Villa Toderini è una villa veneta di Codognè, in provincia di Treviso, nel centro della località Borgo Municipio, lungo via Roma. Fu costruita per i fratelli Toderini mentre entravano nel patriziato veneziano, è attribuita a Girolamo Frigimelica e ospitò Ugo Foscolo.
I fratelli Toderini e il patriziato veneziano
La villa fu eretta verso il 1691 per volontà dei fratelli Giambattista e Todero Toderini, che si preparavano a essere aggregati al patriziato veneziano. Ci riuscirono pochi anni dopo: il 25 luglio 1694 furono iscritti nel libro d'oro della nobiltà, versando la somma di 100.000 ducati. Altre fonti collocano invece la costruzione della villa agli inizi del Settecento.
Per la sua funzione è una tipica villa veneta di terraferma: fu pensata come dimora e soprattutto come centro per sfruttare le terre agricole intorno. Il nome completo è Villa Toderini De Gajardis Ferracini Jelmoni Ton Bonicelli, e Toderini de Gajardis era il casato di mercanti veneti che la commissionò. Nel Novecento la villa ospitò il comando austriaco durante la prima guerra mondiale e quello tedesco durante la seconda; danneggiata dai bombardamenti, fu ricostruita negli anni seguenti.
Frigimelica e la villa alla francese
Mancano documenti sicuri, ma gli studiosi attribuiscono il progetto all'architetto padovano Girolamo Frigimelica, vissuto fra il 1653 e il 1732: quella di Codognè sarebbe l'unica villa che progettò e vide finita. Ha alcune somiglianze di stile con la scuderia di Villa Pisani a Stra, la sua opera più conosciuta, ed è costruita sul modello francese.
Nel disegno la villa si allontana dal tipo consueto delle ville venete: il corpo centrale ha tre piani e un'impostazione classica, ma tre assi invece del solito asse unico, e al piano terra una serie di arcate cieche muove la facciata.
Simmetrica e sviluppata in orizzontale, la villa guarda un ampio parco chiuso da siepi, balaustre e sculture, con una grande peschiera adatta alla natura acquitrinosa del luogo. Davanti alla facciata lo spazio resta libero: dalla strada la separano una peschiera e un prato, dove anticamente c'era un giardino; oltre la strada il parco prosegue fino a una collinetta artificiale che racchiude l'antica ghiacciaia. Sul lato sinistro c'è un oratorio privato, e accanto al corpo principale due barchesse, i portici da lavoro.
Foscolo e le poesie per Maria Teresa
La villa è ricordata soprattutto per aver ospitato il poeta Ugo Foscolo per un breve periodo. Qui, fra il 1795 e il 1796, scrisse «Il mio tempo» e «La croce», due componimenti che entrarono fra le sue «Poesie Giovanili»: li dedicò a Maria Teresa Toderini, che stava per prendere il velo. Nello stesso giro d'anni, fra il XVIII e il XIX secolo, sostò a Codognè anche Napoleone, in transito durante la battaglia dei Camolli.
Codognè intorno alla villa
Codognè, nel Medioevo centro di una comunità benedettina, è un paese agricolo fra il Livenza e il Monticano, con corsi d'acqua e risorgive nel paesaggio dei palù; qui si coltiva il pom codogno, che cresce anche spontaneo. Un anello a piedi dalla biblioteca di piazzale Ancillotto passa davanti a Villa Toderini e poi a Villa Travaini, del XVIII secolo, su via Roma.
Fra le due ville il giro esce in aperta campagna fino alla frazione di Roverbasso e rientra per Borgo Chiesa, dove sorge la chiesa arcipretale di Sant'Andrea.
