticati si aprono tutti sull'acqua. Dentro non si trovano pentole né resti di pasto, ma solo frammenti di anfore: il segno che ogni giorno vi si movimentava una grande quantità di anfore, che contenevano in parte olio e vino, ma anche altri generi alimentari. Per costruire la riva del magazzino fu riportato da Altino più di un metro di caranto: un lavoro tutt'altro che improvvisato.

Lungo una riva di almeno due o trecento metri c'era una darsena portuale del VII secolo, costruita con un impegno finanziario rilevante: le navi che solcavano il Mediterraneo arrivavano fin lì, e le merci venivano rimontate su navi più sottili, col fondo più piatto, per risalire i fiumi verso l'interno. Dalle Alpi arrivava anche la pietra ollare.

Case di legno a due piani, non capanne

Le case altomedievali di Torcello scavate dall'Università Ca' Foscari erano state lette come capanne: pali di legno, quindi insicurezza e mancanza di mezzi. In realtà sono case in legno funzionali e ben fatte. Si scaldavano dal basso, col fuoco acceso al piano terra sopra una base d'argilla, e avevano due vani, uno sempre affacciato su un canale, dove si legava la barca «come il cane al guinzaglio», come scrive Cassiodoro nella sua celebre lettera.

Avevano probabilmente due piani: è stata trovata l'imposta della scala, e si viveva al primo piano, mentre il piano terra serviva alle attività. Le case erano intonacate, e gli oggetti buttati da chi le abitava hanno una qualità paragonabile a quella dei grandi monasteri, dei castelli dell'entroterra e di Roma. Nel 2021 il pozzo più antico fra quelli scavati veniva da Torcello, ed era datato intorno all'VIII secolo.

Un villaggio senza strade né ponti

Lo schizzo disegnato da Calaon con i suoi collaboratori e studenti mostra le case ordinate in linee, l'area della chiesa, il cimitero, le aree delle fornaci. Mancano i ponti e le strade: tutte le case si affacciano sull'acqua, e non c'è nessuna viabilità; ciò che in passato era stato letto come sentiero non c'è. Chi abitava in una di queste case, per andare a messa la domenica, doveva prendere la barca. È un insediamento ad alta densità, nato da un progetto venuto dall'alto, dal vescovo, che è diventato sempre di più il porto di quella che una volta era Altino. E vivere sull'acqua, dice Calaon, non significava vivere in un luogo povero: vallicoltura e peschiere rendevano questi luoghi ricchissimi.

Fornaci del vetro e affreschi carolingi

Negli anni Sessanta del Novecento i polacchi scavarono a Torcello una celebre fornace, da cui vengono bicchieri che quasi sicuramente erano lampade per l'illuminazione. Una seconda fornace è stata scavata nel 2012-2013, con gli stessi reperti in vetro: coppe fatte, come dicono le analisi, con vetro rifuso, tipiche di tutto l'arco altomedievale. Non è un caso, dice Calaon, che luoghi come Torcello o Comacchio avessero fornaci per la produzione del vetro.

Nel 2020, durante i restauri, sopra i mosaici di Santa Maria Assunta è venuto alla luce un ciclo pittorico del tutto ignoto: affreschi dedicati a San Martino e una scena con Maria, probabilmente un'Annunciazione, in un linguaggio figurativo carolingio del IX secolo, della seconda fase della chiesa.

Info utili

Dove si trova
Venezia (VE)
Coordinate
45,49767 N, 12,41753 E (Torcello) · Apri su Google Maps

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